Sondaggi Spagna: volano i socialisti, la destra di Vox entrerebbe al Congresso

I sondaggi politici in Spagna sorridono al PSOE attualmente al governo, bene anche Ciudadanos con la destra di Vox che sarebbe al 3%.

Sondaggi Spagna: volano i socialisti, la destra di Vox entrerebbe al Congresso

I partiti della maggioranza di governo sembrerebbero tenere in Spagna, anche se il risultato delle elezioni regionali in Andalusia ha evidenziato la crescita dei centristi di Ciudadanos e il boom per il partito di destra Vox.

Guardando l’ultimo sondaggio politico in merito alla situazione spagnola, i socialisti del PSOE sarebbero in netto vantaggio rispetto ai popolari del PPE. L’altro partito di governo, la sinistra di Podemos, viene dato invece in calo ma in totale l’attuale maggioranza potrebbe contare su oltre il 50% dei consensi.

La situazione in Spagna

Se in Italia la situazione politica vi sembra caotica, allora non avete mai buttato lo sguardo su quello che succede in Spagna. Dopo le elezioni del 2015 dove non si è riuscito a formare un governo, quelle del 2016 alla fine avevano partorito una flebile maggioranza con a capo il popolare Mariano Rajoy.

Dopo la crisi con la Catalogna, tema ancora irrisolto, lo scorso giugno è avvenuto un ribaltone: Rajoy è stato sfiduciato dal Congresso, dove è nata una nuova maggioranza formata da PSOE, Podemos più vari partiti regionali catalani e baschi.

Il nuovo presidente del governo in Spagna è quindi il leader del PSOE Pedro Sanchez, che guida una coalizione che va dai socialisti alla sinistra di Podemos fino a partiti anche indipendentisti.

Tutto risolto? Neanche per sogno. La legge di Bilancio spagnola ora al vaglio del Congresso, giudicata la più “a sinistra” della storia iberica, potrebbe trovare delle difficoltà numeriche per essere approvata per colpa di alcuni “mal di pancia” da parte di Podemos.

In questo quadro generale, sono arrivate anche le elezioni regionali in Andalusia - storica roccaforte dei socialisti - dove il PSOE ha subito una pesante battuta d’arresto mentre la destra di Vox è arrivata addirittura all’11% (cinque anni fa era all’1%).

In Spagna quindi c’è il forte rischio che anche il governo Sanchez non possa durare a lungo: in caso di elezioni anticipate nel 2019, si tornerebbe alle urne quindi per la terza volta in quattro anni.

I sondaggi

La legge elettorale in Spagna è un sistema proporzionale puro. Il paese viene diviso in cinquanta circoscrizioni, dove vengono eletti un tot numero di deputati (da un minimo di 1 fino a un massimo di 30 dipende dalla grandezza) in base ai voti presi con una soglia di sbarramento fissata al 3%.

In sostanza per eleggere i 350 deputati del Congresso, si guarderà ai voti presi in ogni singola circoscrizione e non quelli a livello nazionale. Un sistema di voto che di recente, vista la frammentazione dell’elettorato, ha provocato una grande difficoltà a formare coalizioni di governo stabili.

Se guardiamo però all’ultimo sondaggio politico di metà novembre effettuato da CIS, un istituto spagnolo che mensilmente effettua questa indagine, il principale partito di governo il PSOE appare in netto vantaggio nonostante la scoppola presa in Andalusia (la rilevazione è comunque antecedente di due settimane al voto nella regione).

I socialisti quindi sarebbero ora al 31%, un notevole balzo in avanti rispetto alle elezioni del 2016 quando presero il 22,6%. Al contrario il PPE dal 33% dello scorso voto viene ora indicato al 19%.

Voti questi dei popolari molti dei quali intercettati, oltre che dal PSOE, soprattutto dai liberali di Ciudadanos dati al 18% (+5% rispetto al 2016). In calo invece la sinistra di Podemos attestata al 18% (-3% rispetto al 2016).

A livello nazionale Vox viene dato al 3% (prese lo 0,2% nel 2016), ma l’exploit in Andalusia farebbe pensare che il partito marcatamente di destra (contrario all’aborto e al femminismo oltre che agli immancabili immigrati) potrebbe facilmente eleggere diversi deputati al Congresso.

Stando a queste percentuali e considerando anche i vari partiti regionali, l’attuale maggioranza di governo se si andasse al voto otterrebbe di nuovo i numeri per governare ma, come l’Andalusia ha dimostrato, anche in Spagna sta iniziando a spirare un vento populista.

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