Questo potrebbe essere il più grande trend azionario dei prossimi 5 anni

Tommaso Scarpellini

21 Marzo 2025 - 16:49

Un settore in particolare entra nell’era dell’intelligenza artificiale fisica, un passo dettato dalla stessa Nvidia. Ecco a voi il prossimo grande trend azionario dei prossimi 5 anni.

Questo potrebbe essere il più grande trend azionario dei prossimi 5 anni

I social network sono letteralmente inondati di video provenienti dalla GTC 2025, la conferenza annuale di Nvidia che si è tenuta a San Jose.

Ma questa volta non sono solo le GPU a far parlare di sé: il protagonista assoluto è stato un robot, o meglio, una nuova era della robotica che potrebbe rivoluzionare tutto.

Sul palco, il CEO di Nvidia Jensen Huang ha presentato dei robot umanoidi in grado, seppur in modo ancora grezzo, di svolgere semplici azioni quotidiane in totale autonomia. È stata una dimostrazione scioccante per molti, perché segna un passaggio concreto: l’intelligenza artificiale non è più solo software, ma prende forma fisica nei robot.

Huang è stato chiaro: “I robot umanoidi entreranno in uso diffuso entro 5 anni”, soprattutto nelle fabbriche, dove l’ambiente controllato e i compiti definiti li rendono ideali. La reazione è stata immediata: stupore, entusiasmo, e naturalmente… speculazione finanziaria. Potrebbe questo segnare l’inizio di un nuovo trend borsistico come quello scatenato dal lancio di ChatGPT nel 2022?

Physical AI: da speculazione a realtà concreta

Durante il keynote, Huang ha svelato Isaac GR00T N1, il primo modello open-source per robot umanoidi, e ha annunciato una serie di software tool progettati per aiutare questi dispositivi a muoversi nel mondo reale. Il concetto chiave è «Physical AI»: l’AI che non vive solo nei server, ma prende vita nei dispositivi fisici, ed è questa una delle novità più dirompenti della nostra epoca.

In questo scenario, l’industria manifatturiera sarà la prima ad accoglierli. E qui le implicazioni borsistiche iniziano a diventare evidenti. Per esempio, la domanda di chip AI è destinata ad aumentare esponenzialmente. Nvidia prevede di spedire 3,6 milioni di chip Blackwell nel solo 2025. Con margini enormi e una posizione dominante, Nvidia sembra pronta a diventare non solo leader dell’AI software, ma motore dell’intero ecosistema robotico.

Generative AI: fine o inizio?

Molti si sono chiesti se tutto questo segnasse la “fine della generative AI”. Una domanda mal posta. Come sottolinea Huang, ci troviamo nel Super Bowl dell’AI, non nel suo tramonto. L’evoluzione è continua: si passa dalla generazione di contenuti al controllo di dispositivi fisici intelligenti.

La vera svolta sarà l’AI agentica, ovvero capace di prendere decisioni autonomamente. Secondo Huang, richiederà 100 volte più potenza computazionale rispetto a quanto stimato appena un anno fa.

Per supportare questa visione, Nvidia ha presentato la libreria CUD-SS per il CAE (Computer Aided Engineering), stringendo partnership con aziende come Ansys, Cadence Design Systems, e altri player dell’ingegneria avanzata. Parallelamente, le alleanze strategiche si moltiplicano: Cisco, T-Mobile, Cerberus ODC (reti radio full-stack), General Motors (veicoli autonomi), e aziende come IBM, Micron, GE Healthcare, Supermicro, ServiceNow.

Groot N1 e l’immaginario collettivo

Il punto di svolta simbolico è stato forse il momento in cui Huang ha presentato Groot N1, il modello base per robot umanoidi. In collaborazione con DeepMind (Google) e Disney Research, è nato il progetto Newton, con una demo del robot “Blue”, che ricorda molto il tenero Wall-E.

Non è una scelta casuale. Questo design umanizza la tecnologia, rendendola accettabile e persino familiare al grande pubblico. Quando Huang afferma che la “Physical AI potrebbe diventare la più grande industria di tutte”, non parla solo di tecnologia, ma di un cambiamento di mentalità collettiva.

Un mercato in piena espansione

Secondo i più recenti studi di settore, il mercato globale della robotica è in fortissima crescita.

Nel 2024, il mercato dei robot industriali vale circa $17 miliardi, ma si prevede che possa raggiungere 35 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo di circa il 14%. Ancora più impressionante è il segmento dei robot collaborativi, che dovrebbe passare da 2 miliardi a 12 miliardi, con una crescita media del 35%. Ma a guidare l’entusiasmo degli investitori sono i robot umanoidi, previsti in crescita da 2 a 18 miliardi, con un CAGR del 40% secondo il centro di ricerca Markets&Markets.

Questi numeri rispecchiano le applicazioni citate da Nvidia: manifattura, assemblaggio, ispezione qualità, riduzione degli infortuni. E tutto questo sta accadendo adesso.

Dove puntare?

Verrebbe spontaneo dire: su NVDA. E in effetti, Nvidia è al centro di questo nuovo universo robotico. Ma potrebbe essere interessante allargare lo sguardo.

Ad esempio, il vero leader storico nel campo della robotica è il Giappone, con il progetto nazionale “Society 5.0”, che mira a integrare AI e robotica nella vita quotidiana. Non a caso, gli ETF più noti nel settore, come BOTZ, hanno circa il 30% di esposizione al mercato giapponese, che tra l’altro presenta multipli più bassi rispetto al tech americano.

Un altro fattura su cui porre attenzione, è il fatto che spesso si tende a confondere intelligenza artificiale e robotica, ma sono settori distinti. L’AI si occupa di elaborazione e apprendimento, la robotica è l’applicazione fisica di queste capacità.

Anche in borsa, i comportamenti sono diversi. Gli ETF come ROBO o BOTZ, focalizzati sull’automazione, hanno storicamente avuto performance inferiori rispetto agli ETF tech più generici, seppur anch’essi spinti dall’AI. Questo perché l’AI guida il cervello del robot, ma l’hardware è un mondo a sé, con dinamiche, margini e ciclicità differenti.