Texas Instruments: si dimette il CEO, -2% nel dopoborsa

Texas Instruments annuncia le dimissioni del CEO Brian Crutcher per violazione del codice etico interno: il titolo perde il 2% in borsa

Texas Instruments: si dimette il CEO, -2% nel dopoborsa

Texas Instruments ha fatto registrare un -2% nel dopoborsa a Wall Street, sulla scia della notizia delle dimissioni di Brian Crutcher, CEO della società.
Crutcher, parte di Texas Instruments da 22 anni, aveva assunto il ruolo di amministratore delegato solo il mese scorso. A quanto pare la decisione ha seguito una violazione di codici di condotta interni.

Nel dopoborsa di Wall Street, Texas Instruments ha comunicato la notizia e si è subito assistito al calo del titolo. In una nota ha anche annunciato che Rich Templeton, già Presidente, è stato nominato al suo posto.

Dimissioni di Crutcher e titolo a picco: cosa è successo?

La società si è espressa tramite un comunicato, dove ha chiarito che il provvedimento ha a che fare con etica e valori e non con le modalità di lavoro:

“Le violazioni sono legate a comportamenti personali che non sono coerenti con la nostra etica e i nostri valori fondamentali, ma non sono correlati alla strategia aziendale, alle operazioni o ai rendiconti finanziari”.

In una e-mail ai dipendenti, il Presidente e nuovo CEO Templeton ha ammesso che si tratta di una notizia inaspettata e ha affermato che la società si sta impegnando a condurre gli affari eticamente e comportarsi in modo professionale.

Solo poche settimane fa Intel, altro gigante dei semiconduttori, ha chiesto le dimissioni del CEO Brian Krzanich dopo aver scoperto la sua relazione con una dipendente. Mentre all’inizio di questo mese, Barnes & Noble ha licenziato l’ad Demos Parneros, chiarendo che la causa non aveva a che fare con “rendiconti finanziari, politiche o eventuali frodi”.

Cosa fa Texas Instruments e come sta ora?

Texas Instruments, tra le principali società di semiconduttori statunitensi insieme a Intel e Qualcomm, ha guadagnato il 10% da inizio anno e sta assistendo a una rapida crescita delle vendite e al rialzo dei prezzi del titolo, anche se al momento il periodo positivo sembra minacciato dall’inasprirsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

La Semiconductor Industry Association, che rappresenta i maggiori chipmaker statunitensi come Intel e Qualcomm, ha infatti definito le tariffe pianificate dalla Casa Bianca “controproducenti” per il settore, mentre un report di Fitch Ratings ha giudicato sia Intel che Texas Instruments vulnerabili alle tariffe, in quanto i loro prodotti vengono destinati in tutto il mondo.

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