Zoom triplica la sua forza lavoro in India

La piattaforma ha annunciato che triplicherà il numero di impiegati a Mumbai e aprirà nuove sedi a Bangalore e Hyderabad

Zoom triplica la sua forza lavoro in India

Zoom triplica la sua forza lavoro in India. In linea con i maggiori nomi dell’industria tecnologica, anche la piattaforma per videoconferenze rivolge sempre maggiore attenzione verso il Paese dell’Asia Meridionale che mostra le più grandi potenzialità di crescita.

Il netto aumento dei dipendenti riguarderà per il momento la città considerata capitale finanziaria dell’India, Mumbai. In più, la compagnia ha fatto sapere che porterà presto nuovi data center negli hub tecnologici di Bangalore e Hyderabad.

Nessun dato è però stato diffuso circa il numero preciso di persone attualmente impiegate sul territorio. Attraverso una nota, dalla compagnia hanno evidenziato la mossa come parte dei principi che la caratterizzano:

“La cultura di Zoom è quella di essere curiosi, cercare opportunità di crescita ovunque si presentino e non escludere nessuna opzione”,

ha dichiarato alla CNN il direttore operativo Aparna Bawa.

Zoom triplica la sua forza lavoro in India

Gli oltre 700 milioni di utenti Internet in India - ai quali vanno aggiunti i circa 500 milioni ancora non online - rappresentano un obiettivo sempre più importante per la Silicon Valley.

Solo Facebook, Google, Intel e Qualcomm hanno investito collettivamente più di 16 miliardi di dollari in India quest’anno. Ora la mossa di Zoom sul territorio non rappresenta altro che una risposta a un picco di utilizzo della piattaforma.

Le iscrizioni non a pagamento in India sono aumentate del 6.700% tra gennaio e aprile di quest’anno, periodo durante il quale anche in India la piattaforma è divenuta una sorta di must durante la pandemia di coronavirus e le relative quarantene.

I partecipanti alle riunioni giornaliere - vale a dire la metrica utilizzata da Zoom per monitorare l’utilizzo - sono passati da 10 milioni alla fine di dicembre 2019 a 300 milioni ad aprile 2020.

Ora la società sembra essere a un vero punto di svolta, in piena battaglia per risolvere i suoi problemi di sicurezza e privacy, e cercherà di sostenere questo slancio tracciando anche un percorso per la crescita futura.

Su tutto, c’è da affrontare la pressione per ristabilire i legami con un altro grande mercato e un’enorme base dipendenti: la Cina. I legami di lunga data con Pechino hanno causato una lunga serie di problemi, tutti partiti dalle controversie su alcuni dati instradati attraverso i server cinesi.

La forza lavoro di Zoom in Cina conta oltre 700 dipendenti, che la società ha avvertito nel suo report annuale, specificando che la massiccia presenza sul territorio “potrebbe esporci al controllo del mercato per quanto riguarda l’integrità delle nostre soluzioni di sicurezza dei dati”.

Quei legami con Pechino potrebbero diventare sempre di più una responsabilità con l’aumentare delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, in particolare quando si tratta del comparto tech.

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