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FTSE MIB, azioni Ferrari le più amate dagli analisti. Ma STM e Leonardo hanno fino al 50% di potenziale

Gerardo Marciano 1 settembre 2026

Ferrari guida il FTSE MIB con 26 buy, ma STM, Leonardo, Lottomatica e UniCredit mostrano scenari molto diversi. Ecco target e giudizi dei broker degli ultimi tre mesi.

Ci sono momenti nei quali il numero delle raccomandazioni positive racconta solo una parte della storia. Un titolo può raccogliere decine di giudizi d’acquisto e avere ormai poco spazio rispetto ai prezzi obiettivo, mentre un altro può attraversare una fase difficile in Borsa e conservare, almeno nelle valutazioni dei broker, un margine teorico molto più ampio.

La graduatoria delle azioni del FTSE MIB con il maggior numero assoluto di “buy” mette insieme società che appartengono a mondi completamente diversi: auto di lusso, semiconduttori, giochi, banche e difesa. Anche le ragioni che sostengono le valutazioni degli analisti sono molto differenti, passando dalla qualità degli utili alla generazione di cassa, dalla ripresa ciclica alla crescita della spesa militare.

È proprio entrando nel dettaglio delle revisioni pubblicate negli ultimi tre mesi che il quadro diventa più interessante. Il titolo con più raccomandazioni d’acquisto non coincide necessariamente con quello al quale viene attribuito il maggiore potenziale teorico. E, soprattutto, dietro una stessa etichetta “buy” possono nascondersi valutazioni molto diverse.

Ferrari resta la più amata, ma il margine sul target medio si restringe

Con 26 raccomandazioni d’acquisto nell’aggiornamento considerato, Ferrari resta il titolo del FTSE MIB con il maggior numero assoluto di giudizi positivi. La casa di Maranello continua a beneficiare della forza del marchio, della capacità di difendere margini elevati e delle indicazioni finanziarie per il 2026.

Il dato più significativo, tuttavia, è che la corsa delle quotazioni ha progressivamente ridotto la distanza rispetto alle valutazioni degli analisti. Ferrari ha chiuso il 28 agosto a 362,65 euro, mentre il consensus più recente indica un target medio vicino a 388 euro. Lo spazio teorico è quindi nell’ordine del 7%, molto inferiore rispetto a quello attribuito ad alcuni degli altri titoli della graduatoria.

Le revisioni degli ultimi tre mesi mostrano comunque un orientamento prevalentemente favorevole. Il 15 giugno Morgan Stanley ha promosso Ferrari da Equal Weight a Overweight, portando il target price a 380 euro dai precedenti 330. Rispetto ai 362,65 euro del 28 agosto, il nuovo obiettivo corrisponde a un margine teorico del 4,8%. La banca ha attribuito la precedente debolezza del titolo soprattutto a una compressione dei multipli, più che a un deterioramento sostanziale delle prospettive sugli utili, sottolineando come i controlli effettuati presso la rete commerciale negli Stati Uniti e in Europa non indicassero un indebolimento del marchio.

Il 26 giugno Jefferies ha confermato Buy e indicato 380 euro, mentre Barclays ha mantenuto Overweight con un prezzo obiettivo di 360 euro. Alle quotazioni di fine agosto, il primo target implica circa il 4,8% di rialzo teorico, mentre quello di Barclays risulta leggermente inferiore al prezzo di mercato.

A fine giugno Berenberg ha confermato Buy con target a 381 euro, circa il 5,1% sopra la chiusura del 28 agosto. Il 7 luglio Wolfe Research ha avviato la copertura con giudizio positivo e obiettivo a 382 euro, corrispondente a un margine del 5,3%.

Le valutazioni sono diventate più generose dopo i conti. Il 31 luglio Jefferies ha portato il target a 400 euro, circa il 10,3% sopra il prezzo di riferimento di 362,65 euro. Il 3 agosto Equita ha indicato Buy e 390 euro, con uno spazio teorico del 7,5%, mentre Berenberg ha portato il proprio obiettivo a 384 euro. Citi è rimasta più prudente: Neutral e target a 347 euro, circa il 4,3% sotto la quotazione di fine agosto. Il 10 agosto Barclays ha invece alzato il target a 400 euro, confermando il giudizio positivo.

Ferrari presenta quindi un consenso molto favorevole, ma anche un elemento da non trascurare: buona parte delle aspettative positive appare già incorporata nei prezzi. Il titolo mantiene un premio legato alla qualità e alla scarsità del business, ma il margine tra quotazione e target medio è oggi relativamente contenuto.

Lottomatica, il consenso più compatto

Se Ferrari domina in valore assoluto, Lottomatica si distingue per l’uniformità delle valutazioni. Nell’aggiornamento considerato conta 20 giudizi positivi, uno in più rispetto alla settimana precedente. La società stessa, nell’aggiornamento del 28 agosto, indicava un target medio di 31,9 euro e il 100% delle raccomandazioni classificate come Buy, Overweight o Outperform. Con una chiusura a 25,59 euro il 28 agosto, il differenziale rispetto al target medio è di circa il 25%.

Anche le indicazioni individuali pubblicate dopo i risultati semestrali mostrano una notevole compattezza. Jefferies, a fine luglio, ha confermato Buy e alzato il target da 32 a 35,50 euro. Rispetto ai 25,59 euro di fine agosto, significa un potenziale teorico del 38,7%. La banca ha posto l’accento soprattutto sulla capacità di generare free cash flow e sulla possibilità di utilizzare la cassa per buyback e operazioni di crescita, pur indicando nella maggiore concorrenza sul mercato italiano uno dei principali elementi di rischio.

Il 29 luglio JPMorgan ha mantenuto Buy riducendo leggermente il target da 33,50 a 33 euro, un livello comunque superiore di circa il 29% alla quotazione del 28 agosto. Nello stesso periodo Barclays ha ribadito Buy con obiettivo a 31 euro, circa il 21% sopra il prezzo di riferimento.

Berenberg il 31 luglio ha confermato Buy e portato il target da 30,50 a 31,50 euro, corrispondente a circa il 23% di upside teorico. Goldman Sachs, nei primi giorni di agosto, ha confermato Buy con target a 31 euro. Il 28 agosto è arrivata inoltre Goodbody, che ha avviato la copertura con giudizio Buy e prezzo obiettivo di 32 euro, circa il 25% sopra la chiusura della stessa seduta.

Il favore degli analisti trova sostegno nei risultati operativi. Nel secondo trimestre l’Ebitda è cresciuto del 14%, con un miglioramento della redditività e una dinamica particolarmente forte nel segmento online. Il management ha inoltre indicato la possibilità di raggiungere la parte alta della guidance annuale.

STMicroelectronics, il titolo più discusso e con gli obiettivi più lontani

STMicroelectronics occupa una posizione molto diversa. Le 16 raccomandazioni positive si confrontano con una fase di forte volatilità del titolo e con valutazioni degli analisti che negli ultimi tre mesi sono cambiate rapidamente. Dopo essere arrivata sopra 70 euro durante l’anno, l’azione ha chiuso il 28 agosto a 43,34 euro. È proprio questa correzione ad aver ampliato enormemente la distanza rispetto a numerosi target price.

Il 10 giugno Bank of America ha compiuto una delle revisioni più aggressive, passando da Neutral a Buy e portando il target da 71 a 86 euro. Rispetto a 43,34 euro, significa quasi il 98% di differenza. Alla base del giudizio figuravano quattro elementi: interconnessioni ottiche per i data center, mercato dei satelliti in orbita bassa, possibile ripresa di automotive e industria e leva operativa legata alla capacità produttiva non pienamente utilizzata.

Il giorno successivo Deutsche Bank ha confermato Buy e alzato l’obiettivo da 52 a 75 euro, circa il 73% sopra la quotazione di fine agosto. Goldman Sachs il 12 giugno è rimasta invece Neutral, pur aumentando il target da 42 a 58 euro. Anche quest’ultimo livello sarebbe superiore di circa il 34% ai prezzi del 28 agosto.

A fine giugno HSBC ha portato il target da 53 a 84 euro mantenendo Buy. La distanza rispetto a 43,34 euro raggiunge il 94% circa. La banca ha motivato la revisione con aspettative più favorevoli su ricavi e margini per il periodo 2026-2030 e con l’ipotesi di un’accelerazione della ripresa del ciclo dei semiconduttori. Nella stessa fase Barclays ha migliorato il giudizio da Sell a Neutral portando il target a 65 euro, mentre JPMorgan ha mantenuto una posizione Neutral con obiettivo a 71,50 euro.

A luglio UBS ha ribadito Buy con target a 80 euro. Morgan Stanley ha mantenuto un’impostazione positiva con obiettivo a 78 euro. Dopo la trimestrale, però, alcune valutazioni sono diventate più prudenti: Deutsche Bank ha ridotto il target a 70 euro pur mantenendo Buy, Berenberg a fine luglio ha confermato Buy ma abbassato il proprio obiettivo a 68 euro e Goldman Sachs ha ridotto il target a 53 euro mantenendo un giudizio neutrale.

STMicroelectronics presenta quindi il maggiore divario fra quotazioni e alcune delle valutazioni più ottimistiche, ma anche la maggiore dispersione delle opinioni. È un dettaglio importante: target molto elevati non significano necessariamente un consenso altrettanto solido. Nel caso di STM riflettono soprattutto l’incertezza sulla velocità della ripresa ciclica, sui margini e sull’effettiva capacità dei nuovi mercati legati all’intelligenza artificiale e alle connessioni ottiche di compensare la debolezza di alcune attività tradizionali.

UniCredit, i broker restano positivi ma il titolo ha già corso

UniCredit raccoglie 16 raccomandazioni d’acquisto nell’aggiornamento considerato. Dopo la trimestrale record e il miglioramento degli obiettivi finanziari, il target medio si è spostato verso area 91-93 euro, ma l’azione ha chiuso il 28 agosto a 84,71 euro. Di conseguenza il margine rispetto al consensus è sceso a una singola cifra percentuale o poco più, a seconda del campione utilizzato.

Le revisioni pubblicate in luglio sono comunque state numerose. Bank of America il 16 luglio ha confermato Buy e target a 100 euro, definendo ancora UniCredit una delle proprie scelte preferite nel settore. Rispetto a 84,71 euro, l’obiettivo implica circa il 18% di upside teorico. La banca stimava inoltre utili 2026 superiori al consensus, senza includere ulteriori benefici derivanti da una maggiore partecipazione in Commerzbank.

Dopo la pubblicazione dei risultati, Exane ha indicato Outperform con target a 107 euro, circa il 26% sopra la chiusura del 28 agosto. Mediobanca ha portato l’obiettivo a 100 euro con Outperform, Equita a 95 euro con Buy e Barclays a 94,50 euro con Overweight. Morgan Stanley ha indicato Overweight e 96 euro.

JPMorgan il 27 luglio ha confermato Overweight e aumentato il target da 93 a 94 euro, pari a circa l’11% sopra il prezzo del 28 agosto. Citi il giorno successivo ha mantenuto Buy e alzato l’obiettivo a 88,40 euro, appena il 4,4% sopra la quotazione di riferimento. Più prudente ODDO BHF, con Neutral e target a 83 euro.

Il quadro su UniCredit è dunque positivo, ma meno sbilanciato rispetto a STM o Leonardo. La crescita degli utili e la remunerazione degli azionisti restano al centro delle valutazioni, mentre il dossier Commerzbank aggiunge una componente strategica difficile da incorporare in un semplice target price. Con il titolo vicino ai massimi dell’anno, il mercato ha già riconosciuto una parte consistente del miglioramento dei fondamentali.

Leonardo, i broker vedono ancora un ampio divario

Leonardo completa il gruppo con 15 raccomandazioni d’acquisto. È anche uno dei casi nei quali la distanza tra mercato e target degli analisti rimane particolarmente elevata. La chiusura del 28 agosto a 52,87 euro si confronta con un obiettivo medio superiore a 69 euro, corrispondente a circa il 31% di differenza.

Il 13 luglio Jefferies ha portato il giudizio a Buy con target a 68 euro, circa il 29% sopra la quotazione di fine agosto. All’inizio di agosto Equita ha confermato Buy con obiettivo a 69 euro, corrispondente a un margine del 30,5%, mentre Intesa Sanpaolo ha mantenuto un approccio più cauto con Neutral e 62,30 euro.

Il 6 agosto JPMorgan ha confermato Overweight e portato il prezzo obiettivo da 70 a 73 euro, circa il 38% sopra i 52,87 euro. Morgan Stanley il 7 agosto ha ribadito la propria impostazione positiva con un target di 82 euro, il più elevato tra quelli recenti e superiore di circa il 55% alla quotazione di riferimento.

L’11 agosto Barclays ha ulteriormente alzato il target da 69 a 73 euro mantenendo Overweight, mentre RBC ha avviato la copertura con Outperform e obiettivo a 70 euro. Deutsche Bank pochi giorni dopo ha indicato Buy con 72 euro.

Nel caso di Leonardo le valutazioni continuano a riflettere soprattutto l’aumento strutturale della spesa per la difesa, la visibilità del portafoglio ordini e i programmi pluriennali dei governi europei. Il rischio è che una parte di queste prospettive sia già stata incorporata nella forte rivalutazione registrata dal settore negli ultimi anni. La distanza fra target e prezzo resta comunque tra le più elevate del gruppo.

Cinque “buy”, ma cinque storie molto diverse

Contare le raccomandazioni permette di capire dove si concentra il favore degli analisti, ma non è sufficiente per stabilire quale titolo presenti le caratteristiche più interessanti. Ferrari domina per numero assoluto di giudizi positivi, ma il target medio è ormai relativamente vicino alle quotazioni. Lottomatica combina invece unanimità del consensus e un differenziale intorno al 25%.

STMicroelectronics rappresenta il caso più estremo: la correzione del titolo ha aperto una distanza enorme rispetto a diversi prezzi obiettivo, ma proprio la dispersione delle valutazioni segnala che le prospettive dipendono molto dalla ripresa del ciclo dei semiconduttori e dall’esecuzione industriale. Leonardo presenta uno scarto teorico ancora elevato con un consenso generalmente favorevole, mentre UniCredit appare il titolo sul quale il mercato ha già assorbito una parte rilevante delle revisioni positive sugli utili.

Per chi osserva questi titoli, l’indicazione più utile non è quindi inseguire automaticamente quello con più “buy” o quello con il target più lontano. È più sensato confrontare l’andamento dei risultati, le successive revisioni delle stime e la distanza tra prezzo di mercato e consenso, ricordando che i target price rappresentano valutazioni formulate sulla base di ipotesi che possono cambiare rapidamente. Un numero elevato di raccomandazioni positive è una fotografia delle aspettative degli analisti, non una garanzia sull’andamento futuro delle azioni.

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