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Trimestrale Nvidia, tutti i numeri spiegati. Cosa dicono gli analisti?

Ufficio Studi Money.it 27 agosto 2026

Nvidia batte le attese e supera i 100 miliardi di guidance, ma taglia le stime sui margini. Cosa dicono gli analisti?

Nvidia ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio 2027 con ricavi per 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% su base annua e del 18% rispetto al trimestre precedente. Il consenso si fermava a 92,1 miliardi. L’utile per azione rettificato è stato di 2,22 dollari contro i 2,09 attesi. Per il trimestre in corso la società ha indicato ricavi per 108 miliardi di dollari, circa tre miliardi sopra le attese e la prima volta che Nvidia punta oltre la soglia dei 100 miliardi in un singolo trimestre.

La contropartita è arrivata durante la conference call, con il management che ha rivisto al ribasso le attese sui margini lordi, che scenderanno al 74% nel terzo trimestre e tra il 71% e il 72% nel quarto, per effetto del costo delle memorie. È il primo arretramento dopo un anno passato stabilmente sopra il 75%.

I numeri del trimestre

VoceQ2 FY2027Anno precedenteVariazione
Ricavi totali 96,2 mld $ 46,7 mld $ +106%
Ricavi Data Center 89,0 mld $ 41,1 mld $ +117%
Margine lordo rettificato 75,0% 72,5% +2,5 punti
Utile per azione rettificato 2,22 $ 1,05 $ +111%
Utile per azione GAAP 2,46 $ - -

Il Data Center vale ormai il 92,5% del fatturato complessivo. È il dato che conta: Nvidia non è più una società di semiconduttori con una divisione AI, è un fornitore di infrastruttura per data center con un residuo di attività storiche.

Nel trimestre la società ha restituito agli azionisti circa 26 miliardi di dollari tra riacquisti e dividendi, e le restano 99 miliardi di autorizzazione al buyback. Il prossimo dividendo trimestrale, pari a 0,25 dollari per azione, sarà pagato il 1° ottobre agli azionisti registrati al 10 settembre.

Il punto debole? Le memorie

La compressione dei margini è l’elemento più discusso della trimestrale. Il management ha spiegato che i costi delle memorie sono cresciuti oltre le previsioni e sono destinati a salire ulteriormente il prossimo anno.

Il collo di bottiglia sono le memorie HBM, indispensabili per gli acceleratori AI e prodotte da un numero ristretto di fornitori. Nvidia sta rispondendo alzando i prezzi dei propri sistemi, ma il travaso non è immediato né completo.

Per l’investitore il punto è capire se si tratta di un fenomeno ciclico o strutturale. Un margine lordo del 71-72% resta straordinario per qualsiasi produttore di hardware. Il problema è che il titolo prezza la perfezione: a una capitalizzazione intorno ai 5.100 miliardi di dollari, ogni punto di margine perso pesa sulle stime di utile in modo amplificato.

La previsione sul 2028: 70% di crescita, ma vincolata

L’elemento che ha ribaltato la reazione del mercato è la guidance preliminare sull’esercizio 2028: Nvidia prevede una crescita dei ricavi di circa il 70%.

Jensen Huang ha però precisato che si tratta di una stima limitata dalla capacità produttiva, non dalla domanda. «Anche se la nostra domanda è ben superiore al 70%, la nostra offerta ci permette di garantire con sicurezza il 70%», ha detto agli analisti, aggiungendo che in condizioni di offerta illimitata il numero sarebbe «molto più alto».

A supporto della previsione, gli impegni verso i fornitori sono saliti a 279 miliardi di dollari, contro i 119 miliardi dichiarati a maggio. La maggior parte riguarda memorie destinate alla piattaforma Vera Rubin, ora in piena produzione con installazioni presso CoreWeave, Google Cloud, Microsoft Azure, Oracle Cloud Infrastructure e Nebius. Nel trimestre è stata inoltre annunciata l’estensione dell’accordo con AWS per il dispiegamento di ulteriori due milioni di GPU.

Cosa dicono gli analisti

Alla vigilia della trimestrale il quadro era già molto sbilanciato: dei 61 analisti che coprono il titolo, 58 avevano una raccomandazione di acquisto, due neutrale e uno di vendita, con un target price medio intorno ai 300-305 dollari. Fra le indicazioni più aggressive, Raymond James aveva alzato l’obiettivo a 352 dollari e Wedbush si attestava a 330.

Ma l’ottimismo non si era tradotto in performance. Il titolo aveva guadagnato circa il 12-14% da inizio anno, sottoperformando l’intero comparto dei semiconduttori, e nelle quattro trimestrali precedenti aveva chiuso in ribasso il giorno successivo alla pubblicazione nonostante altrettante sorprese positive, con una reazione media del -2,8%.

La sessione di ieri si era chiusa in calo dell’1,6% a 209,66 dollari. Dopo la pubblicazione dei conti il titolo è arretrato nei primi scambi after-hours, per poi invertire nel corso della call e portarsi intorno ai 218 dollari, oltre il 4% sopra la chiusura.

Le revisioni formali dei target price arriveranno nelle prossime ore. Il precedente storico suggerisce cautela nel dare per acquisito il rialzo dell’after-hours - il mercato americano riapre alle 15:30 italiane.

I tre rischi da monitorare

La circolarità dei finanziamenti. Durante la call l’analista di Bank of America Vivek Arya ha quantificato in circa 500 miliardi di dollari il totale degli impegni e delle garanzie assunte da Nvidia. La società ha investito quasi 50 miliardi in laboratori di AI di frontiera e ha costruito, insieme ad Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR, piattaforme di finanziamento destinate a raccogliere oltre 500 miliardi di capitali terzi. È il tema che divide di più il mercato: Nvidia sta contribuendo a finanziare i propri clienti, e questo rende difficile distinguere la domanda organica da quella indotta.

Il debito. L’indebitamento complessivo è salito a 33,4 miliardi di dollari, dagli 8,5 miliardi di fine gennaio. Per una società che genera cassa a questi ritmi non è un problema di solvibilità, ma è un cambio di postura finanziaria che merita attenzione.

La Cina. Le spedizioni Hopper hanno rappresentato meno dell’1% dei ricavi Data Center nel trimestre, e la guidance sul terzo trimestre non incorpora alcun ricavo da compute per data center in Cina. Il mercato cinese è di fatto uscito dal modello. Se le condizioni regolatorie cambiassero, sarebbe un’opzionalità gratuita; per ora è un rischio già scontato.

Questo contenuto ha finalità informative e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio né consulenza finanziaria personalizzata. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

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