Economia e Finanza

I Paesi europei che spendono di più in sanità. Dov’è l’Italia?

Emanuele Di Baldo 26 agosto 2026

Germania e Francia guidano la spesa sanitaria europea. L'Italia è terza per valore assoluto con 190 miliardi, ma sul PIL e pro capite il quadro cambia

Sulla carta è una buona notizia: con oltre 190 miliardi di euro destinati alla salute, l’Italia è il terzo Paese dell’Unione europea per spesa sanitaria, dietro soltanto ai giganti tedesco e francese. Un piazzamento che suona rassicurante. Peccato che il podio, in questo caso, racconti solo metà della storia.

Perché appena si passa dai valori assoluti agli indicatori che contano davvero - la quota di PIL investita e la spesa per ogni cittadino - la fotografia si ribalta, e l’Italia scivola nelle retrovie del continente. Sulla base degli ultimi dati Eurostat e OCSE, ecco quanto spende l’Europa in sanità, come si posiziona il nostro Paese e perché la terza piazza vale meno di quanto sembri.

Quanto spende l’Europa in Sanità Fonte: Eurostat

Quanto spende l’Europa in sanità: la classifica

Ecco la spesa sanitaria complessiva - pubblica e privata - dei principali Paesi europei, con la crescita registrata nel periodo considerato secondo i dati Eurostat (Current Health Expenditure):

Posizione Paese Spesa sanitaria Crescita
1 Germania 528,1 mld € +13,0%
2 Francia 337,0 mld € +14,4%
3 Italia 190,1 mld € +11,2%
4 Spagna 138,2 mld € +14,2%
5 Polonia 82,0 mld € +118,1%
6 Repubblica Ceca 27,1 mld € +20,4%
7 Romania 21,0 mld € +40,0%

Un avvertenza doverosa: i dati non fotografano tutti lo stesso anno, perché la disponibilità varia da Paese a Paese (2024 per Germania e Francia, 2025 per Italia, Polonia e Romania, 2023 per la Spagna). Ma la gerarchia è ormai consolidata: la spesa cresce ovunque, spinta da fattori strutturali, e i valori assoluti - va detto subito - riflettono anche le diverse dimensioni economiche e demografiche degli Stati. Un Paese più grande e ricco spende di più in termini assoluti quasi per definizione. Ed è qui che il confronto si fa interessante.

Germania e Francia giocano un altro campionato

In testa non c’è partita. La Germania domina con 528,1 miliardi di euro, una cifra pari a quasi tre volte quella italiana. Segue la Francia con 337 miliardi. Ma il distacco non è solo di volume: è di intensità. Nel 2023, secondo Eurostat, la spesa sanitaria corrente ha assorbito l’11,7% del PIL in Germania e l’11,5% in Francia, i due valori più alti dell’Unione insieme ad Austria e Svezia.

La media dei 27 Paesi Ue si è attestata al 10,0% del PIL, per un totale di 1.720 miliardi di euro. In altre parole, Berlino e Parigi non spendono di più solo perché sono economie più grandi: dedicano alla salute una fetta più consistente della propria ricchezza.

L’Italia è terza, ma il podio inganna

Ed eccoci al cuore della questione. L’Italia è sì terza per valore assoluto, ma nel rapporto tra spesa e PIL precipita: nel 2023 la sua spesa sanitaria corrente si è fermata all’8,41% del PIL, sotto la media Ue del 10% e distante anni luce dall’11,7% tedesco. Ci supera persino la Spagna (9,22%), che pure spende in valore assoluto quasi 52 miliardi in meno. Il divario diventa ancora più netto sul dato che più conta per il singolo cittadino, la spesa pro capite: secondo il profilo sanitario elaborato da Commissione europea e OCSE, l’Italia si ferma attorno ai 2.800 euro per abitante, quasi un terzo in meno della media Ue (3.835 euro). E non è un dettaglio, anzi: significa meno risorse per posto letto, personale, farmaci e tecnologie per ogni italiano rispetto a un tedesco o a un francese.

Se poi si isola la sola spesa pubblica, il quadro si “aggrava”. Secondo la Fondazione GIMBE, nel 2023 il finanziamento pubblico della sanità italiana valeva appena il 6,2% del PIL, sotto sia la media Ocse (6,9%) sia quella europea (6,8%), collocando l’Italia al 16° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse per spesa pubblica pro capite e all’ultimo posto tra i Paesi del G7. Non a caso lo stesso ministro della Salute ha indicato nel 7% del PIL la soglia minima a cui puntare per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale.

A pesare è anche il modello di finanziamento: Germania e Francia poggiano su assicurazioni sociali obbligatorie, mentre l’Italia sostiene il Ssn quasi interamente con la fiscalità generale, più esposta ai vincoli di bilancio. E il divario si è allargato proprio negli anni della pandemia. Come rileva sempre GIMBE, tra il 2019 e il 2023 la spesa pubblica pro capite italiana è cresciuta di appena 772 dollari, contro i 1.280 della Francia e i 1.511 della Germania: un ritmo che ha lasciato l’Italia penultima nel G7, davanti al solo Giappone.

La terza piazza europea, insomma, è più un effetto delle dimensioni del Paese che il segno di un sistema generosamente finanziato.

L’Europa dell’Est corre più forte di tutti

C’è però una parte del continente che sta accelerando a un ritmo impressionante. La Polonia ha più che raddoppiato la spesa, passando da 37,6 miliardi del 2021 agli 82 miliardi attuali (+118%), mentre la Romania è cresciuta del 40% in tre anni e la Repubblica Ceca del 20%. È un fenomeno strutturale: tra il 2014 e il 2023, secondo Eurostat, la spesa pro capite è più che raddoppiata in Romania, Polonia, Cechia e in gran parte dell’Est europeo, con la sola Romania a +155,6%.

Attenzione, però, a non farsi ingannare dalle percentuali: si parte da basi molto più basse. La stessa Romania, nonostante la crescita record, resta il fanalino di coda dell’Unione per intensità di spesa, con appena il 5,7% del PIL destinato alla sanità. Il recupero è reale, ma il traguardo delle grandi economie occidentali è ancora lontano.

Perché la spesa sanitaria cresce ovunque?

Dietro l’aumento generalizzato c’è una combinazione di forze difficili da invertire. L’invecchiamento della popolazione allarga la platea di pazienti cronici; l’innovazione terapeutica - farmaci e dispositivi sempre più avanzati - alza i costi delle cure; a questo si sommano il rincaro delle tecnologie e le pressioni sui costi del personale.

Il risultato è che la sanità assorbe una quota crescente di risorse pubbliche e private in tutta Europa: basti pensare che la spesa media pro capite dell’Unione è passata dai 2.668 euro del 2014 ai 3.835 del 2023, con un balzo di quasi il 44% in meno di un decennio.

Una tendenza comune, che l’Italia condivide nei numeri assoluti ma non ancora nell’intensità. E finché il divario con Germania e Francia resterà così ampio, il terzo posto continuerà a essere una medaglia “di bronzo” dal peso specifico ingannevole.

Continua a leggere l'articolo Testo integrale, tabelle, grafici e aggiornamenti su Money.it Leggi l'articolo completo Money.it — notizie di economia, fisco e finanza