La Germania cerca militari ma non li trova, a rischio la difesa europea?

Flavia Provenzani

3 Agosto 2023 - 10:35

In Germania in pochi voglio arruolarsi nell’esercito, il Ministero della Difesa è in crisi. A rischio la stabilità della difesa europea?

La Germania cerca militari ma non li trova, a rischio la difesa europea?

La Germania ha un nuovo, grande, problema: la carenza di militari e nuovi arruolamenti nell’esercito tedesco.

Nonostante gli sforzi da parte del governo, il numero di candidati all’arruolamento nell’esercito nazionale è sceso ancora quest’anno. Nei primi cinque mesi del 2023 a fare domanda sono stati in 23.400, per un calo del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, stando a quanto riferito dal ministero della Difesa al giornale tedesco Spiegel.

Per il Bundeswehr, le forze armate tedesche, il reclutamento di nuovi militari è una priorità tanto quanto l’approvvigionamento di materiale, ha spiegato il ministro della Difesa Boris Pistorius.

Il piano Zeitenwende - strategia tedesca con l’obiettivo di sanare le forze armate nazionali in difficoltà dopo l’invasione russa in Ucraina - ha già incontrato una serie di ostacoli. Quello della carenza di personale, l’ultimo “impiccio” solo in ordine di tempo, accomuna il Bundeswehr alle imprese civile, anch’esse in difficoltà nel reperire i lavoratori necessari.

In Germania mancano i militari

Anche nel 2023 continuano a diminuire le richieste di arruolamento nell’esercito tedesco. Come sottolinea Spiegel, “il continuo calo del numero di domande pervenute renderà prevedibilmente difficile mantenere l’attuale alta qualità della selezione del personale”,

Sul fronte politico, non mancano le polemiche.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è trovato a difendere la politica adottata per la gestione della difesa in occasione della plenaria del Bundestag mercoledì, in risposta alle ennesime critiche del leader dell’opposizione Friedrich Merz sulla spesa per la difesa sostenuta dal governo.

Nei mesi scorsi ho già affrontato nello specifico il tema del personale, visto che va sicuramente messo sullo stesso piano del tema degli appalti in termini di priorità ”, ha spiegato Scholz. In tutto il Paese, l’esercito tedesco gestisce sei “career centre”, incaricati di selezionare e arruolare i miliari attraverso la pubblicizzazione dei posti di lavoro e delle opportunità di carriera nel Bundeswehr e con l’obiettivo di suscitare soprattutto l’interesse dei giovani. Il centro con sede a Stoccarda ha organizzato circa 300 eventi nell’ultimo anno.

Tuttavia, secondo il ministro Pistorius, un “punto critico” rimane la mancata efficienza e rapidità nella conversione dell’interesse delle persone in candidatura.

Una volta che i candidati iniziano a interessarsi al Bundeswehr, dopo aver parlato con qualcuno a una fiera del lavoro, una visita scolastica, in loco o altrove, quanto tempo ci vuole prima che entrino in contatto [con i militari], prima di un colloquio? Questa è la fase cruciale, dove non possiamo permetterci errori”, ha sottolineato Pistorius.

A rischio la difesa europea?

Un esercito europeo non esiste, ma da tempo ormai l’UE sta lavorando per potenziare la cooperazione per la difesa tra i suoi Stati membri e un crollo della qualità dei nuovi militari tedeschi, oltre al mero calo numerico, potrebbe influenzare lo sforzo condiviso dell’Unione.

Secondo l’articolo 42 del Trattato di Lisbona, “gli Stati membri mettono a disposizione dell’Unione, per l’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, capacità civili e militari per contribuire al conseguimento degli obiettivi definiti dal Consiglio. Gli Stati membri che costituiscono tra loro forze multinazionali possono mettere anche tali forze a disposizione della politica di sicurezza e di difesa comune”. La cooperazione strutturata permanente (PESCO, dall’inglese Permanent Structured cooperation), nata a fine 2017, prevede una collaborazione degli Stati membri in 47 progetti, da un comando medico europeo a un sistema di sorveglianza marittima, dall’assistenza reciproca nella cybersecurity alla composizione di squadre di risposta rapida, come anche una scuola di intelligence UE.

La commistione è evidente e radicata, e lascia spazio ai problemi militari tedeschi per traslare potenzialmente sull’intera Unione Europea, anche alla luce del fatto che il calo di arruolamenti non riguarda la sola Germania, ma anche diversi altri Stati membri, tra cui l’Italia.

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