Bond oggi – Avvio di settimana all’insegna delle scadenze 2032 per i Btp. Ecco perché
Lorenzo Raffo
16 marzo 2026
Ancora molta incertezza per il debito italiano, con il decennale che resta sul 3,8% di rendimento. Piacciono allora le scadenze a sei anni, per due precisi motivi.
Le aperture di settimana sono sempre molto significative in tutti i settori finanziari, così come le chiusure del venerdì. Ciò è importante anche in ambito obbligazionario. Ebbene, la seconda metà del mese di marzo evidenzia una volta di più la scelta dei mercati di ridurre le duration e di collocarsi sulle scadenze medio/lunghe al 2032. Oggi, infatti, gli scambi su Borsa Italiana hanno messo in evidenza nelle prime ore di contrattazioni della nuova settimana due Btp 2032, collocatisi ai primi posti della graduatoria relativa ai titoli di Stato.
Meritano quindi di essere esaminati sul perché di tanto interesse da parte degli investitori.
Btp 3,25% Nv2032
- Isin IT0005668220
- Scadenza 15/11/2032
- Data emissione 9/9/2025
- Quotazione di apertura 16/3: 99,42 Eur
- Analisi grafica: il titolo è poco sopra il minimo dell’anno a 99,21 Eur e nel corso delle ultime sedute si è distinto per un’interessante volatilità. Venerdì, per esempio, ha aperto sui minimi di periodo ma è poi risaluto oltre 100 per ripiombare sui 99,3 euro. Un aspetto tecnico importante sta nel fatto che – al contrario di quanto avvenuto per esempio per i Btp trentennali – evidenzia un solo “gap down” (salto ribassista fra il prezzo di chiusura di una seduta e quello di apertura della seduta successiva) fra il 2 e il 3 marzo. Questa caratteristica piace a chi sia maggiormente attivo sui mercati, confermando una linearità nell’andamento delle quotazioni.
- Rendimento lordo in corso 3,4%.
Btp 3,25% Lg2032
- Isin IT0005647265
- Scadenza 15/7/2032
- Data emissione 25/4/2025
- Quotazione apertura 16/3: 99,75 Eur
- Analisi grafica: anche in questo caso il titolo è poco sopra il minimo dell’anno a 99,49 Eur ma nelle ultime sedute ha mostrato una minore (seppur modesta) volatilità rispetto al novembre 2032. Anche in questo caso c’è un solo “gap down”, sempre fra il 2 e il 3 marzo. Lo spread bid-ask su cui si scambia si attesta sui soliti 3-4 pb, come nel caso del Btp precedente.
- Rendimento lordo in corso 3,4%.
Perché i 2032 spiccano
L’analisi dei singoli titoli non spiega il perché i Btp a sei anni sono i preferiti in questa fase turbolenta dei mercati. Gli investitori guardano a due fattori importanti. Il primo è il loro rapporto rischio/rendimento allettante se calcolato in termini di esposizione alla potenziale mutabilità dei corsi in un quadro in cui l’inflazione è la variabile più incerta.
Il secondo fattore sta nel fatto che dopo i sei anni la curva dei Btp diventa sì più ripida ma non così tanto quanto il maggiore rischio di credito giustificherebbe. Si tenga infatti conto che la vita media residua del debito pubblico italiano si attesta sui 7,9 anni e che, in un momento di preoccupazione per la sua tenuta nel lungo termine, esporsi al massimo su scadenze minori è una presumibile garanzia di minore incertezza.
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