Schermo Viola

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di Pasquale Borriello

Cosa combinano le Big Tech nel panorama eSports?

Pasquale Borriello

23 giugno 2021

Cosa combinano le Big Tech nel panorama eSports?

Senza alcun dubbio gli eSports stanno conquistando il mondo dell’entertaintment, ma quali sono i progetti che le grandi società tecnologiche portano avanti in questo settore?

Gli eSports sono la nuova frontiera dell’entertaintment, ma cosa stanno facendo le grandi società tecnologiche in questo ambito? Parliamo ovviamente di Microsoft, Facebook, Amazon, Apple e Google.

Microsoft + eSports = XBOX

La Microsoft punta forte sul gaming attraverso la propria piattaforma XBOX, che significa sia la console in senso stretto sia lo store online di videogame (in abbonamento, in vendita e perfino in streaming da mobile). Se quindi per Microsoft i videogame significano soprattutto XBOX, allora è evidente che tutto quanto ruota intorno agli eSports debba passare di lì. Microsoft, tra tutte, è probabilmente la big tech posizionata meglio per dominare questo mondo negli anni a venire dal punto di vista del software (i videogame esclusivi XBOX) e hardware (console e PC Windows). Dove Microsoft è più indietro è invece la community: poco social, soprattutto dopo la chiusura di MIXER (una specie di Twitch made in Redmond), e alimentata soltanto dai tornei ufficiali di Halo, Forza o Gears e da eventi speciali.

Amazon è forte sulla community eSports

Dove Amazon eccelle è proprio la community, quasi che volesse spartirsi la ‘torta’ proprio con Microsoft. Amazon è proprietaria di Twitch, la piattaforma di video streaming più importante al mondo dove vengono trasmessi quasi tutti i tornei ufficiali e dove gli streamer più famosi interagiscono con i propri fan. Indirettamente, questo alimenta anche il business ecommerce (Amazon ha un gaming store dedicato) e il business del gaming ‘casalingo’ di Amazon Prime Gaming che offre giochi gratis, oggetti in-game speciali e un account Twitch gratuito. Sempre in ottica community, Amazon ha lanciato un torneo paneuropeo ufficiale denominato Amazon University Esports che prevede diverse competizioni ufficiali di giochi sia PC, come League of Legends, sia mobile, come Brawl Stars.

Google punta su hardware e software

Google non sembra puntare direttamente agli eSports in senso stretto ma invece vuole posizionarsi come service provider, sia per la clientela B2B che per quella B2C. Google, ad esempio, ha siglato un accordo con Activision-Blizzard per fornire i servizi cloud necessari ad ospitare i server di gioco e lo streaming video (tramite Youtube) di alcuni tra i tornei esports più importanti al mondo come quelli di Call of Duty o Hearthstone. Oltre a Youtube Gaming dove tanti streamer pubblicano i loro video, Google ha lanciato Stadia: una piattaforma che permette di accedere ad una serie di giochi molto popolari tramite browser o tramite mobile. Certo, non è un servizio per giocatori professionisti ma per tutti coloro che seguono gli eSports e magari vogliono provare a casa i giochi più famosi senza investire in costose postazioni hardware. Insomma, un companion perfetto per quegli stessi utenti che vanno a curiosare su Youtube.

Apple è (solo) mobile

Apple è un brand consumer che non ha mai davvero strizzato l’occhio ai videogiocatori, almeno fino all’avvento dell’iPhone. Ogni anno infatti, durante l’evento di presentazione autunnale dei nuovi modelli, non mancano le demo di giochi esclusivi tra cui anche alcuni molto popolari come League of Legends. Ma sempre e soltanto di gioco in mobilità si tratta, e invece gli eSports si concentrano ancora soprattutto su titoli giocati su PC e su Console. Non è escluso però che da un lato la convergenza tra l’hardware dei Mac e quello degli iPhone/iPad e dell’altro l’esplosione dell’eSports tramite app smartphone, possano cambiare rapidamente lo scenario e rendere Apple un player ben più importante di quanto non sia oggi.

E Facebook?

Facebook è “LA” community per quasi 3 miliardi di persone in tutto il mondo che usano ogni giorno almeno 1 tra Facebook, Whatsapp e Instagram. Ciò nonostante, dopo i giochi come Farmville, di grande successo alla fine degli anni 2000, Facebook non è mai tornato davvero in voga in ottica gaming ed esports, almeno finora. Sembrerebbe infatti che da un lato la piattaforma video Facebook Gaming (che ha anche un’app dedicata) e dall’altro i nuovi giochi VR Oculus, possano collocare il gigante social in una buona posizione per attrarre pubblico e nuovi top player.

Ultimi ma non meno importanti sono i colossi cinesi Bytedance (che possiede TikTok) e Tencent (che ha sviluppato WeChat e ha quote importanti in Epic Games): entrambi sono leader nel mercato del gaming cinese (fatto soprattutto di giochi mobile) e stanno reclutando migliaia di developer dedicati allo sviluppo di nuovi titoli.

Nei prossimi mesi la battaglia per guadagnare posizioni importanti nel nuovo territorio dell’entertainment, il gaming e quindi gli eSports, continuerà. E chissà che non vedremo new comer come Netflix* buttarsi nella mischia.

Se volete, parliamone anche su Twitter @pazborriello

— 
*Netflix sembra stia sviluppando una propria piattaforma di giochi in streaming

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Pasquale Borriello

CEO di Arkage, tra le prime agenzie di comunicazione in Italia a credere negli esports come piattaforma di comunicazione e membro dell’Osservatorio Italiano Esports.

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