I primi exit poll danno il movimento 5 stelle come terzo partito in Italia con una forchetta di preferenze tra il 16 e il 20%.
I primi due partiti si confermano PD e PDL con il primo in vantaggio di circa 5 punti sul secondo. Come prevedibile nessun partito ha i numero per governare da solo in modo stabile, la notizia davvero interessante è che il movimento 5 stelle si trova nella condizione di essere il vero e proprio ago della bilancia nella prospettiva della formazione di un nuovo governo, esattamente il ruolo che Monti con la sua lista si augurava di poter avere e che probabilmente non avrà avendo raccolto meno del 10% delle preferenze.
Che cosa farà Grillo?
Questa è la domanda davvero interessante: in teoria Grillo non dovrebbe essere disposto a stringere nessun tipo di alleanza con qualsiasi altro movimento politico. Tanto il PD quanto il PDL erano «morti» per Grillo fino a qualche ora fa, ora un’alleanza potrebbe far perdere in un colpo tutta la credibilità e soprattutto tutto il valore di «protesta» del voto al M5S.
Unico dato certo: gli Italiani sono stanchi
Come era ampiamente prevedibile le elezioni confermano una certa disaffezione. Anche se alla fine c’è stato un netto recupero (hanno votato il 74,58% degli aventi diritto contro il 75,44% del 2008) si è registrata un’affluenza scarsa ale urne e i voti al movimento 5 stelle vanno in parte considerati come «voti di protesta» di quelli che 5 anni fa sarebbero stati schede nulle.
Gli Italiani sono stanchi della politica e della crisi e stanno cercando di farlo capire. Cosa faranno ora i nuovi eletti?
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