Bond oggi – Anticipiamo il Tesoro. Ecco le emissioni autunnali dei Btp
Lorenzo Raffo
25 giugno 2026
Indiscrezioni prevedono alcune novità per i prossimi mesi. Con scelte molto precise. Come trarne profitto in anticipo.
Superato quasi il primo semestre dell’anno, i Btp guardano con trepidazione alle evoluzioni della seconda parte del 2026. Gli sviluppi delle vicende fra Usa e Iran non stanno comportando un’inversione dello stato di debolezza dei nostri governativi, così come di tutti quelli dei Paesi sviluppati. I motivi di questa situazione sono vari e travalicano i soli timori di inflazione.
Cosa succederà nei prossimi mesi? Di fatto le previsioni non sono ottimistiche. Un vero cambio di direzione del quadro generale potrebbe avvenire solo nel 2027 e forse addirittura nella sua seconda metà. In attesa non resta che valutare le prossime emissioni, di cui circolano le prime indiscrezioni.
Un segnale importante
C’è un’indicazione significativa che giunge da questi rumours. Il Tesoro italiano sembrerebbe indirizzato a non esporsi troppo su scadenze lunghe sia per le inedite emissioni sia per le riaperture. Non vuole quasi certamente rischiare di aumentare il costo del debito oltre i 10 anni, come invece avvenuto con i Btp 2053 (cedola 4,5%), 2054 (4,3%) e 2055 (4,65%). Il tentativo sarebbe quello di restare sotto la soglia del 4% e in alcuni casi di attestarsi perfino sotto il 3%.
Le nuove emissioni
Anche da questo punto di vista si intravede prudenza. Si parla infatti di quattro nuovi Btp che dovrebbero essere collocati con importi sui 10 miliardi di euro ciascuno.
Il più corto sarebbe un 2028, quindi un “short term”: attualmente sul fronte dei biennali si segnala il Btp 2,2% Fb2028 (Isin IT0005692410), che quota poco sopra i 99 Eur con un rendimento sul 2,7% annuo. È abbastanza trattato, essendo una delle scadenze più richieste da chi cerca soluzioni per la liquidità.
Seconda opzione un Btp 2032, tratto della curva in cui si evidenzia attualmente il 3,25% Lg2032 (Isin IT0005647265), che quota fra 100,2 e 100,3 Eur, con yield già oltre il 3,0% e in alcune sedute perfino sopra il 3,2%. Altre fonti riferiscono però di un’ipotesi più corta di un anno, ovvero di un 2031, con cedola sul 3,1%. Anche su questo fonte da tempo c’è una certa animazione, grazie al Nv2031 (Isin IT0005619546), che però evidenzia scambi in calo da alcune sedute, essendo sceso sotto il livello dei 100 contratti quotidiani, in effetti pochi. Marzo ed aprile avevano segnalato volumi decisamente maggiori.
La terza opzione, se passa quella 2031, si indirizza verso un 2033, cioè un sette anni. Considerando che a fine maggio 2026 la vita media del debito era pari a 6,96 anni, in lieve aumento rispetto al dato del dicembre 2025 (6,92), con un costo medio all’emissione al 2,91% (contro il 2,75% del 2025) e tasso nominale implicito sull’intero stock di circa il 2,94%, si capisce come la corrispondenza appunto dei 6,96 anni con la scadenza 2033 sia importante per chi cerca di non andare oltre la durata media appunto del debito italiano.
Il riferimento a sette anni
Attualmente sul fronte dei settennali l’ipotesi più accreditata è di una riapertura del Btp 3,3% Gn2033 (Isin IT0005704868), che sul secondario - dopo il debutto ad aprile - ha un punto forte di tutto rilievo: quota di poco sotto 100, con rendimento sul 3,35%. Volendo puntare su una quotazione nettamente inferiore, segnaliamo il 2,45% St2033 (Isin IT0005240350), trattato sui 94,7 Eur, con rendimento sul 3,3% ma con evidenti vantaggi in termini di compensazione entro quattro anni di eventuali minus fiscali.
L’ultima opzione concerne la scadenza 2036, quindi un decennale pieno. Anche su questo fronte si guarda attualmente a un titolo che prezza sotto 100: il Btp 3,45% Fb2036 (Isin IT0005676504), dopo il debutto nel novembre dello scorso anno, si è mosso sopra la pari soltanto fra febbraio e marzo scorsi. Poi veloce discesa. Le ultime indicazioni di prezzo lo collocano sotto i 99 Eur, con scambi significativi e una volatilità superiore rispetto agli altri Btp citati.
Fare prima del Tesoro
L’interesse a valutare i prossimi passi dell’emittente di casa nostra sta nella possibilità di cogliere entro l’estate su questi titoli eventuali movimenti ribassisti di una certa importanza, pur nella relatività delle oscillazioni, allo scopo di precorrere incrementi degli scambi in occasione delle manovre del Tesoro. Da notare infine che la maggioranza di questi Btp quota attualmente sotto 100, occasione interessante per chi invece è cassettista e guarda quindi ai tempi lunghi. Insomma, i nostri governativi corti, medi e medio lunghi sono e restano protagonisti dei mercati. E probabilmente lo saranno ancora per un certo periodo.
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