Il punto di vista della GenZ sulla politica

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di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

Un mito di un’epoca offuscato dal negazionismo: Miguel Bosé e il suo “possesso della verità “

Paolo Di Falco

14 aprile 2021

Un mito di un'epoca offuscato dal negazionismo: Miguel Bosé e il suo “possesso della verità “

A spegnersi sono anche le stelle e così è successo anche per Miguel Bosé, idolo di una generazione ormai alla stregua di un semplice complottista rigorosamente contro Bill Gates.

Nonostante gli oltre tre milioni di morti, nonostante le terapie intensive stracolme, nonostante lo strenuo lavoro dei medici tanti sono ancora coloro che credono come, alla fine dei conti, il covid sia solo una bufala: tutta una messinscena orchestrata da qualche mente geniale per portare avanti i suoi interessi. A diffondere nuove e fantasiose teorie non sono solo i complottisti di turno su Facebook ma anche diversi personaggi noti, dal famoso cantautore nordirlandese Van Morrison al cantante Miguel Bosè che proprio in questi giorni ha rilasciato un’intervista che ha fatto molto discutere e che ci fa capire come l’idolo di una generazione sia destinato a essere ricordato per la sua musica e non certamente per “il suo pensiero.”

“Togliti la mascherina”

Inizia con questa frase il ritorno di Miguel sulle scene in un’intervista concessa a Jordi Évole, star della tv spagnola La Sexta e amico di lunga data del cantante. La prima intervista dopo cinque anni di silenzio, o meglio, dopo cinque anni di attività sui suoi account social dove sono tanti i contenuti discutibili: lo scorso agosto invitò i suoi follower a partecipare a una manifestazione organizzata a Madrid contro l’utilizzo delle mascherine, pubblicò su Twitter un video in cui si scagliava contro i vaccini e il suo profilo venne bloccato dal social stesso. Insomma, un ritorno che doveva far discutere far parlare di sé e così, come racconta El Pais, una delle prime condizioni del cantante per farsi intervistare era l’assenza della mascherina, perché?

Il mito degli anni 70’, il ragazzo che con un suo sguardo mandava in visibilio migliaia di ragazze, quello dei poster ormai sbiaditi non c’è più: al suo posto è comparso un convito negazionista come ha ribadito: “Sono negazionista e questa è una posizione che tengo a testa alta. C’è un disegno che non si vuole far sapere, questa è la verità”. La stessa famosa verità impacchettata e pronta all’uso che si trova ovunque, dai video YouTube in cui ex ufologici hanno appeso ad un chiodo il loro cappellino di carta stagnola per svelare a tutti il maxi complotto ai canali Telegram “contro il pensiero unico” dove gli stessi non si accorgono che ad essere uniche sono solamente le loro teorie. Così, forte del cursus honorum complottista ecco Miguel che ci predice: ” Cadranno uno dopo l’altro: politici, medici, farmacisti. Il colpevole è Bill Gates”.

“Non è stato il virus a ucciderla, ma qualcos’altro…”

Le posizioni negazioniste del cantante fanno un po’ di impressione visto che il 23 marzo dello scorso anno sua mamma, l’attrice Lucia Bosé, morì proprio a causa del Covid mentre era ricoverata in isolamento all’ospedale di Segovia. Naturalmente, uno che in diretta televisiva si vanta di detenere la verità su tutto ha già svelato anche le cause della morte della madre di cui però ha preferito non parlare dato che “Se parlassi direi cose molto pericolose per chi doveva curarla”.

Può, secondo voi un negazionista, non avere competenze mediche? Dai vaccini alla diffusione del virus, come da manuale, ci si affida solamente ai pochi eletti del settore: insomma i soliti medici radiati non solo dall’ordine di appartenenza ma, anche, da ogni rivista per le pubblicazioni scientifiche e, questo, la dice lunga sulla loro attendibilità.

“Riconoscere che anche i nostri miti sono sporchi è molto difficile”

Queste invece non le sue parole ma quelle del suo intervistatore, Jordi Évole durante una sua intervista a El Pais. Non si riferiscono di certo all’amico Miguel ma calzano a pennello dopo le sue dichiarazioni, dopo la sua assurda verità diffusa in questi due anni sui vari social. Lo scorso 29 aprile, per esempio, aveva intrapreso la sua personale crociata ovvero quella di informare i suoi follower sui presunti pericoli della rete 5G.

Un vero e proprio divulgatore che, in gioventù, era una delle icone mondiali per tantissimi ragazzi con quel suo volto che sporgeva da tutti i poster possibili e immaginabili. Ad anni di distanza di lui ci restano sola la sua vecchia musica, un sorriso ormai sbiadito su poster riposti in soffitta e tanta tristezza nel constatare che non tutti i miti durano per sempre e, a volte, a farli cadere basta un semplice video su YouTube.

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Marta De Vivo

19 anni, blogger, bilingual, pensatrice, parlatrice. Founder @martaforfew

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.

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