Gay Pride Roma 2014. Testimonial della campagna Nichi Vendola e il compagno protagonisti della locandina

Paola D’Andrea

4 Giugno 2014 - 11:22

’Ci vediamo fuori’ è lo slogan del Gay Pride, che quest’anno celebra i vent’anni dal primo corteo capitolino

Gay Pride Roma 2014. Testimonial della campagna Nichi Vendola e il compagno protagonisti della locandina

Il 7 giugno a Roma si celebrerà il Gay Pride – presente anche il sindaco Ignazio Marino - che quest’anno festeggia i vent’anni dalla prima manifestazione in difesa dei diritti degli omosessuali.

Il corteo partirà alle 15 da piazza della Repubblica, passando per via dei Fori Imperiali, e terminerà a piazza Madonna di Loreto.

Tanti sono gli appuntamenti previsti, il 3 giugno si è aperto il Pride Park, presso il Circolo degli Artisti, con il patrocinio e il contributo della Regione Lazio – il vice sindaco di Roma Luigi Nieri ha inaugurato l’apertura con il tradizionale taglio del nastro, in seguito si è svolta la Conferenza/dibattito con Susanna Camusso, Segretaria generale della CGIL, che ha affrontato il delicato tema delle discriminazioni sul lavoro - gli incontri e i dibattiti proseguiranno fino a venerdì 6 giugno.

Lo slogan scelto per il Gay Pride di quest’anno è ’Ci vediamo fuori’, per esortare tutti coloro che lo vorranno a scendere in piazza, a ’metterci la faccia’, contro i pregiudizi e per difendere i diritti degli omosessuali.

Quest’anno ad appoggiare la campagna di comunicazione, insieme ai 150 volti protagonisti degli scatti ufficiali, ci sarà anche il volto di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia e Segretario di Sel, insieme al suo compagno Ed, i quali hanno deciso di farsi immortalare sulla locandina del Pride Roma 2014.

Il 7 giugno la comunità Lgbt – lesbiche, gay, bisessuale e transgender - scenderà in piazza per chiedere:

Piena dignità e uguaglianza, laicità e libertà per tutte e tutti a prescindere da orientamento sessuale e identità di genere, matrimonio egualitario, genitorialità, nuova legge per le persone trans, un welfare che guardi alle realtà plurali delle scelte individuali e familiari, politiche di contrasto a omofobia e transfobia e di lotta alle discriminazioni nella scuola, sul lavoro, nei media, nelle istituzioni, tutela della salute e garanzie di cure per le persone in HIV.

Questo è quello che si legge sul documento politico del Roma Pride rivolto, anche e soprattutto al mondo politico affinché mantenga gli impegni presi.
Naturalmente non è mancato un appello al premier Matteo Renzi, a lanciarlo è stato Fabrizio Marrazzo, portavoce dell’associazione Gay Center:

Matteo Renzi dovrebbe partecipare al Pride.
Renzi ha detto di essere favorevole a normare le unioni civili gay e lesbiche in Italia sul modello tedesco. Ad oggi non abbiamo ancora visto proposte concrete da parte del Governo.
La partecipazione al Pride sarebbe un segnale di attenzione e un nuovo punto di partenza per non continuare a rinviare una decisione che ci vede molto lontani dal resto d’Europa

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