L’abbonamento auto fa litigare Volvo e i concessionari auto. Ecco perché

Negli USA i concessionari Volvo sono ai ferri corti con la Casa madre. Ipotizzano che il programma di abbonamento Care by Volvo violi le leggi sul franchising danneggiando i dealer.

L'abbonamento auto fa litigare Volvo e i concessionari auto. Ecco perché

I concessionari auto sono sotto pressione un po’ ovunque, sia per le oscillazioni del mercato automobilistico sia per i cambiamenti che le nuove forme di mobilità stanno intoducendo. Anche in tema di formule di acquisto e di possesso dei veicoli.

L’elettrificazione è un passo obbligato ormai per tutti i costruttori, un processo che li obbliga ad ingenti investimenti in ricerca e sviluppo che incidono pesantemente sui bilanci. Di contro, gli automobilisti sono alla ricerca di nuovo forme di acquisto e di utilizzo, più efficienti e flessibili.

La necessità di aumentare le vendite, la redditività e la soddisfazione dei clienti ha spinto i costruttori ad elaborare strategie innovative, basate sulla personalizzazione della mobilità. Volvo ha lanciato di recente un programma di abbonamento - chiamato Care by Volvo - che va oltre il noleggio auto.

Una formula di utilizzo dell’auto che supera sia il concetto di proprietà sia quello del noleggio a lungo termine, permettendo all’utente di pagare un canone, scegliere il proprio veicolo e cambiarlo a seconda delle necessità. Una formula che - però - taglia fuori i concessionari auto dal processo di vendita, per questa ragione i dealer che rappresentano Volvo negli Stati Uniti sono sul piede di guerra.

Come funziona Care by Volvo

Perché quest’avversione dei concessionari della Casa svedese al Care by Volvo? Per rispondere alla domanda è necessario capire come funziona il programma di abbonamento auto e come viene gestito il processo di scelta del cliente.

La formula introduce il concetto di “auto come servizio”: non più, quindi, un bene da comprare, gestire e rivendere; ma un servizio che permette di scegliere tra diversi tipi di veicolo che possono essere sostituiti ogni 12 mesi, al mutare delle esigenze dell’automobilista.

Un’innovazione di quelle che fanno bene al mercato auto” secondo Anders Gustafsson - CEO di Volvo USA - perché “ci sono aziende come Amazon pronte ad approfittare dei limiti degli attuali limiti del mercato stesso”. Una posizione espressa durante l’ultimo al Salone dell’Auto di New York.

Care by Volvo offre ai clienti la possibilità di guidare una vettura del Marchio svedese pagando un canone che varia a seconda del modello - circa 750 dollari per una XC40, compreso di assicurazione e manutenzione - con la possibilità di cambiarla ogni 12 mesi, senza versare alcun acconto.

Perché Care by Volvo non piace ai concessionari auto?

Una formula innovativa quindi. Probabilmente non la più economica, ma di certo la prima proposta di abbonamento auto ad essere lanciata a livello globale, disponibile anche per il mercato italiano e applicabile a vetture Volvo nuove di fabbrica o usate con massimo 5.000 chilometri all’attivo.

Messa così sembra una proposta interessante, capace di stuzzicare quella clientela disposta a spendere qualcosa in più pur di avere la massima libertà di scelta senza essere vincolata all’acquisto, alla gestione e alla futura rivendita dell’auto.

Ma allora perché i concessionari Volvo Americani la avversano al punto che la California New Car Dealers Association - (CNCDA), associazione che rappresenta più di 1.200 concessionari (dei quali due dozzine Volvo) - l’ha definita “illegale”? La CNDA ha presentato formale richiesta al New Motor Vehicle Board - l’organo che si occupa della regolamentazione del mercato automobilistico californiano - affinché obblighi Volvo ad interrompere la vendita del programma Care by Volvo.

Il CNCDA ritiene che “l’abbonamento auto usurpi il tradizionale ruolo di vendita dei concessionari Volvo”, dal momento che “Volvo Care” prevede condizioni e servizi predeterminati e imposti dal Costruttore senza che il dealer possa avere voce in capitolo. Inoltre, sempre secondo l’associzione dei concessionari auto americani, la formula di abbonamento studiata da Volvo “violerebbe le norme sulla tutela dei consumatori”.

Di fatto, i concessionari temono la disintermediazione, la possibilità - cioè - che sia la Casa auto a trattare con il cliente e gestire in prima persona il processo di vendita, relegando i dealer al mero ruolo di consegna del veicolo e di assistenza tecnica.

Ora il New Motor Vehicle Board esaminerà i quatro reclami presentati dal CNDA. Nello specifico, dovrà valutare:

  • se Care by Volvo devi i clienti dai concessionari a Volvo;
  • se Volvo non abbia notificato correttamente ai dealeri le caratteristiche del programma di abbonamento auto;
  • se Care by Volvo assegni preferenzialmente veicoli e vendite a determinati concessionari;
  • e se il programma viola le norme sui pagamenti a svantaggio dei consumatori.

Le dichiarazioni del CNDA e di Volvo USA

In attesa che il New Motor Vehicle Board esamini il programma Volvo by Care e decida se questo violi o meno le regole, si registrano le prese di posizione dell’associazione dei dealer e di Volvo USA - filiale americana del Costruttore Svedese - riportate dalla testata online Automotive News.

Secondo Brian Maas, presidente del CNDA, “questo è solo il primo passo per garantire che i produttori, in particolare Volvo, smettano di aggirare i loro partner commerciali in franchising nel tentativo di vendere direttamente i veicoli al dettaglio. Esistono leggi sul franchising per proteggere i concessionari da questo tipo di comportamento”.

La replica di Volvo USA non si è fatta attendere: “Volvo Car USA è impegnata nello sviluppo di Care by Volvo in collaborazione con i nostri dealer per offrire la flessibilità dell’abbonamento parallelamente al leasing e al finanziamento tradizionali”, ha dichiarato un portavoce in una nota inviata via email. “Continueremo a migliorare il programma, che presto consentirà ai rivenditori di completare gli acquisti in abbonamento e di fornire la consegna immediata dei veicoli. Volvo Car USA ritiene che l’introduzione di una formula di abbonamento ndite andrà a beneficio sia dei clienti che dei concessionari”.

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