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Non serve investire in AI per avere rendimenti. Ecco 3 azioni da comprare ora secondo il portfolio manager Michael Clarfeld

Redazione Money Premium 25 agosto 2026

Periodi prolungati di concentrazione e momentum di mercato tendono a far perdere di vista quanto la situazione sia estrema. Meglio puntare su aziende meno conosciute ma solide nel tempo.

In un mercato azionario ancora vicino ai massimi storici ma caratterizzato da una forte concentrazione sui titoli tecnologici megacap e da una volatilità estiva legata soprattutto alle oscillazioni delle società legate all’intelligenza artificiale, le opportunità di rendimento non passano necessariamente attraverso gli investimenti in AI.

È quanto emerge dalle considerazioni di Michael Clarfeld, portfolio manager responsabile della strategia dividend di ClearBridge Investments, che gestisce tra gli altri il ClearBridge Dividend Strategy Fund (SOPAX) e l’Franklin ClearBridge Enhanced Income ETF (YLDE).

Ci sono altre opportunità oltre l’AI

Il contesto di mercato resta complesso: i titoli AI hanno oscillato al rialzo e al ribasso in base alle aspettative sugli investimenti in infrastrutture, mentre i rendimenti dei Treasury hanno pesato sulle azioni, con il rendimento del bond trentennale salito a un massimo di 19 anni prima di ritracciare. Lunedì i rendimenti sono calati dopo la notizia che il Dipartimento del Tesoro potrebbe utilizzare il proprio General Account per sostenere maggiori acquisti di titoli di Stato.

Nonostante queste turbolenze, l’S&P 500 ha chiuso a un nuovo record di 7.798,99 punti il 13 agosto 2026 e continua a essere dominato dai grandi nomi tecnologici. Clarfeld sottolinea che periodi prolungati di concentrazione e momentum di mercato tendono a far perdere di vista quanto la situazione sia estrema; storicamente, a fasi di mercato stretto e guidato dal momentum seguono periodi di partecipazione più ampia in cui i portafogli orientati alla crescita dei dividendi tendono a performare meglio.

Il fondo SOPAX, classificato a quattro stelle da Morningstar, offre un rendimento da dividendo dell’1,96% con un expense ratio dell’1%, mentre l’YLDE presenta un rendimento dell’1,93% e un expense ratio dello 0,48%. Entrambi, da inizio anno, sottoperformano leggermente l’S&P 500, che a sua volta cede solo l’1,02% di yield. Clarfeld non prevede uno spostamento immediato dall’attuale regime di mercato né invita a evitare la tecnologia, ma invita gli investitori a prestare attenzione al rischio e a mantenere una diversificazione adeguata. Secondo lui, molti operatori sono così miopi da concentrarsi esclusivamente su temi legati all’AI da trascurare altre aree, creando così opportunità interessanti.

Le scelte del gestore di ClearBridge Investments

Tra i titoli di alta qualità che risultano sottovalutati, Clarfeld indica The Williams Companies (WMB), una delle maggiori società di gasdotti naturali degli Stati Uniti, con un rendimento da dividendo del 2,98%. Si tratta della seconda posizione del fondo SOPAX, pari al 4,05% del portafoglio al 31 luglio. Il business non è particolarmente sensibile alle materie prime: da quindici anni la produzione e le infrastrutture di gas naturale crescono grazie al boom dello shale, e negli ultimi uno-due anni questa dinamica è stata ulteriormente accelerata dalla domanda energetica generata da data center e intelligenza artificiale. Williams ha sviluppato soluzioni personalizzate di power, mantiene un bilancio solido e sta facendo crescere utili e flussi di cassa; Clarfeld prevede una crescita “fenomenale” per molti anni grazie al fabbisogno energetico dei data center. Il titolo, che da inizio anno guadagna circa il 18%, presenta un rating medio degli analisti di overweight e un upside del 21% rispetto al target price medio secondo FactSet.

Il secondo nome è Unilever (UL), multinazionale britannica di beni di consumo di prima necessità che va dal sapone Dove alla maionese Hellmann’s, con un rendimento del 3,46%. La società rappresenta il 2,67% del portafoglio SOPAX e, secondo Clarfeld, sta eseguendo bene in un settore in cui la crescita dei volumi è storicamente difficile da ottenere, riuscendo a generare una robusta crescita organica dei volumi. Il titolo, che da inizio anno è in leggero ribasso, ha un rating medio overweight e un potenziale di rialzo dell’11% rispetto al target medio di FactSet.

Il terzo titolo è Automatic Data Processing (ADP), che offre un rendimento da dividendo del 2,42% e rappresenta il 2,3% del fondo SOPAX. Dopo un calo all’inizio dell’anno ha recuperato terreno. Clarfeld osserva che, quando si pensa a business potenzialmente disintermediati dall’AI, l’elaborazione delle buste paga appare tra gli ultimi a essere a rischio perché è estremamente mission-critical. Il titolo ha un rating medio degli analisti di hold e un upside del 2% rispetto al target price medio di FactSet.

Oltre a queste tre posizioni, tra i principali holding del ClearBridge Dividend Strategy Fund figurano anche ExxonMobil, Microsoft, Alphabet, Apollo Global Management e Marsh & McLennan. In un mercato ancora concentrato e volatile, le scelte di Michael Clarfeld evidenziano come società di qualità con solidi flussi di dividendo e prospettive di crescita, anche se meno “eccitanti” dei titoli AI, possano offrire rendimenti attraenti e contribuire a una maggiore diversificazione del portafoglio.

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