L’inizio del nuovo anno scolastico ha un costo per le famiglie italiane e a rivelare quanto spendono per il rientro a scuola dei figli è, come ogni anno, il monitoraggio delle associazioni dei consumatori. La rilevazione è stata condotta dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha passato al setaccio i listini di supermercati, cartolibrerie e piattaforme digitali, e dai dati sembra che il 2026 sia l’anno in cui il rientro a scuola costa di più.
Dalla rilevazione emerge che per il nuovo anno scolastico le famiglie italiane spenderanno circa 673,60 euro solo per il corredo scolastico, con un rincaro del +2,3% rispetto al 2025, e la cifra aumenta sensibilmente se si aggiungono i libri di testo, soprattutto per il passaggio alla scuola secondaria di primo e di secondo grado.
La spesa delle famiglie per la scuola riguarda principalmente i libri di testo e il materiale scolastico, cui tuttavia si aggiungono i dispositivi tecnologici e, come novità di quest’anno, gli abbonamenti alle piattaforme di intelligenza artificiale.
Vediamo allora quanto spendono le famiglie italiane per l’inizio dell’anno scolastico 2026/2027.
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Corredo scolastico 2026: le famiglie spendono 673,60 euro tra zaini e materiale
Il materiale scolastico è la prima voce di spesa delle famiglie italiane, che per acquistare il corredo completo di prodotti nuovi arrivano a spendere in media, come anticipato, 673,60 euro a studente, comprensivi dei ricambi necessari durante tutto l’anno. Secondo Federconsumatori le voci più care si confermano quelle relative allo zaino, specialmente nella versione hi-tech con power bank integrato per ricaricare i dispositivi.
Nel corredo scolastico rientrano ovviamente astucci, zaini, diari, penne e quaderni, ai quali si aggiungono materiale per il disegno e accessori. Molto dipende però dal canale d’acquisto scelto, con un andamento dei prezzi che quest’anno risulta particolarmente differenziato:
- nella grande distribuzione organizzata (GDO) i prezzi scendono in media del -1,1%;
- nelle cartolibrerie tradizionali aumentano del +2,3%;
- la vera novità è il balzo dell’e-commerce, che cresce del +5,6%, invertendo la tendenza degli anni passati.
Il canale online rimane comunque più conveniente rispetto alle cartolibrerie, con un risparmio medio del 20,25%, ma viene superato in termini di convenienza dalla GDO, che risulta più economica di oltre un punto percentuale rispetto all’online.
Trattandosi di una voce di spesa così onerosa, molte famiglie ricorreranno al riutilizzo del materiale degli anni precedenti, allo scambio o al regalo di zaini e astucci anche attraverso i gruppi social, oltre che ai testi scolastici usati.
Libri scolastici 2026: la spesa più pesante, oltre 545 euro
Se il corredo scolastico pesa, i testi obbligatori rappresentano il vero macigno per le tasche delle famiglie. La spesa media per libri di testo più due dizionari si attesta a 545,66 euro per studente, in crescita dell’1,6% sul 2025. L’incremento maggiore riguarda le scuole secondarie di primo grado, mentre per licei e istituti tecnici superiori, già alle prese con listini onerosi, l’aumento risulta più contenuto. Acquistando i libri usati si risparmia oltre il 29%.
Il conto sale vertiginosamente per gli studenti delle classi prime:
- chi inizia la prima secondaria di primo grado spenderà in media 561,61 euro per i libri di testo più due dizionari (+1,2% rispetto allo scorso anno), cui vanno aggiunti i 673,60 euro del corredo, per un totale di 1.235,21 euro;
- chi entra al primo anno della secondaria di secondo grado arriva a 805,15 euro per i libri di testo più quattro dizionari (-0,5% rispetto allo scorso anno), portando il conto complessivo a 1.478,75 euro.
Numeri che pesano sui bilanci familiari, considerando l’erosione del potere d’acquisto degli ultimi anni.
Dispositivi tecnologici e AI: le nuove voci del caro scuola
Il caro scuola non si ferma a carta e penna. Ai costi per corredo e libri va aggiunto l’aggiornamento tecnologico, ormai spesso indispensabile ai fini didattici: computer, webcam, microfono, antivirus e programmi di base richiedono un investimento aggiuntivo di oltre 421 euro, cui va sommato l’eventuale costo di una connessione internet dedicata. Le forbici dei prezzi sono ampie: per un portatile si va da un minimo di 249,90 euro fino a quasi 5.000 euro, mentre i computer fissi oscillano tra 419 e 4.318 euro, con aumenti che in alcuni casi superano il 30% sul 2025. Optando per prodotti rigenerati si risparmia oltre il 38%.
La novità assoluta del monitoraggio 2026 è la voce relativa agli abbonamenti alle piattaforme di intelligenza artificiale, sempre più diffusi anche tra i banchi di scuola, con costi che vanno da 276 a 2.748 euro annui a seconda del servizio. Federconsumatori raccomanda alle famiglie un utilizzo critico e informato di questi strumenti, sollecitando scuole e istituzioni a fornire percorsi di formazione digitale che accompagnino gli studenti in un uso responsabile dell’AI.
Bonus e agevolazioni: misure ancora insufficienti
A livello comunale e regionale esistono bonus, agevolazioni e gratuità dei testi scolastici rivolti alle famiglie a basso reddito. Si tratta di misure positive, sottolinea Federconsumatori, ma spesso non sufficienti a coprire costi di entità così elevata. L’associazione da anni chiede interventi più strutturati: sostegni destinati non solo a chi si trova in forte difficoltà economica, ma anche, in misura progressiva, ai redditi medi, quelli che negli ultimi anni hanno visto ridursi drasticamente il proprio potere d’acquisto.