Vaccino Covid, quando tocca ai giovani? Ecco la data

Laura Pellegrini

31 Marzo 2021 - 11:44

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I giovani non rientrano tra i soggetti prioritari nella somministrazione del vaccino contro il Covid-19, ma per limitare al massimo il contagio è necessario immunizzarli: da quando?

Vaccino Covid, quando tocca ai giovani? Ecco la data

Vaccinare i più giovani il prima possibile è un’operazione necessaria, secondo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Sono i ragazzi, infatti, a star pagando da oltre un anno uno dei prezzi più alti della pandemia, tra scuole, università e palestre chiuse, impossibilità di viaggiare e stop alla vita sociale, ha detto in un’intervista rilasciata al Messaggero.

Garantendo loro il vaccino per il Covid, non solo l’estate potrebbe essere più libera e con meno restrizioni, ma si può sperare in un più rapido ritorno alla normalità.

Considerando le nuove forniture in arrivo e il potenziamento della campagna vaccinale in Italia tra aprile e maggio, è già possibile stabilire una data entro la quale i vaccini saranno somministrati ai giovani?

Vaccino Covid, quando toccherà ai giovani?

La distribuzione del vaccino Johnson&Johnson in Italia da metà aprile permetterà di accelerare la campagna di immunizzazione unitamente alla possibilità di fare il vaccino in farmacia. Se tutto andrà secondo i piani e non ci saranno ritardi nell’approvvigionamento e nella somministrazione, si potrà dare il via alle prenotazioni del vaccino per i giovani da maggio-giugno, prima dell’estate, e a settembre il 70% della popolazione italiana sarà immunizzata.

Perché è importante vaccinare i giovani?

Nella campagna di vaccinazione italiana è stata data la priorità nelle somministrazioni a tutto il personale medico e sanitario, ai dipendenti e agli ospiti delle Rsa, agli anziani e ai soggetti più fragili e vulnerabili. E se molti giovani sono stati già vaccinati o in procinto di esserlo poiché lavorano nelle scuole, nei luoghi di comunità, nei servizi essenziali o nelle forze dell’ordine, per tutti gli altri giovani non facenti parte di queste categorie e in buona salute i tempi d’attesa saranno più lunghi.

Al tempo stesso, però, si è fatta sempre più urgente la necessità di vaccinare le categorie più giovani, che tra le altre cose sono anche il nuovo target colpito dalle varianti.

Nella seconda e nella terza ondata del coronavirus, le varianti sono diventate la forma predominante di contagio ed è noto ormai come colpiscano soprattutto la popolazione più giovane (nella fascia compresa trai 25 e i 40 anni).

A mettere in guardia è stato Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene presso l’Università di Pisa, secondo il quale “i numeri sono da record soprattutto tra i più giovani, gli anziani invece al momento mostrano un tasso di incidenza più basso, sia come contagio sia come decessi”.

Al tempo stesso, come ha sottolineato Lamorgese nell’intervista al Messaggero, i giovani sono la categoria sociale che si sposta maggiormente, socializza e frequenta locali, bar, ristoranti e (quando riapriranno) discoteche. Di qui la necessità di immunizzarli.

Covid e giovani, il 75% di essi è disposto a vaccinarsi

In vista dell’estensione delle vaccinazioni anche alla popolazione più giovane e con l’avvicinarsi dell’estate, sul portale di Skuola.net è stato pubblicato un sondaggio, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università Sapienza di Roma, sulla disponibilità dei giovani a vaccinarsi.

Il dato più significativo è che il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 30 anni ha dimostrato apertura alla vaccinazione e disponibilità verso la somministrazione. Un buon 54,6% degli intervistati, inoltre, si è dimostrato convinto di effettuare la vaccinazione, mentre soltanto il 19,8% si è dimostrato favorevole ma dubbioso.

Sul fronte dei contrari, infine, il 10,1% dei ragazzi ha espresso chiaramente il proprio “no” alla vaccinazione, ma senza escludere la possibilità di cambiare idea. Solo il 6,7% si è dimostrato assolutamente contrario alla vaccinazione.

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