Nvidia ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio 2027 con ricavi per 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% su base annua e del 18% rispetto al trimestre precedente. Il consenso si fermava a 92,1 miliardi. L’utile per azione rettificato è stato di 2,22 dollari contro i 2,09 attesi. Per il trimestre in corso la società ha indicato ricavi per 108 miliardi di dollari, circa tre miliardi sopra le attese e la prima volta che Nvidia punta oltre la soglia dei 100 miliardi in un singolo trimestre.
La contropartita è arrivata durante la conference call, con il management che ha rivisto al ribasso le attese sui margini lordi, che scenderanno al 74% nel terzo trimestre e tra il 71% e il 72% nel quarto, per effetto del costo delle memorie. È il primo arretramento dopo un anno passato stabilmente sopra il 75%.
I numeri del trimestre
| Voce | Q2 FY2027 | Anno precedente | Variazione |
|---|---|---|---|
| Ricavi totali | 96,2 mld $ | 46,7 mld $ | +106% |
| Ricavi Data Center | 89,0 mld $ | 41,1 mld $ | +117% |
| Margine lordo rettificato | 75,0% | 72,5% | +2,5 punti |
| Utile per azione rettificato | 2,22 $ | 1,05 $ | +111% |
| Utile per azione GAAP | 2,46 $ | - | - |
Il Data Center vale ormai il 92,5% del fatturato complessivo. È il dato che conta: Nvidia non è più una società di semiconduttori con una divisione AI, è un fornitore di infrastruttura per data center con un residuo di attività storiche.
Nel trimestre la società ha restituito agli azionisti circa 26 miliardi di dollari tra riacquisti e dividendi, e le restano 99 miliardi di autorizzazione al buyback. Il prossimo dividendo trimestrale, pari a 0,25 dollari per azione, sarà pagato il 1° ottobre agli azionisti registrati al 10 settembre.
Il punto debole? Le memorie
La compressione dei margini è l’elemento più discusso della trimestrale. Il management ha spiegato che i costi delle memorie sono cresciuti oltre le previsioni e sono destinati a salire ulteriormente il prossimo anno.
Il collo di bottiglia sono le memorie HBM, indispensabili per gli acceleratori AI e prodotte da un numero ristretto di fornitori. Nvidia sta rispondendo alzando i prezzi dei propri sistemi, ma il travaso non è immediato né completo.
Per l’investitore il punto è capire se si tratta di un fenomeno ciclico o strutturale. Un margine lordo del 71-72% resta straordinario per qualsiasi produttore di hardware. Il problema è che il titolo prezza la perfezione: a una capitalizzazione intorno ai 5.100 miliardi di dollari, ogni punto di margine perso pesa sulle stime di utile in modo amplificato.
La previsione sul 2028: 70% di crescita, ma vincolata
L’elemento che ha ribaltato la reazione del mercato è la guidance preliminare sull’esercizio 2028: Nvidia prevede una crescita dei ricavi di circa il 70%.
Jensen Huang ha però precisato che si tratta di una stima limitata dalla capacità produttiva, non dalla domanda. «Anche se la nostra domanda è ben superiore al 70%, la nostra offerta ci permette di garantire con sicurezza il 70%», ha detto agli analisti, aggiungendo che in condizioni di offerta illimitata il numero sarebbe «molto più alto».
A supporto della previsione, gli impegni verso i fornitori sono saliti a 279 miliardi di dollari, contro i 119 miliardi dichiarati a maggio. La maggior parte riguarda memorie destinate alla piattaforma Vera Rubin, ora in piena produzione con installazioni presso CoreWeave, Google Cloud, Microsoft Azure, Oracle Cloud Infrastructure e Nebius. Nel trimestre è stata inoltre annunciata l’estensione dell’accordo con AWS per il dispiegamento di ulteriori due milioni di GPU.
Cosa dicono gli analisti
Alla vigilia della trimestrale il quadro era già molto sbilanciato: dei 61 analisti che coprono il titolo, 58 avevano una raccomandazione di acquisto, due neutrale e uno di vendita, con un target price medio intorno ai 300-305 dollari. Fra le indicazioni più aggressive, Raymond James aveva alzato l’obiettivo a 352 dollari e Wedbush si attestava a 330.
Ma l’ottimismo non si era tradotto in performance. Il titolo aveva guadagnato circa il 12-14% da inizio anno, sottoperformando l’intero comparto dei semiconduttori, e nelle quattro trimestrali precedenti aveva chiuso in ribasso il giorno successivo alla pubblicazione nonostante altrettante sorprese positive, con una reazione media del -2,8%.
La sessione di ieri si era chiusa in calo dell’1,6% a 209,66 dollari. Dopo la pubblicazione dei conti il titolo è arretrato nei primi scambi after-hours, per poi invertire nel corso della call e portarsi intorno ai 218 dollari, oltre il 4% sopra la chiusura.
Le revisioni formali dei target price arriveranno nelle prossime ore. Il precedente storico suggerisce cautela nel dare per acquisito il rialzo dell’after-hours - il mercato americano riapre alle 15:30 italiane.
I tre rischi da monitorare
La circolarità dei finanziamenti. Durante la call l’analista di Bank of America Vivek Arya ha quantificato in circa 500 miliardi di dollari il totale degli impegni e delle garanzie assunte da Nvidia. La società ha investito quasi 50 miliardi in laboratori di AI di frontiera e ha costruito, insieme ad Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR, piattaforme di finanziamento destinate a raccogliere oltre 500 miliardi di capitali terzi. È il tema che divide di più il mercato: Nvidia sta contribuendo a finanziare i propri clienti, e questo rende difficile distinguere la domanda organica da quella indotta.
Il debito. L’indebitamento complessivo è salito a 33,4 miliardi di dollari, dagli 8,5 miliardi di fine gennaio. Per una società che genera cassa a questi ritmi non è un problema di solvibilità, ma è un cambio di postura finanziaria che merita attenzione.
La Cina. Le spedizioni Hopper hanno rappresentato meno dell’1% dei ricavi Data Center nel trimestre, e la guidance sul terzo trimestre non incorpora alcun ricavo da compute per data center in Cina. Il mercato cinese è di fatto uscito dal modello. Se le condizioni regolatorie cambiassero, sarebbe un’opzionalità gratuita; per ora è un rischio già scontato.
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