Analisi azioni: Telecom Italia, assist Di Maio su dossier scorporo rete scatena rally del titolo

Il dossier sullo scorporo della rete voluto dal Ministro Di Maio apre la via del rally a Tim. Dopo i minimi pluriennali toccati dal titolo solo qualche settimana fa potrebbe esser giunto il momento della svolta?

Analisi azioni: Telecom Italia, assist Di Maio su dossier scorporo rete scatena rally del titolo

A Piazza Affari è partito il rally di Telecom Italia. Giunti al giro di boa dell’ultima seduta della settimana, il titolo dell’ex monopolista tlc avanza di oltre 5 punti percentuali avvicinando i massimi di inizio mese e guadagnando la testa dell’indice FTSE Mib. Due le ragioni a sostegno del rally odierno di Telecom Italia, vediamole.


Telecom Italia, grafico daily. Fonte: Bloomberg

Il primo arriva dalla buona intonazione del settore delle telecomunicazioni (Tlc) europeo, oggi il migliore con un progresso di quasi due punti percentuali. Il secondo è invece un elemento «company specific» e riguarda la spinta del Governo italiano allo scorporo della rete fissa di Tim.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha avviato un dossier sui vantaggi legati ad un eventuale scorporo della rete, indagine che va affrontato nell’ottica di garantire la sicurezza nazionale. A questo proposito il Ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ieri nel corso di un’audizione al Parlamento ha dichiarato che «il governo guarda con interesse a iniziative volte alla creazione di una società della rete unica sul modello ’wholesale only’, in grado di consentire agli operatori di competere sul terreno dei servizi».

Positivo il giudizio delle case d’affari

Per gli analisti delle case d’affari la notizia è positiva. Secondo Banca Imi il modello ’wholesale only’ è positivo per il settore: «una negoziazione tra Governo e tutte le parti coinvolte (in particolare Tim) è un fattore chiave e non può prescindere da una regolamentazione ben definita e da assunzioni economiche».

Anche Equita Sim ha speso parole positive per le parole del Ministro in quanto «evidenziano come il tema rete e fibra ottica universale sia una priorità per l’Italia dopo una fase interlocutoria causata dal cambio di Governo».

Telecom Italia: il rally migliora la visione di breve ma il trend rimane ribassista

Con il rally di questa mattina Tim è entrato in contatto con la resistenza di breve posta a 0,657 euro. Fino ad ora abbiamo potuto riscontrare importanti difese presenti nell’intorno del supporto statico a 0,60 euro, livello presso il quale il titolo Tim ha costruito un pattern di minimo arrotondato che ha frenato la corsa ribassista avviata a maggio.

L’analisi quantitativa vede emergere implicazioni rialziste in via di rafforzamento sul breve termine, con l’RSI uscito dall’area di Ipervenduto che ha incrociato dal basso verso l’alto quota 50. I volumi non sono così convincenti e evidenziano un leggero progresso rispetto alla media mensile (già 73,7 milioni di pezzi contro i 91 milioni calcolati sull’intera seduta negli ultimi 30 giorni).


Telecom Italia, grafico settimanale. Fonte: Bloomberg

Nonostante le evidenze positive in via di rafforzamento non si può ignorare il trend di fondo del titolo che rimane ribassista. Come si può vedere nel grafico con timeframe settimanale, Tim sottoperforma il mercato da diversi mesi.

Particolarmente significativa la candela relativa all’ultima settimana di giugno con la quale le quotazioni hanno rotto il supporto statico a 0,667 euro e quello dinamico ottenuto unendo i minimi di giugno 2016 con quelli di febbraio 2018.

Con quel segnale i prezzi delle azioni Tim sono usciti dall’ampia fase laterale che aveva caratterizzato i corsi da metà 2016. Per questo motivo il movimento rialzista di oggi appare più un tentativo di pullback dell’ex supporto, ora resistenza statica, a 0,667 euro.

Strategie operative sul titolo Tim

In ottica speculativa l’area compresa fra 0,63 e 0,65 rimane zona d’acquisto. Solo se il movimento di Tim avrà la forza di stabilizzarsi sopra la resistenza individuata a 0,667 euro allora potrebbero materializzarsi estensioni dapprima oltre i massimi di luglio e poi verso quota 0,70 euro.

In ottica di lungo termine però rimane da privilegiare un’operatività ribassista sfruttando il rimbalzo di questa seduta per incrementare le posizioni a 0,657 euro. Quest’operatività avrebbe invece target a 0,60 euro.

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