Chi lavora di notte va in pensione prima?

Chi lavora di notte va in pensione prima? A rispondere alla domanda che tanti lavoratori si sono posti è l’Inps che, con una circolare, chiarisce le ultime novità apportate dalla Legge di Bilancio 2018.

Chi lavora di notte va in pensione prima?

L’innalzamento dell’età pensionabile, che nel 2019 verrà portata a 67 anni, ha spinto i lavoratori a rivalutare la possibilità di accedere alla pensione anticipata.

Non tutti però possono usufruire della possibilità di prepensionamento, limitata ormai solo a determinate categorie di lavori e soggetta a requisiti piuttosto stringenti.

Quello che molti lavoratori negli ultimi mesi si sono chiesti, però, è se il lavoro notturno consente la possibilità di andare in pensione prima.

A questa domanda ha risposto l’Inps in questi giorni che, con la circolare 59 del 29 marzo 2018, ha chiarito a tal proposito le ultime novità apportate con la Legge di Bilancio 2018.

Chi lavora di notte può quindi andare in pensione prima? Vediamolo di seguito.

Le novità della Legge di Bilancio 2018

Il lavoro notturno consente al lavoratore di andare in pensione prima. E’ questo quello che viene spiegato dall’Inps nella recente circolare emanata dove, chiarendo le ultime novità apportate con la più recente manovra finanziaria, ha spiegato le modalità di rivalutazione del lavoro notturno ai fini dell’accesso anticipato alla pensione.

Le news positive, in particolar modo, riguardano i lavoratori impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di 12 ore, sulla base di accordi collettivi sottoscritti al 31 dicembre 2016. Se i lavoratori svolgono attività lavorativa per almeno 6 ore nel periodo notturno compreso tra la mezzanotte e le cinque del mattino, infatti, i giorni lavorativi svolti vengono moltiplicati per il coefficiente 1,5, agevolando in questo modo i requisiti per il raggiungimento della pensione essendo riconosciuta alla prestazione la qualità di faticosa e pesante.

Chi è considerato lavoratore notturno?

Come abbiamo visto, tuttavia, affinché possa essere riconosciuto il lavoro notturno ai fini dell’accesso anticipato alla pensione devono sussistere determinati requisiti.

I destinatari, infatti, sono lavoratori che devono avere le seguenti caratteristiche:

  • essere impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di 12 ore, sulla base di accordi collettivi sottoscritti al 31 dicembre 2016;
  • devono svolgere attività lavorativa per almeno 6 ore nel periodo notturno comprendente l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.
    Oltre a questo, per poter accedere alle agevolazioni previste, i lavoratori devono prestare attività nel periodo notturno per un numero di giorni lavorativi all’anno non inferiore a:
  • 78 per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009;
  • 64 per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009.

Quando presentare domanda?

I lavoratori che perfezionano i requisiti entro il 31 dicembre 2019 possono quindi presentare la domanda di riconoscimento dei requisiti entro il 1° maggio 2018.

In caso di presentazione successiva a tale data la conseguenza sarà il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato.

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Argomenti:

Pensione anticipata

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