730

Chi rischia controllo preventivo su modello 730/2026

Patrizia Del Pidio 26 agosto 2026

Modello 730/2026 e controlli preventivi dell'Agenzia delle Entrate, scopri chi rischia il blocco del rimborso, i requisiti dei 4.000 euro e le novità.

Chi rischia il controllo preventivo del modello 730/2026 che blocca il rimborso? L’appuntamento della dichiarazione dei redditi ogni anno è una tappa fondamentale per milioni di contribuenti. Presentando il modello 730/2026 i lavoratori dipendenti e i pensionati adempiono ai propri obblighi con il Fisco per l’anno di imposta precedente (quest’anno, quindi, per il 2025) e, nella maggior parte dei casi, hanno lo scopo di recuperare le somme spettanti a titolo di detrazioni e deduzioni fiscali.

Ottenere l’eventuale rimborso, tuttavia, non sempre è immediato perché, nel tempo, l’Agenzia delle Entrate ha affinato i meccanismi di verifica telematica dei modelli trasmessi introducendo protocolli di controllo preventivo con lo scopo di contrastare l’evasione fiscale e l’eventuale fruizione indebita di rimborsi non spettanti.
I controlli preventivi della dichiarazione dei redditi hanno il potere di bloccare o sospendere il rimborso fiscale emerso dal modello.

Se una dichiarazione viene intercettata in base a precisi indici di rischio, l’erogazione del rimborso spettante tramite sostituto di imposta viene congelata in attesa di ulteriori accertamenti.

Per i contribuenti, quindi, diventa molto importante capire quali sono i criteri che portano l’Agenzia delle Entrate a selezionare le dichiarazioni che saranno oggetto di controlli preventivi.

Controlli preventivi, quando si rischia nel 730/2026?

Basta solo qualche dato incoerente che desti sospetto sulla dichiarazione dei redditi a spingere l’Agenzia delle Entrate a far scattare i controlli preventivi sul 730. Non importa come è stato presentato il modello, si rischia allo stesso modo sia che a presentarlo sia stato un Caf, sia che si tratti di un invio in autonomia.

Nella maggior parte dei casi chi presenta il modello 730 conta su un rimborso (se spetta, ovviamente) abbastanza rapido: solitamente viene liquidato a partire dal mese di competenza successivo a quello in cui si è presentata la dichiarazione se si ha un sostituto di imposta. I tempi sono decisamente più lunghi per chi deve o sceglie di presentare un 730 senza sostituto di imposta.

Non sempre, però, l’avere diritto a un rimborso fiscale significa averlo già in tasca perché se l’Agenzia delle Entrate, però, interviene sul modello dichiarativo con dei controlli preventivi, il rimborso viene bloccato. Il controllo preventivo, infatti, serve proprio a controllare dati incoerenti o sospetti del 730 che, magari, danno luogo a rimborsi troppo alti, ad esempio. Proprio per questo motivo il contribuente viene avvisato che è in corso un controllo (solitamente, gli viene richiesta anche la documentazione necessaria per il controllo) e il rimborso viene congelato in attesa degli esiti.

Le circostanze per le quali l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi sono rappresentate dalla presenza di elementi di incoerenza rispetto ai criteri stabiliti o rimborso di importo superiore ai 4.000 euro.

Quando si parla di elementi di incoerenza cosa si intende? Il rischio del blocco del rimborso fiscale si corre quando la dichiarazione dei redditi presenta uno scostamento importante a livello di importi rispetto a quanto riportato nelle Cu e nelle dichiarazioni degli anni precedenti.

Un elemento di incoerenza può essere rappresentato anche da spese sanitarie molto più alte rispetto a quelle comunicate da SSN e sistema tessera sanitaria (ovvero i dati inseriti nel modello precompilato).

Un altro elemento che potrebbe portare a un controllo preventivo è rappresentato da situazioni di rischio già emerse nelle dichiarazioni dei redditi degli anni passati. In tutti questi casi l’Agenzia delle Entrate può bloccare il rimborso disponendo sulla dichiarazione un controllo preventivo.

Chi accetta, senza modifiche sostanziali, il 730 precompilato predisposto dall’Agenzia delle Entrate non corre il rischio di incappare in controlli preventivi. Questo perché il contribuente accetta la compilazione con i dati in possesso della pubblica amministrazione. Ovviamente, pur non essendo vittime di controlli preventivi, anche questi contribuenti possono subire il controllo delle imposte sui redditi.

Controlli preventivi 730/2026, meglio presentare dal Caf?

Chi pensa che la presentazione in autonomia possa generare un rischio più elevato di controlli preventivi, sbaglia. A far drizzare le antenne all’Agenzia delle Entrate sono dati sospetti e scostamenti, indipendentemente dalla modalità di presentazione del modello.

I controlli preventivi, quindi, gravano allo stesso modo su chi presenta il modello precompilato in autonomia (apportando modifiche) e su chi, invece, decide di presentare il proprio modello avvalendosi dell’ausilio di un Caf o di un commercialista.

I controlli preventivi, in ogni caso, sono limitati solo ai contribuenti che, da soli o tramite Caf, apportano delle modifiche ai dati preinseriti dall’Agenzia delle Entrate. Questo non significa che modificare il 730 precompilato porta automaticamente a un controllo preventivo, sia chiaro, ma chi non modifica il precompilato in questa fase dei controlli proprio non rientra (fermo restando che potrebbe subire, dopo l’eventuale rimborso, un controllo sulle imposte e sui redditi).

Per far scattare il controllo preventivo, in ogni caso, devono esserci elementi di incoerenza o scostamenti importanti dai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

In caso di controllo preventivo, in ogni caso, al contribuente non sarà negato il credito spettante, ma saranno soltanto congelate le tempistiche dell’erogazione del rimborso.

Continua a leggere l'articolo Testo integrale, tabelle, grafici e aggiornamenti su Money.it Leggi l'articolo completo Money.it — notizie di economia, fisco e finanza