SOS Rendimenti

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di Lorenzo Raffo

Bond oggi: come creare reddito futuro con i Treasuries Usa

Lorenzo Raffo

23 settembre 2022

Bond oggi: come creare reddito futuro con i Treasuries Usa

Tre metodi per sfruttare il momento particolare dei governativi d’oltre Oceano. O corti o lunghi con il rischio di cambio oppure con un Etf che copre quest’ultima variabile.

È il momento giusto. Il rialzo dei tassi in area Fed certamente continuerà nei prossimi mesi ma c’è chi prevede già un veloce assestamento o addirittura un ribasso nel 2023. È il caso per esempio di Morningstar: pronostica per il prossimo anno una svolta da una fase inflazionistica a una deflazionistica. Cominciare così oggi a investire sui Treasuries Usa – se non si hanno in portafoglio – o a correggere eventuali posizionamenti – se si detengono – rappresenta una scelta cruciale di medio/lungo periodo in ottica di rendimento. Con la variabile logicamente del dollaro, vero intralcio a un intervento massiccio sui titoli di Stato Usa. I modi per proteggersi da un eventuale indebolimento del biglietto verde possono essere vari. Sul tema torneremo in un blog futuro.
Se si hanno $
Cominciamo dall’ipotesi che chi ci legge disponga di dollari, detenuti su bond o cash su un conto in valuta, scelta quest’ultima fondamentale per chi investe nell’area Usa. Nella fase in corso la detenzione di titoli corti e medi è preferibile nel caso si cerchi rendimento immediato. La curva infatti dei Treasuries è nettamente favorevole a scadenze 2024/2025, con yield sul 4-4,1%, superiori e non di poco rispetto a quelli a dieci anni (3,7%) e a trent’anni (3,65%). L’inversione della “yield curve” in momenti di ipotesi recessive è scontata ma nel caso d’oltre Oceano dura da tempo. Meglio allora investire su governativi corti per cogliere un differenziale a proprio favore ma soprattutto per abbassare il livello di rischiosità dei titoli in termini di volatilità e quindi di variabilità delle quotazioni. Questi due T-Note – quotati su Borsa Italiana – sono da prediligere se si adotta la strategia dei corti:

  • Usa T-Note 2,25% 15nv24 (Isin US912828G385): rende il 4,2% con una quotazione attorno ai 96 Usd e spread di mercato molto contenuto;
  • Usa T-Note 2,125% 15mg25 (Isin US912828XB1): rende pure il 4,2% con una quotazione sui 95 Usd e spread di mercato altrettanto limitato.
    Nel caso si voglia invece puntare su quotazioni nettamente inferiori per cogliere possibili forti rimbalzi futuri occorre passare ai T-Bond. Due idonei sono i seguenti:
  • Usa T-Bond 2,25% Ag4 9 (Isin US912810SJ88): rende il 3,8% e si muove sui 75 Usd con intervallo “bid”-“ask” limitato;
  • Usa T-Bond 2,0% Fb50 (Isin US912810SL35): rende il 3,7% e quota sui 71 Usd con spread di mercato pure contenuti.
    Nel caso degli extralunghi sono ancora probabili correzioni nei prossimi mesi con discese sotto i 70 Usd ma naturalmente si tratta di eventualità correlate alle decisioni più o meno aggressive della Banca centrale statunitense.
    Se non si hanno $
    Inevitabile l’altra ipotesi: riguarda chi non disponesse di dollari esponendosi quindi al rischio di un cross valutario che nei prossimi due anni sarà instabile. Meglio utilizzare un Etf con hedge del cambio e ancora meglio se realizzato su base mensile, per ridurne il costo.
    Lyxor US Treasury 10+years Etf Monthly Hedged to € (Isin LU1407890976): ha come valuta di denominazione e logicamente di contrattazione l’euro e copre la parte lunga delle scadenze dei Treasuries. Da inizio anno ha perso quasi il 29%. Evidente come nel caso di un rallentamento della politica restrittiva della Fed si assisterebbe a un consistente rimbalzo della sua quotazione. Distribuisce cedole trimestrali e il relativo rendimento attuale si colloca su un 3% annuo.

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