Cosa sono le accise

Cosa sono le accise? E perchè il legislatore fa così tanto ricorso a questo strumento fiscale? Ecco un rapido approfondimento su questa sgradita voce di bilancio...

Spesso se ne sente parlare (sempre, in maniera negativa) per il loro peso su benzina e altre voci onerose. Ma siamo sicuri di sapere esattamente cosa siano le «accise»?

Di norma, con il termine accisa vengono designate le imposte indirette (differenti dalla principale, l’imposta sul valore aggiunto) che gravano sulla produzione o sui consumi di alcuni prodotti di larga diffusione: si pensi alla già ricordata benzina, o ancora alle sigarette, ai prodotti alcolici, e così via. La loro origine trae spunto dalla necessità di sostituire il vecchio sistema delle imposte di fabbricazione, delle imposte di consumo e le imposte aggiuntive di consumo: al loro posto il legislatore ha introdotto il concetto di accisa, cercando in tal modo di regolamentare in maniera più specifica il gettito derivante dalla produzione e dal consumo di alcuni particolari prodotti.

Sul perchè le accise siano un formidabile strumento in mano allo Stato, vi è ben poco da comprendere: la modifica del peso delle accise provoca infatti una immediata modifica delle entrate nel bilancio statale. Se pertanto il governo decidesse di incrementare le accise sulla benzina da domani, in pari data inizierebbe a ottenere un aumento di gettito. Stabilito quanto sopra, è facile comprendere poichè, nel passato anche recente, le accise siano state lo strumento principale per far fronte a emergenze (come la necessità di reperire immediati fondi per fronteggiare calamità anturali). Un orientamento cui il legislatore ha fatto ricorso spesso e volentieri, nonostante un parere sostanzialmente contrario da parte dell’Unione Europea.

A proposito di accise e Ue, si tenga conto come l’applicazione di tali imposte di consumo o di produzione abbia generato graduali (e gravi) squilibri nelle varie politiche nazionali: si è pertanto arrivati a paradossi evidenti in cui, per certi prodotti, in un Paese non vi siano accise, e in altri vi siano accise in grado di arrivare a superare il costo stesso del prodotto).

Per quanto riguarda l’esempio più palese a nostra disposizione, rappresentato dalle accise sulla benzina, segnaliamo come oramai il peso delle accise sul prezzo alla pompa del carburante abbia aggirato il 40%. Una valutazione che rende la benzina venduta in Italia sempre meno conveniente rispetto a quella della maggior parte dei Paesi europei, dove il peso delle accise è minore (oggi su un litro di benzina, in Italia, il peso è di 0,731 euro), così come quello dell’Iva (in Italia, al 22%) e del guadagno dei petrolieri e dei gestori della stazione di rifornimento.

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