Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

Tra strumentalizzazione e ricerca del consenso: ecco chi sono i politici no vax che siedono in Parlamento

Paolo Di Falco

8 luglio 2021

Tra strumentalizzazione e ricerca del consenso: ecco chi sono i politici no vax che siedono in Parlamento

Dall’eurodeputata leghista Francesca Donato all’ex deputata pentastellata Sara Cunial: ecco i politici che siedono in parlamento schierati apertamente con i no vax a caccia di qualche voto in più.

“LA VACCINAZIONE RENDE LIBERI”. Ricorda qualcosa? (Ai più “sbadati” se serve agevolo traduzione in tedesco...). Questo il tweet dello scorso 1° luglio dell’europarlamentare leghista Francesca Donato che ci mostra in maniera lampante come in un momento decisivo per il nostro Paese, un momento in cui già 20,5 milioni di italiani (tra cui il sottoscritto) hanno ricevuto entrambe le dosi affidandosi senza alcun tipo di riserve alla scienza, sono ancora tanti e troppi i politicanti più che politici che preferiscono salire nei sondaggi di qualche punto in più piuttosto che trasmettere messaggi sani ai loro elettori.

Per la cronaca, al tweet dell’europarlamentare leghista ha risposto anche l’account ufficiale dell’Auschwitz Memorial Museum che ha replicato: «Arbeit macht frei», quelle parole sono diventate una delle icone dell’odio umano che ha portato a innumerevoli morti. La strumentalizzazione di questo simbolo per argomentare contro la vaccinazione che salva la vita umana, è un triste sintomo di declino morale e intellettuale.

Tra la destra estrema e la strumentalizzazione

Sui politici che siedono in parlamento per amministrare al meglio la res publica ma che in realtà non hanno rispetto neanche per i loro elettori torneremo dopo aver parlato dell’arma per eccellenza dei no vax: la strumentalizzazione. Qualsiasi notizia, foto può diventare un tassello in più a sostegno della loro tesi. È così per i migliaia di medici, infermieri italiani incuranti della loro professione ma anche per coloro che si ergono a loro difesa come i diversi team di avvocati pronti a perorare la loro cause gratis in caso di sospensione dal posto di lavoro.

Tra questi troviamo anche il Comitato per le libertà costituzionali che mette a disposizione degli operatori sanitari contrari al vaccino una doppia strategia difensiva pubblicizzata sulla loro pagina Facebook. Un’azione civile ad personam per fare ricorso unita a un’azione penale collettiva, che andrà, pensate un po’, dalla denuncia per “violenza privata all’ attentato alla Costituzione”.

Ma, per chi voteranno mai questi no vax pronti a tutto per non vaccinarsi ma che poi pretendono a tutti costi “di essere salvati” dalla medicina a spese dei contribuenti? Secondo un sondaggio realizzato da Demos & Pi:” Coloro che non intendono vaccinarsi per scelta personale raggiungono il livello più elevato fra gli elettori della Lega (22%) e dei FdI (16%).“ E ancora si legge: “La base del M5S mostra un atteggiamento più incerto, sicuramente reticente”. Partendo da questi presupposti ecco che si ergono tra gli scranni del parlamento deputati, senatori ed eurodeputati pronti a prendere le parti dei poveri no vax per racimolare qualche voto in più che fa sempre comodo in vista delle prossime elezioni.

I No vax che siedono in parlamento: dagli ex pentastellati ai leghisti

Purtroppo l’eurodeputata Donato non è altro che una tra i tanti che preferiscono mirare al consenso nei sondaggi piuttosto che preoccuparsi della salute dei propri elettori. A farle compagnia troviamo anche l’ex deputata pentastellata Sara Cunial che si trova in prima linea accanto ai no vax condividendone qualsiasi battaglia: dallo stop all’obbligo vaccinale considerato incostituzionale sino al “vaccino ogm”. Contro questa “fantomatica pandemia” e la dittatura sanitaria è anche scesa in piazza il 10 ottobre del 2020 gridando dal palco che: “La possibilità di morire di coronavirus è minore di quella di morire per un asteroide”. La stessa, oltre a vantarsi di aver violato i vari lockdown, dalla sua pagina Facebook proclama che “disubbidire alle leggi ingiuste è un dovere civile” e, non solo, allega anche le istruzioni. Direte, una voce nel deserto? E invece no: i suoi post collezionano dai 1.000 ai 7.000 like con oltre 4.000 condivisioni.

Non è l’unica ex pentastellata a decidere di seguire questa via per garantirsi un posto in parlamento: in compagnia di Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio espulso dal M5s proprio per la sua controversa posizione sui vaccini, per cercare di convertire i ferventi seguaci no vax in consenso elettorale ha fondato anche un movimento politico, R2020. Un movimento che nasce “per unire tutti coloro che resistono, reagiscono e si reinventano” e che mira ad “accendere tanti piccoli fuochi di resistenza, in Italia come altrove” e mettere “in rete la ribellione, cosicché sia impossibile reprimerci tutti". Con una sua forza, Italexit, sulle stesse posizioni troviamo anche l’ex grillino Gianluigi Paragone, candidato sindaco a Milano, che sempre dai suoi social collezionando interazioni maggiori rispetto alla Curial, spinge ai ricorsi contro l’obbligo vaccinale appoggiando le varie teorie complottiste sui vaccini come da manuale.

A far compagnia ai grillini non possono mancare i leghisti: dal deputato Gianluca Vinci che, dopo le cene nei ristoranti che aprivano al pubblico nonostante fosse vietato dal dpcm per il contenimento della diffusione del coronavirus, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook prende le difese dei medici che non vogliono vaccinarsi lanciando l’hashtag #seloiniettichivuole al consigliere leghista umbro Valerio Mancini che lo scorso 10 maggio ha partecipato a Todi alla manifestazione dei No Vax, e che, pensate un po’, fa parte della Commissione Sanità dell’Assemblea legislativa e, in passato, “ha avuto persino l’ambizione di ricoprire la carica di assessore regionale alla Sanità e al sociale”.

La lista purtroppo non termina qui ma, questi pochi esempi dovrebbero sicuramente farci riflettere maggiormente su chi votiamo per rappresentarci, su chi incurante di una pandemia mondiale che solo in Italia ha fatto oltre 128.000 vittime pensa solamente al consenso personale, a un modo per assicurarsi la prossima poltrona cavalcando l’ignoranza delle masse pronte a credere a qualsiasi cosa gli sia propinata dalla propria bacheca Facebook.

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Marta De Vivo

Classe 2001, blogger e appassionata di politica

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.

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