Italia: debito pubblico sotto esame e ancora da record

Violetta Silvestri

15 Giugno 2022 - 15:35

Il debito pubblico italiano raggiunge un altro picco massimo nella rilevazione di Bankitalia relativa al mese di aprile. L’indebitamento cresce ancora e la sua sostenibilità è sempre più sotto esame.

Italia: debito pubblico sotto esame e ancora da record

Debito pubblico in Italia su nuovi massimi e sotto esame: i dati pubblicati da Bankitalia sul livello di indebitamento di aprile e il focus sulla sostenibilità dei conti italiani sono argomenti caldi in queste ore.

Il nostro Paese continua ad accumulare debito, che risulta ancora in aumento nel mese preso in esame. Il tutto, in una giornata cruciale, nella quale la Bce è intervenuta d’emergenza proprio per calmare il caos spread che aveva travolto la nostra nazione.

A quanto ammonta il debito pubblico in Italia e perché è sotto esame.

Italia: debito pubblico in corsa, è nuovo record

Vale 2.758,9 miliardi di euro il debito pubblico italiano rilevato da Via Nazionale nel mese di aprile: un nuovo massimo è stato toccato, con l’aggiunta di 3,5 miliardi di euro rispetto a quanto conteggiato a marzo.

Bankitalia ha specificato: “l’avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche pari a 5,3 miliardi è stato più che compensato dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (5,5 miliardi in più per un totale di 101,1) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, dalla rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,3 miliardi).”

Da sapere che il debito pubblico italiano è composto da 54,4 miliardi di prestiti delle istituzioni europee, da restituire, quindi, a Bruxelles.

Il debito delle amministrazioni centrali è cresciuto di 3,4 miliardi di euro, mentre quello delle amministrazioni locali ha mostrato una lieve crescita di 0,1 miliardi. La vita media del debito è di 7,7 anni ad aprile.

Interessante notare che, in confronto con il 2021 nello stesso mese, il debito pubblico italiano è balzato di circa 79 miliardi di euro.

In aumento, stando ai calcoli di Bankitalia, anche le entrate tributarie, che con un +2,3 miliardi di euro hanno raggiunto quota 34,1 miliardi di euro.

La sostenibilità del debito sotto esame (di nuovo)

Con queste cifre e in vista del rialzo dei tassi Bce, il dibattito sulla sostenibilità del debito italiano si è riacceso.

Solo in ordine cronologico, gli ultimi a commentare la posizione dell’Italia sono stati Carlo Messina di Intesa Sanpaolo e Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana.

Come riportato da Milano Finanza, il primo ha esortato l’Italia a staccarsi dal sostegno Bce e a “fare le cose in autonomia...senza essere attaccata al bocchettone di Francoforte, soprattutto quando hai 10mila miliardi di risparmi”

Il secondo ha lanciato un monito: “Chi ha fatto tanti debiti nei decenni come lo Stato italiano non può dimenticare il debito accumulato e non può accumularne sempre di più in eterno sperando che qualcuno lo compri, perché questo è un rischio elevatissimo.”

Intanto, la Bce ha in parte rassicurato anche l’Italia sul costo del debito, parlando di flessibilità nel reinvestimento del piano pandemico Pepp.

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