Giustizia: Ardita, ’Di Matteo e io avevamo paura del Csm, vicini ai pm che si sentono soli’ (2)

(Adnkronos) - «Molti, anche alcuni colleghi, iniziarono a salutarmi freddamente, come se mi fossi messo in una battaglia persa e sbagliata - dice ancora Ardita - Si, percepivamo solitudine ed anche abbandono. E temevamo che in quel silenzio potessero essere tirate fuori questioni formali che, togliendo credibilità professionale, avrebbero potuto far venire meno l’ultimo presidio - quello delle Istituzioni e dei cittadini contro l’isolamento», denuncia Sebastiano Ardita.

"Nello stesso periodo anche a me è capitato di finire a causa del mio lavoro sotto un fuoco di accuse incrociate, rivoltemi da personaggi diversi ed apparentemente distanti. E mi sono dovuto difendere e dare giustificazioni", spiega. «Sì, per un attimo abbiamo avuto paura del CSM, dove entrambi per ragioni diverse abbiamo temuto di finire gravati da accuse che ritenevamo ingiuste, mentre avevamo solo fatto il nostro dovere; ma poi tutto è andato bene grazie alla posizione assunta dalla Procura generale della Cassazione».

"Oggi a sei anni di distanza il destino ci ha dato in sorte di stare entrambi seduti lì: esattamente uno di fronte all’altro, in costante contatto visivo per condividere sensazioni, complicità, ironie", conclude Ardita.

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cronaca