Diesel common rail: laurea honoris causa a Mario Ricco, l’inventore italiano

L’Università di Perugia ha conferito la laurea honoris causa in ingegneria al fisico Mario Ricco, che guidò il team Fiat nello sviluppo del rivoluzionario sistema di alimentazione.

Diesel common rail: laurea honoris causa a Mario Ricco, l'inventore italiano

Il diesel common rail è una delle rivoluzioni tecniche più interessanti degli ultimi vent’anni, che ha rivoluzionato il motore a gasolio trasformandolo da lento e sporco a brillante e pulito. Addirittura più pulito del motore a benzina, nelle varianti più recenti.

Se ancora nella seconda metà degli anni ’90, le auto diesel erano la scelta di ripiego fatta da chi percorreva molti chilometri - che per risparmiare sceglieva un motore con pochi cavalli e dall’elevata rumorosità - grazie al common rail il diesel è diventata la prima scelta degli automobilisti di molti paesi europei.

Pochi sanno - però - che il common rail è stato inventato in Italia, in Puglia per la precisione. La persona a cui si deve l’invenzione è il fisico Mario Ricco e l’Università di Perugia ha deciso di conferirgli la laurea honoris in ingegneria, che verrà consegnata durante una cerimonia nell’Ateneo il prossimo 5 giugno.

Mario Ricco è considerato uno dei maggiori esperti al mondo nei sistemi di alimentazione per motori endotermici, e ggi dirige il distretto meccatronico regionale e digital innovation hub della Puglia.

Diesel common rail: “l’invenzione che ha rivoluzionato il mondo dei motori”

La cerimonia durante la quale Mario Ricco riceverà la laurea honoris causa è intitolata “Il sistema di iniezione common rail: l’invenzione che ha rivoluzionato il mondo dei motori” e sarà introdotta da un discorso del professor Carlo Nazareno Grimaldi, presidente del consiglio d’intercorso di laurea in ingegneria meccanica a Perugia.

In sintesi, il sistema dispone di un unico condotto (il “common rail”) collegato ad una pompa del gasolio ad alta pressione e agli iniettori comandati da una centralina elettronica. Nei vecchi diesel gli iniettori fungevano dal semplice “passaggio” - aprendosi e chiudendosi passivamente - mentre nei common rail essi sono collegati ad un’elettrovalvola governata dalla centralina.

Il gasolio viene pompato al alta pressione nel condotto principale e successivamente iniettato e nebulizzato nei cilindri attraverso l’elettrovalvola degli iniettori. In questo modo, il carburante arriva nella camera di combustione nella quantità ottimale e brucia quasi completamente poiché nebulizzato.

Ne consegue un aumento dell’efficienza del motore, che si traduce in più potenza, minori consumi e minori emissioni. Ed è proprio grazie a queste caratteristiche che le auto diesel hanno conosciuto una vera e propria impennata di preferenze negli ultimi vent’anni, perfino in paesi “insospettabili” come gli Stati Uniti.

Common rail: una storia che nasce negli anni ’30

Sebbene l’’utilizzo del sistema di alimentazione common rail sugli autoveicoli risalga alla fine degli anni ’90, la storia di questo dispositivo nasce negli anni ’30 quando fu introdotto nei motori navali e ferroviari. La tecnologia, però, non ne ha permesso l’impiego sui motori automobilistici fino a quando Fiat non ne intraprese lo sviluppo.

Verso la fine degli anni ’80 vennero uniti gli sforzi di Magneti Marelli e Elasis, la società di ricerca ingegneristica della casa torinese che aveva Mario Ricco a capo del team di ricerca. Il sistema venne sviluppato, brevettato e poi ceduto alla Bosch, che lo mise in produzione.

Fiat ottenne un periodo di esclusiva di due anni, e nel 1997 fece debuttare il common rail sull’Alfa Romeo 156 1.9 e 2.4 JTD. Poi fu la volta della Mercedes Classe C CDi e successivamente di altri costruttori.

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