Materie Prime

Bolla AI? Il vero termometro è il rame. Ecco cosa devi sapere

Guido Gennaccari 18 agosto 2026

Nasdaq a 8 volte il rame: la distanza dalla follia speculativa del 2000 è ancora ampia.

Da circa un anno si registrano impennate periodiche sul “google trends” per la ricerca “AI bubble” con andamento ciclico, stile “Al lupo! Al lupo!” di Esopo.

Ovviamente l’hype sull’AI si riflette anche sulle quotazioni del Nasdaq e soprattutto delle M7 che pesano molto sull’indice tecnologico americano. Il settore tech americano è in bolla?

I multipli sono alti ma ancora sostenibili, come aveva sottolineato qualche mese fa anche il Fondo Monetario Internazionale, sostenendo che il settore fosse all’inizio di un ciclo di surriscaldamento ma non ancora in bolla. Tralasciando i multipli di Borsa è necessario cercare qualcosa che rifletta sia l’economia reale che i mercati finanziari: il rame! Materia prima basilare per il settore dell’AI ha una correlazione dei prezzi (base 100 = marzo 1992) con il Nasdaq dello 0,72.

Rapporto Nasdaq/Rame .

La direzione è quindi spesso la medesima, al rialzo o al ribasso, ma l’intensità e la profondità del movimento no, il Nasdaq è più volatile, ha un beta maggiore di 1. Il grafico del rapporto Nasdaq/Rame con stessa base 100 di partenza ci indica un trend fortissimo durante al bolla dot.com quando il rapporto passò da 0,89 a 9,94 in soli 5 anni! Il segmento rosso rappresenta la forza relativa maggiore dell’indice sulla materia prima del periodo in questione. Nel 2025 si è tornati in zona 8 partendo dal valore di 1, ma la grande differenza è il tempo impiegato, di circa 15 anni, con una pendenza del rapporto (verde) minore di quella del periodo delle dot.com (rossa).

Quale è il valore che potrebbe indicare una bolla? Nessuno lo sa, di sicuro il rally attuale è più sostenibile di quello di metà anni ’90, probabilmente anche nell’AI ci sarà una selezione naturale del mercato finanziario ma non è dato sapere quando, per quanto tempo e per quale profondità. A che serve quindi il grafico in questione?

Può essere considerato come un termometro che misura la temperatura e, come ben sappiamo, un valore “alto” per la natura può cambiare nel tempo e nel luogo, non è come quello dell’essere umano che segnala la febbre. Il termometro umano è già in febbre da bolla, ma è come l’orologio rotto che 2 volte al giorno segna l’ora giusta, è solo percezione di un malessere che deve ancora arrivare.

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