Reddito di emergenza: come fare domanda online. Guida all’invio della richiesta

Teresa Maddonni

28 Aprile 2021 - 17:52

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Reddito di emergenza: è possibile inoltrare la domanda online per ottenere le tre mensilità del 2021 in autonomia attraverso il servizio dedicato sul sito dell’INPS. Vediamo come fare con la nostra guida ricordando che è possibile anche rivolgersi a un CAF o a un patronato.

Reddito di emergenza: come fare domanda online. Guida all'invio della richiesta

Reddito di emergenza: come fare domanda online per ottenere il beneficio anche nel 2021? Lo vedremo con la nostra guida completa che indicherà passo per passo come richiedere in autonomia il reddito di emergenza attraverso il servizio dedicato sul sito dell’INPS.

È possibile fare domanda per il reddito di emergenza fino al 31 maggio 2021, con la recente proroga della scadenza, e ottenere così le tre mensilità previste dal decreto Sostegni che vanno da un importo minimo di 400 euro a un massimo di 800 euro (840 euro se presente un disabile).

Nel 2021, rispetto al 2020, l’importo aumenta per i nuclei familiari che sono in affitto e pertanto pagano un canone di locazione. Non solo, nel 2021 possono fare domanda per ottenere il reddito di emergenza nella misura minima di 400 euro per tre mensilità coloro cui l’indennità di disoccupazione Naspi o DIS-COLL sia scaduta tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021.

La domanda per il reddito di emergenza si può presentare online in autonomia o anche rivolgendosi a un CAF o a un patronato.

Vediamo allora come procedere alla compilazione e l’invio della domanda per il reddito di emergenza con la nostra guida completa, fornendo prima delle informazioni utili.

Reddito di emergenza: domande entro il 31 maggio

Per la domanda per il reddito di emergenza c’è tempo fino al 31 maggio 2021. Un altro mese di tempo quindi per richiedere le tre mensilità introdotte dal decreto Sostegni n.41/2020 per il 2021.

Il beneficio viene erogato per tre mesi con il solito importo tra i 400 e gli 800 euro o 840 euro; la quota minima di 400 euro viene moltiplicata per il parametro di scala di equivalenza che tiene quindi conto della composizione del nucleo familiare.

L’importo del reddito di emergenza si calcola aggiungendo a 1 (valore assegnato al richiedente) uno 0,4 per ogni altro componente maggiorenne del nucleo familiare, o uno 0,2 per i componenti minorenni. Il valore massimo è 2,0 e si può salire fino a 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare ci sia un disabile grave o una persona non autosufficiente.

Per il 2021 inoltre l’importo viene aumentato di un dodicesimo del canone di locazione pagato in un anno. La scala di equivalenza resta la stessa pertanto, ma l’importo base da moltiplicare cambia e sarebbe di fatto: 400 euro più un dodicesimo dell’affitto.

È bene ricordare che per la richiesta del reddito di emergenza è necessario indicare il valore dell’ISEE aggiornato. Quindi, prima di fare la domanda all’INPS dovete fare richiesta dell’ISEE 2021 e ai fini della presentazione dell’istanza è necessario che il valore attestato risulti pari o inferiore ai 15.000,00 euro. Il reddito familiare invece è quello riferito al mese di febbraio 2021 che deve essere inferiore a una soglia pari all’ammontare del reddito di emergenza.

Diversa è la situazione di coloro cui è scaduta la Naspi o la DIS-COLL i quali devono avere un ISEE in corso di validità ordinario o corrente non superiore a 30.000 euro. A costoro il reddito di emergenza spetta nella misura minima di 400 euro per tre mensilità.

Reddito di emergenza: dove si presenta la domanda

Il reddito di emergenza è riconosciuto ed erogato dall’INPS previa richiesta tramite il modello di domanda predisposto dallo stesso istituto. La richiesta può essere presentata anche tramite CAF e patronato.

Si ricorda che non possono fare la domanda i nuclei familiari beneficiari del reddito di cittadinanza, così come coloro che hanno già percepito altre indennità previste dal decreto Sostegni. Non spetta neppure a coloro che percepiscono una pensione (eccetto l’assegno ordinario di invalidità) o hanno un contratto di lavoro subordinato con retribuzione lorda superiore all’importo spettante a titolo di reddito di emergenza.

Attenzione a farne domanda pur essendo consapevoli di non averne i requisiti: nel caso in cui in esito a verifiche e controlli (l’INPS potrà incrociare anche i dati con quelli in possesso dall’Agenzia delle Entrate) emerga il mancato possesso dei requisiti il beneficio viene immediatamente revocato o ne viene chiesta la restituzione.

Reddito di emergenza: guida alla domanda online

La prima cosa da fare se si vuole inviare la domanda online per il reddito di emergenza è quella di cliccare qui, cliccare su Reddito di Emergenza in fondo alla pagina e autenticarsi inserendo codice fiscale e PIN INPS (l’Istituto non rilascia più nuovi PIN dal 1° ottobre 2021) o in alternativa lo SPID, CIE o CNS.

A questo punto appare una schermata riepilogativa sulla misura e con la scadenza per presentare la domanda per il reddito di emergenza. Per procedere occorre andare al menu sulla sinistra e:

  • cliccare su “Gestione Domanda”;
  • su “Acquisizione”;
  • su “Continua”.

A questo punto appare la prima pagina, quadro A, in cui occorre indicare i dati personali, come luogo e data di nascita o anche l’indirizzo di residenza. Viene chiesto l’inserimento dei contatti. Dopo aver compilato tutto si può cliccare su “Continua”.

Nel quadro B occorre selezionare il quadratino che si trova sulla sinistra per autodichiarare il possesso di tutti i requisiti richiesti, ossia:

  • il richiedente è residente in Italia;
  • patrimonio mobiliare inferiore a 10.000 euro riferito all’anno 2020. Questa soglia è aumentata di ulteriori 5.000 euro per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente, fino a un massimo comunque di 20.000 euro. Il predetto massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è inferiore a euro 15.000;
  • nessun membro del nucleo familiare percepisce o ha percepito trattamenti economici legati alla emergenza COVID 19 di cui agli articoli 10 del decreto n.41/2022 (decreto Sostegni);
  • nessun membro del nucleo familiare è titolare di pensione diretta o indiretta a eccezione dell’assegno ordinario d’invalidità;
  • nessun membro del nucleo familiare è titolare di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore all’importo del beneficio, maggiorato di un dodicesimo del canone di locazione per i nuclei in affitto;
  • nessun membro del nucleo familiare è percettore di reddito o pensione di cittadinanza, ovvero delle misure aventi finalità analoghe di cui all’articolo 13, comma 2, del decreto-legge n. 4 del 2019;
  • in caso di mancato possesso di tutti i requisiti sopra enumerati, dichiaro di aver terminato tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021 le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (Naspi o DIS-COLL), di non essere titolare, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di un contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ovvero di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Dichiaro altresì di essere in possesso al momento della presentazione della domanda di una DSU valida, con un valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore a 30.000 euro, di non essere titolare di una pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità, di non far parte di un nucleo beneficiario di reddito o pensione di cittadinanza, e di essere consapevole che il Rem è incompatibile con le misure previste dall’articolo 10 del decreto legge n.41/2020 (decreto Sostegni).

Sempre in questa sezione occorre comunicare - se presenti - il numero di componenti che si trovano in stato detentivo o sono ricoverati di lunga degenza. Questi saranno esclusi dal calcolo del beneficio.

Per ultimo dovete scegliere la modalità di accredito del reddito di emergenza.

Una volta scelto tra le tre opzioni disponibili, cliccare su “Continua” per l’ultima parte, quella relativa alla “sottoscrizione della dichiarazione” e “all’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679”.

Una volta flaggato anche qui il quadratino che si trova sulla sinistra è possibile salvare la domanda e inoltrarla all’INPS e attendere l’esito della stessa. In alto a destra si trova il tasto “conferma”.

A questo punto occorre acquisire la ricevuta e il numero di protocollo della domanda per il reddito di emergenza. Cliccando nel menu di sinistra “Lista domande ed esiti” è possibile visualizzare il numero di protocollo, lo stato della domanda e anche dei pagamenti del reddito di emergenza (riquadro azioni con le lavorazioni mensili).

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