Sorpresa Recovery Fund: il veto di Polonia e Ungheria non ci sarà

Violetta Silvestri

10 Dicembre 2020 - 08:34

10 Dicembre 2020 - 09:05

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Novità importanti a poche ore dal Consiglio Europeo: il veto di Polonia e Ungheria sulle risorse del Recovery Fund non ci sarà. Trovato in extremis un compromesso, di cosa si tratta?

Sorpresa Recovery Fund: il veto di Polonia e Ungheria non ci sarà

Svolta per il Recovery Fund: cade il veto di Polonia e Ungheria che ha tenuto i 27 Paesi dell’UE con il fiato sospeso in questi giorni.

A quanto si apprende, infatti, i due Paesi hanno trovato un compromesso in extremis, proprio a poche ore dall’inizio del Consiglio Europeo.

Una notizia molto importante e positiva per il continente, che rischiava di restare impantanato in uno stallo pericoloso. L’intransigente posizione di Budapest e Varsavia stava mettendo a rischio l’arrivo dei miliardi di euro del Recovery Fund e lo sblocco del bilancio comunitario.

Entrambi i passaggi, invece, sono considerati vitali per risollevare le economie europee al collasso a causa della pandemia. C’è, quindi, un accordo che cancella il veto di Polonia e Ungheria sul Recovery Fund: di cosa si tratta?

Recovery Fund: Polonia e Ungheria tolgono il veto. I dettagli

L’Ungheria e la Polonia hanno revocato il veto sul pacchetto di stimoli più importante della storia dell’Unione Europea.

I due Paesi avevano assunto una posizione ostruzionistica e di intransigente opposizione alla condizione prevista per l’elargizione dei fondi del Recovery Fund: il rispetto dello stato di diritto.

Un’ingerenza davvero mal digerita dalle nazioni, nel mirino di critiche proprio per la gestione del potere e l’adozione di leggi non sempre in linea con i principi democratici e con il rispetto dei diritti civili.

Il compromesso mediato dalla Germania sarà presentato alla riunione dei leader UE di oggi, giovedì 10 dicembre a Bruxelles, dove probabilmente l’accodo troverà l’approvazione. L’intesa aprirà la strada al flusso miliardario verso le malconce economie del continente.

Cosa prevede, quindi, l’accordo?

La proposta lega ancora gli esborsi del pacchetto a standard democratici, ma stabilisce che tali sanzioni non possano essere attivate prima che la Corte di giustizia europea si pronunci sulla legalità delle nuove regole. Il processo potrebbe richiedere più di un anno per essere completato e questo ritardo nell’attuazione della condizione ha dato garanzia a Polonia e Ungheria.

Il Consiglio Europeo di oggi, quindi, potrebbe sancire il via libera definitivo al Recovery Fund. Tuttavia, le notizie sono ancora non ufficiali e alcune voci evidenziano che occorrerà il prossimo vertice per definire la delicata questione delle regole per i fondi.

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