Prescrizione cartelle esattoriali in 10 anni: norma retroattiva anche per bollo, Imu, Tasi e Tari

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Prescrizione cartelle esattoriali in 10 anni: norma retroattiva anche per bollo, Imu, Tasi e Tari

Prescrizione cartelle esattoriali in 10 anni: è questa una delle novità previste dalla bozza di Legge di Bilancio 2018 che cambia le regole per multe stradali, bollo auto, Imu, Tari e Tari e contributi Inps.

Prescrizione delle cartelle esattoriali in 10 anni: è questa una delle novità previste dall’attuale bozza di Legge di Bilancio 2018 e sulla quale, nonostante le polemiche, il Governo sembra non esser intenzionato a retrocedere.

Le novità previste dalla Legge di Bilancio 2018 in materia di prescrizione delle cartelle esattoriali hanno del paradossale: la norma di interpretazione autentica che estende la prescrizione a 10 anni avrà effetto retroattivo e, in quanto tale, interesserà anche i debiti già prescritti in caso di mancata contestazione.

A contestare la norma prevista dalla bozza della Manovra 2018 non soltanto i contribuenti ma anche l’UNCAT, l’Associazione degli Avvocati Tributaristi: la prescrizione decennale delle cartelle esattoriali non contestate penalizzerà i contribuenti e soprattutto coloro che, certi della prescrizione del proprio debito, non hanno aderito alla rottamazione introdotta con i DL 193/2016.

Insomma, l’ennesima beffa a danno dei contribuenti, che a scanso di modifiche di quanto previsto dalla bozza di Legge di Bilancio 2018, si troveranno a fare i conti con le cartelle esattoriali prescritte: bollo auto, multe, contributi Inps e imposte locali (Imu, Tasi, Tari).

Prescrizione cartelle esattoriali in 10 anni: norma retroattiva anche per bollo, Imu, Tasi e Tari

La novità emersa dalla lettura della bozza della Legge di Bilancio 2018 ha dell’inverosimile perché anche nel caso di debiti già prescritti potrebbe essere presto introdotta la possibilità di recupero coattivo dell’importo.

In sostanza, se fino ad oggi i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali sono differenziati in base al tributo in oggetto, quanto previsto ad oggi dalla Legge di Bilancio porterebbe il limite a 10 anni per qualsiasi cartella esattoriale.

Bollo auto e multe, così come Imu, Tasi e Tari, arrivando fino ai contributi Inps e Inail: insomma, la prescrizione delle cartelle diverrebbe di 10 anni in ogni caso.

L’anticipazione di quanto previsto dalla bozza della Manovra 2018, contenuta in un ottimo approfondimento del quotidiano giuridico La Legge per Tutti, non ha potuto far altro che causare l’ira dei contribuenti e non solo.

Quel che più si contesta è il fatto che con la prescrizione di 10 anni per tutte le cartelle non contestate sembra che il Governo voglia inserire una sorta di penalizzazione per tutti quei contribuenti che non hanno aderito alla rottamazione delle cartelle Equitalia, proprio perché ormai cadute in prescrizione.

A sollevare dubbi sulla legittimità costituzionale della norma di interpretazione autentica che estende la prescrizione di 10 anni a tutte le cartelle esattoriali è, tra gli altri, l’UNCAT. Gli avvocati tributaristi si dichiarano contrari alla norma prevista dalla Legge di Bilancio 2018. Ecco perché.

Prescrizione decennale a rischio incostituzionalità: il comunicato degli avvocati tributaristi

Illegittima e gravemente vessatoria la prescrizione decennale delle cartelle esattoriali non contestate, con effetto retroattivo. Insieme con la cartolarizzazione dei crediti fiscali, le misure prefigurano lo scardinamento di principi costituzionali e il principio di certezza del diritto con grave danno dei cittadini contribuenti, totalmente ingiustificato.

Si apre così il testo del comunicato stampa pubblicato dagli avvocati tributaristi il 25 ottobre 2017 proprio per criticare la possibile introduzione, con la Legge di Bilancio 2018, di nuovi termini di prescrizione per le cartelle esattoriali.

Le nuove regole in materia di riscossione dei debiti fiscali rischiano di punire i contribuenti e soprattutto coloro che non hanno aderito alla rottamazione delle cartelle del DL 193/2016 proprio perché certi dell’oramai imminente prescrizione del proprio debito.

Di certo, il problema dell’evasione fiscale e di imposte e tributi non pagati è uno dei maggiori ostacoli per la crescita dell’Italia e, se da un lato è necessario cercare di combattere il fenomeno, d’altro canto le mosse del Governo tutto appaiono fuorché rispettose della Costituzione.

Proprio per sottolineare tutte le criticità della norma di interpretazione autentica che porta a dieci anni la prescrizione delle cartelle l’UNCAT ha inviato un documento ai rappresentanti di Parlamento e Governo.

La Legge di Bilancio 2018, ancora in bozza e non trasmessa in Parlamento, potrebbe rivelarsi una vera e propria mazzata per contribuenti e imprese, che potrebbero veder presto tornare a galla debiti prescritti ormai da anni.

Si allega di seguito il comunicato stampa dell’UNICAT pubblicato il 25 ottobre 2017:

UNCAT - comunicato stampa 25 ottobre 2017
Avvocati tributaristi su bozza Manovra 2018: Illegittima e gravemente vessatoria la prescrizione decennale delle cartelle esattoriali non contestate, con effetto retroattivo.

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