I 3 scenari economici per l’Italia: quanto può pesare la guerra?

Violetta Silvestri

09/04/2022

Il bollettino economico di Bankitalia svela 3 possibili scenari per l’economia italiana con la guerra in Ucraina a fare da sfondo. Quanto peserà il conflitto, con l’incognita gas, su inflazione e Pil?

I 3 scenari economici per l’Italia: quanto può pesare la guerra?

L’Italia nella morsa della guerra ucraina, sempre più incerta e dalle conseguenze inevitabili per la nostra economia.

Considerando l’imprevedibilità del conflitto sul campo, l’evolversi non ancora chiaro delle sanzioni contro la Russia e gli effetti sulle importazioni di gas, che potrebbero essere bloccate del tutto, il quadro di crescita italiano risulta assai compromesso.

Il bollettino economico di Bankitalia ha illustrato le sorti del nostro Paese in 3 scenari: inflazione e Pil in focus nelle diverse ipotesi di evoluzione del conflitto.

L’Italia e l’effetto guerra in 3 scenari

Le previsioni sulla crescita italiana sono tutte in deterioramento a causa dell’irrompere del conflitto in Ucraina.

Inflazione alle stelle e crisi energetica stanno già causando rallentamenti nella produzione e indebolimento della fiducia dei consumatori. Come anticipato dal Def, per l’Italia le previsioni di ripresa si sono fatte più caute e con maggiori ostacoli all’orizzonte.

Il ministro dell’Economia Franco, nella presentazione del Documento di economia e finanza approvato in Cdm, ha sottolineato che con uno stop totale all’energia russa, “la crescita 2022 andrà sotto il 2,3% ereditato dal 2021.”

La Banca d’Italia ha ampliato l’orizzonte delle stime, elaborando 3 scenari.

Nel primo, “più favorevole, che ipotizza una rapida risoluzione del conflitto e un significativo ridimensionamento delle tensioni a esso connesse”, il Pil può crescere sul 3% nel 2022 e nel 2023. L’inflazione si attesta al 4% nell’anno in corso.

Il secondo presuppone una prosecuzione della guerra, con un Prodotto interno lordo in ripresa del 2% in entrambi gli anni e prezzi in aumento del 5,6%.

Il terzo scenario, il peggiore ipotizzato, prevede “un’interruzione dei flussi di gas solo in parte compensata da altre fonti”, e un Pil in diminuzione di circa mezzo punto percentuale nel 2022 e nel 2023. L’inflazione è vista galoppare ancora a circa l’8% nell’anno in corso.

Bankitalia ha suggerito che in tutti gli scenari proposti non sono state conteggiate potenziali mosse di politica economica di sostegno.

Infine, il bollettino ha sottolineato alcuni calcoli sulle forniture energetiche, ormai punto chiave dell’economia italiana:

“...l’eventuale interruzione dei flussi di gas russo potrebbe essere compensata per circa due quinti entro la fine del 2022, senza intaccare le riserve nazionali di metano, attraverso l’incremento dell’importazione di gas naturale liquefatto, il maggiore ricorso ad altri fornitori e l’aumento dell’estrazione di gas naturale dai giacimenti nazionali.”

Fondamentali, soprattutto nel medio periodo, saranno anche gli investimenti nelle rinnovabili, da incentivare.

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