Equitalia, cosa succederà dopo il 1° gennaio 2013? Comuni sotto esame

Daniele Sforza

5 Novembre 2012 - 17:41

Equitalia, cosa succederà dopo il 1° gennaio 2013? Comuni sotto esame

C’era una volta Equitalia. Per fortuna, direbbe qualcuno. Anche se dal 1° gennaio 2013, la raccolta tributaria sarà affidata ai Comuni. E potrebbe funzionare, seguendo l’esempio del comune di Reggio Emilia, oppure potrebbe generarsi un caos difficilmente gestibile.

Addio Equitalia

A Reggio Emilia la raccolta tributaria funziona eccome: come ha affermato il sindaco Graziano Delrio, la raccolta riesce a incassare il 95% del dovuto con un semplice «porta a porta». Un esempio per i Comuni che dal 1° gennaio 2013 saranno chiamati a ricoprire il ruolo di Equitalia.

Una società bistrattata, odiata e vituperata, accusata frequentemente di fare il lupo con gli agnelli e l’agnello con i lupi. Detestata non solo dai contribuenti, ma anche dalle associazioni, come l’ANCI, l’associazione dei Comuni, che ha accusato Equitalia di raccogliere solo tra il 15% e il 30% del dovuto. Accuse a cui Equitalia ha prontamente risposto sfornando altri numeri: riscossione volontaria dei tributi sopra il 90%, riscossione coattiva attorno al 50%.

Polemiche a parte, i Comuni sono chiamati a una dura prova: prendere il posto di Equitalia. E già in molti prevedono che sarà il caos, soprattutto nei Comuni meno virtuosi e che peccano di organizzazione. Sì, perché ormai manca pochissimo per organizzarsi e cercare di effettuare una gestione corretta dei propri bilanci senza che questi vengano affossati da una mancata capacità di gestire la raccolta tributaria.

La sostituzione doveva esserci già il 1° gennaio 2012, ma i Comuni non si erano organizzati in tempo e chiesero, ottenendola, una proroga di 1 anno al governo Berlusconi. Dopo una proroga iniziale di 1 anno e mezzo (al 30 giugno 2013), un ultimo emendamento varato dalla Lega ha cancellato i sei mesi in più di bonus e così i Comuni si sono trovati davanti alla difficile impresa di cancellare la parola «rimandabile» e mettersi a lavorare sul serio.

Come si comporteranno i Comuni?

I Comuni si affideranno alle banche o a enti specializzati? E’ probabile, soprattutto per quei Comuni che non hanno ancora iniziato a darsi seriamente da fare, ma l’aggio che questi enti richiedono, spesso, risultano il doppio di quello richiesto da Equitalia, che era del 9%.

L’unica fortuna, dunque, resta quella di vivere in Comune capace e competente, e soprattutto organizzato, che non mandi i bilanci in malora e che sostituisca in meglio Equitalia nelle sue funzioni.

Dite che siamo troppo speranzosi?