Il voto italiano viene considerato come uno dei principali punti di svolta per il futuro dell’Europa. Lo sanno bene gli investitori internazionali, che stanno attendendo con il dovuto interesse i risultati elettorali di lunedì 25 febbraio. Ad esempio gli investitori americani di Blackrock stanno guardando con molta attenzione i sondaggi, non pubblicabili per i comuni mortali, ma che continuano a essere elaborati costantemente. Gli investitori internazionali vogliono sapere in anticipo quali sono gli scenari dell’Italia post-25 febbraio.
Italia, un futuro incerto
Esaminando le prospettive degli investitori asiatici, come peraltro ha confermato il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, la fiducia si respira prevalentemente sul fronte dei Btp a breve termine, si registra un totale clima di sfiducia sui bond a lungo termine. Ciò significa che gli investitori stranieri non guardano di buon occhio il futuro del nostro Paese, anche alla luce dei recenti scandali che hanno coinvolto Mps e Finmeccanica.
Il risultato che emerge adesso da più fonti è che l’esito elettorale produrrà quasi sicuramente uno scenario incerto e privo di prospettive ottimistiche. La percentuale degli indecisi risulta ancora molto elevata e fenomeni politici che parlano un linguaggio di anti-(vecchia)politica sono cresciuti esponenzialmente in breve tempo.
Per questo motivo l’atteggiamento degli investitori stranieri resta prudente: se alcuni vogliono sapere da subito che vento tirerà dopo il 25 febbraio, altri preferiscono aspettare il verificarsi degli eventi.
I mercati stanno a guardare
Non rientrano certamente in questa categoria gli uomini di Blackrock, quelli che, per intenderci, hanno fatto crollare il titolo di Unicredit a inizio 2012, oppure che hanno venduto il pacchetto del 2,3% di Saipem pochissime ore prima che il titolo crollasse vertiginosamente del 34%.
L’alleanza post-elettorale Bersani-Monti sarebbe l’unico scenario a far sorridere i mercati, ma a quanto rileva anche il Corriere della Sera, questo scenario potrebbe avere solamente il 50% delle possibilità di verificarsi.
Sulla stampa straniera l’attuale teatrino politico rappresenta un vero e proprio «grand guignol» con tanto di effetti nefasti nell’ambito finanziario. Se gli investitori attendono, gli elettori sembrano sempre più arrabbiati, indignati e disperati, pressati dalle tasse e dal miraggio di una crescita da tempo prospettato ma che nei fatti non sussiste. Il 24 e il 25 febbraio, certamente, l’elettorato non penserà a come potrebbe reagire il mondo della finanza.
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