Note di Vino

Note di Vino

di Antonella Coppotelli

I vitigni autoctoni della Liguria da degustare durante il Festival di Sanremo

Antonella Coppotelli

26 febbraio 2026

Brindare a Sanremo con i vini autoctoni della Liguria. Una guida essenziale tra Pigato, Vermentino, Rossese, Bianchetta e Sciacchetrà per un Festival all’insegna del territorio.

I vitigni autoctoni della Liguria da degustare durante il Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo non è solo un evento televisivo. È un rituale collettivo che, ogni anno, riporta l’attenzione sul Ponente ligure e, volenti o nolenti, ci inchioda quasi per un’intera settimana sul divano di casa a commentare le varie esibizioni.

Quale modo migliore, allora, di farlo se non in compagnia di un vitigno autoctono ligure? Anche perché in questa regione, costituita dal 65% di montagna e dal 35% di collina, il vino è inseparabile dal prorio territorio e da un’attitudine totalmente eroica dei viticoltori che si scontrano con vigne verticali e terrazzamenti sospesi sul mare ma che modellano uno dei patrimoni più unici di vitigni autoctoni in Italia.

Partiamo, dunque, alla scoperta di questa affascinante striscia di terra proprio dal territorio che ospita il Festival di Sanremo.

Ponente ligure: il cuore di Sanremo nel calice

Sanremo si trova nel Ponente, l’area più occidentale della regione, caratterizzata da clima mite, forte luminosità e influenza marina costante.

Qui i vigneti si alternano a uliveti e serre floricole, su pendii che guardano il mare. I vitigni autoctoni del Ponente potrebbero essere quelli più rappresentativi per accompagnare le serate del Festival dal momento che, come ci insegna la manifestazione canora più longeva d’Italia, riescono ad accontentare i gusti dei più, anche degli estimatori (musicali ed enologici) più raffinati e ostici. Iniziamo con un’ideale sequenza di assaggio:

Il Pigato, bianco simbolo del Ponente, è una scelta perfetta per l’aperitivo. Strutturato ma teso, ha una personalità definita, proprio come le canzoni che dividono il pubblico tra applausi e discussioni.

Il Vermentino ligure con il suo profilo più verticale ed essenziale rispetto ad altre zone italiane che lo rendono più acido e sapido (come piace a me) è il compagno ideale che dona freschezza durante le lunghe maratone televisive del Festival.

Il Rossese è il grande rosso del Ponente ligure, allevato soprattutto nelle colline dell’entroterra imperiese. In degustazione è fine, dinamico, con tannini leggeri e una freschezza che ne sostiene la bevibilità. È il vino ideale per le orecchie e i palati più sofisticati del Festival.

“Genovesato”: equilibrio tra mare e collina

Come scrivevamo all’inizio, però, l’identità enologica della Liguria caratterizza tutta la regione e ciascuna delle macrozone in cui è suddivisa meriterebbe un apposito assaggio.

Spostandosi verso il centro nella zona di Genova e provincia, la viticoltura diventa più frammentata. I vigneti sono piccoli, spesso recuperati negli ultimi decenni, e la brezza marina è una costante. Qui troviamo vitigni meno conosciuti ma altrettanto identitari che ben si prestano allo scopo e non solo.

La Bianchetta Genovese produce vini delicati, floreali, con acidità viva e finale salino. È una scelta raffinata per chi desidera un bianco agile, da abbinare a piatti semplici o a un aperitivo leggero mentre si commentano le esibizioni.

Meno diffuso e spesso presente in uvaggio, lo Scimiscià contribuisce con freschezza e note erbacee. Sceglierlo significa optare per un vino meno scontato, come alcune canzoni che sono state presentate e che stanno facendo discutere.

Levante ligure: viticoltura eroica e vini di carattere

Il Levante, con le sue scogliere e i vigneti terrazzati delle Cinque Terre, rappresenta l’espressione più estrema della viticoltura ligure.

Qui le pendenze sono vertiginose e il lavoro in vigna è ancora in gran parte manuale. I vitigni autoctoni di quest’area raccontano una Liguria intensa e minerale.

Il Bosco è il vitigno principale delle Cinque Terre. Nei suoli sabbiosi e scistosi sviluppa struttura e acidità , nella versione passita, concorre a creare insieme all’Albarola e al Vermentino, il celebre Sciacchetrà.

È il vino da stappare nelle serate finali del Festival, quello delle celebrazioni che viene prodotto solo nelle annate migliori e vi assicuro che è una vera festa per il palato.

Quale vino ligure scegliere per il Festival di Sanremo

Ma quindi quale vino scegliere? Lo lasciamo decidere a voi perché il Festival di Sanremo non è solo spettacolo ma anche e soprattutto territorio.

E la Liguria, con i suoi vitigni autoctoni, offre una gamma di vini perfettamente coerenti con la sua identità: discreti ma incisivi, complessi senza essere ridondanti, profondamente legati al paesaggio.

Un’armonia di sapori fortemente identitari nati tra le colline con lo sguardo verso il mare e magistralmente orchestrati dalla mano dell’uomo

E come in ogni competizione che si rispetti, che vinca il migliore perché Sanremo è Sanremo.

Antonella Coppotelli

Responsabile Area Marketing & PR Money.it

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