Bond oggi – Il migliore BTP antinflazione al test dei mercati
Lorenzo Raffo
29 aprile 2026
Il nuovo BTP€i, da pochi giorni quotato sul secondario, soddisfa il requisito di un basso rateo inflattivo. Cosa significa e quali sono i vantaggi?
Salirà e di quanto salirà?
Comunque evolvano le vicende macroeconomiche in corso, l’inflazione è il maggiore rischio strutturale per qualsiasi portafoglio obbligazionario, piccolo o grande che sia.
Non “hedgiarla” è quindi un errore, che spesso molti investitori fanno perché non capiscono gli effetti distruttivi di lungo termine che comporta, qualunque sia il suo livello. I modi per proteggersi sono vari ma il più semplice consiste nell’investire una quota di bond appunto su titoli di Stato cosiddetti “inflation”. In Italia ce ne sono di due tipi:
- i BTP Italia, tattici come difesa del potere di acquisto, sono indicizzati all’inflazione nazionale. Prevedono semestralmente una cedola composta da due parti: la prima si riferisce al tasso minimo garantito e la seconda alla rivalutazione del capitale in base all’inflazione misurata dall’Istat attraverso l’indice nazionale dei prezzi al consumo. Quindi, grazie al meccanismo di indicizzazione utilizzato, ogni sei mesi è riconosciuto al detentore il recupero della perdita del potere di acquisto realizzatasi in quel periodo, attraverso il pagamento della rivalutazione semestrale del capitale sottoscritto.
- i BTP€i, strategici perché indicizzati all’inflazione europea, attraverso l’indice Eurostat armonizzato dei prezzi al consumo. Pagano una cedola apparentemente fissa ma in realtà variabile, sebbene di poco, poiché indicizzata all’inflazione, per tutta la durata del titolo. L’elemento importante sta nel fatto che è soprattutto il capitale a essere riadeguato all’inflazione attraverso coefficienti di indicizzazione. Di fatto quindi l’inflazione viene accumulata sul capitale e la si ritrova al momento di una vendita prima del rimborso finale o quando avviene quest’ultimo.
Sui BTP€i i ratei sono due
I secondi svolgono realmente il ruolo di “hedge” ma comportano due ratei al momento dell’acquisto, quello classico relativo alla quota di interessi cedolari maturata dall’ultimo stacco e in più quello inflattivo, riguardante il riadeguamento del capitale se si compra il titolo sul secondario e quindi durante la sua vita. Preferibile quindi – nel caso si punti sui BTP€i – puntare su nuove emissioni, scariche appunto di inflazione antecedente. Ciò non avviene spesso ma proprio negli ultimi giorni si è avuto il debutto di un titolo di tale tipo, che soddisfa il requisito.
Le caratteristiche
| Isin | IT0005706293 |
| Interessi annui lordi | Versati il 15 febbraio e il 15 agosto di ogni anno |
| Tasso | 2,25% del valore nominale rivalutato |
| Indicizzazione | inflazione europea (Harmonized Index of Consumer Prices (HICP) escluso tabacco) |
| Capitale | Soggetto a rivalutazione |
| taglio minimo | 1.000 Eur |
| data godimento | 15/2/2026 |
| data rimborso | 15/2/2046 |
| Rimborso anticipato | Possibile tramite vendita anticipata da parte dell’investitore |
Come si muove sul secondario
Essendo quotato solo da due settimane esaudisce la prerogativa del bassissimo rateo inflattivo, il che comporta un investimento corrispondente a quello di un classico tasso fisso, con i pro che ne derivano rispetto ad altri BTP€i presenti sul mercato da più tempo e - in non pochi casi - da molti anni.
La situazione contingente di debolezza dei titoli di Stato in generale e quindi anche dei nostri governativi ha fatto sì che dal 22 aprile scorso questo “inflation” abbia quotato anche sotto 100, con un minimo a 99,38 e un massimo poco sopra i 101 Eur. Bene gli scambi, con controvalori che hanno superato in singole sedute i 3 milioni di Eur. I contratti medi si sono finora aggirati sui 20.000/25.000 Eur, a conferma di un interesse nei suoi confronti di molti investitori retail.
Punti forti
- Preserva il potere di acquisto in un’ottica di lungo periodo
- Protegge ma garantisce anche un rendimento base non trascurabile (in questo caso 2,25% indicizzato)
- Quota attualmente sotto 100
- Questa emissione ha un rateo inflattivo trascurabile
Punti deboli
- In presenza di una bassa inflazione il tasso cedolare minore rispetto a un classico BTP tradizionale può essere penalizzante
- In caso di deflazione prolungata (situazione improbabile), il capitale rimborsato potrebbe essere inferiore in confronto al valore nominale acquistato.
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