Pensione consegnata direttamente a casa: la novità ai tempi del Coronavirus

La pensione di maggio verrà consegnata a domicilio, ma solo per i pensionati Over 75. In questo modo - grazie al contributo dell’Arma dei Carabinieri - si spera non ci saranno più code ell’esterno degli uffici postali.

Pensione consegnata direttamente a casa: la novità ai tempi del Coronavirus

Novità pensioni: nuova misura prevista appositamente per il periodo di emergenza Coronavirus. Nel dettaglio, il prossimo mese la pensione potrebbe essere consegnata in contanti direttamente a casa del pensionato.

Una novità necessaria visto che le misure introdotte per la mensilità di aprile - con il ritiro della pensione in contanti cadenzato su più giornate e l’accredito in anticipo per i pensionati che la ricevono su conto corrente postale - non hanno funzionato come si sperava.

In alcuni Comuni, infatti, sono state comunque segnalate lunghe code all’esterno degli uffici postali. Ecco perché per la pensione di maggio è stato deciso che alcuni pensionati potranno ricevere la pensione a domicilio, quindi senza necessità di spostarsi da casa.

Un’iniziativa possibile grazie al supporto dell’Arma dei Carabinieri; saranno questi, infatti, a ritirare la pensione per conto dei pensionati per poi consegnarla in contanti direttamente a casa dell’interessato.

Pensione di maggio: a chi viene consegnata in casa

Già dal prossimo mese, quindi, l’Arma dei Carabinieri si occuperà di consegnare la pensione a domicilio a quelle persone che sono maggiormente esposte ai rischi da COVID-19. Nel dettaglio, questa novità interesserà esclusivamente i pensionati Over 75, i quali potranno delegare i Carabinieri per il ritiro in contanti della propria pensione.

Una novità anticipata dal Comandante dell’Arma, il Generale Giovanni Nistri, e ufficializzata da Poste Italiane. Per questi pensionati presentare la richiesta riguardo alla consegna a domicilio della mensilità di maggio sarà molto semplice: basterà infatti chiamare il numero verde appositamente dedicato (800 55 66 70), o anche la stazione dei Carabinieri più vicina, e chiedere di usufruire del servizio appositamente previsto per le esigenze COVID-19.

A questo punto al pensionato sarà sufficiente firmare una delega in cui vengono autorizzati i Carabinieri al ritiro della pensione per proprio conto. Sarà il personale dell’Arma, quindi, a rivolgersi all’ufficio postale di competenza per ritirare l’assegno in contanti e poi consegnarlo a casa dell’interessato.

In questo modo si spera di ridurre ancora il numero di persone che si rivolgono personalmente all’ufficio postale per il ritiro in contanti della pensione. Grazie all’impiego dei militari dell’Arma, infatti, una buona fetta di pensionati - ovvero tutti quelli con più di 75 anni che tra l’altro sono particolarmente esposti al rischio contagio da COVID-19 - potrà ricevere la pensione senza muoversi da casa.

Tuttavia, come si legge nella nota di Poste Italiane, non potranno usufruire di questo servizio “coloro che abbiano già delegato altri soggetti alla riscossione, abbiano un libretto o un conto postale o che vivano con familiari o comunque questi siano dimoranti nelle vicinanze della loro abitazione”.

Pensione di maggio: cosa cambia per gli altri pensionati?

Per chi invece non ha compiuto 75 anni restano valide le regole già descritte nelle scorse settimane.

Nel dettaglio, per coloro che hanno scelto l’accredito su conto corrente postale, su uno tra Libretto di Risparmio, Conto BancoPosta o Postepay Evolution la pensione verrà accreditata in data lunedì 27 aprile, con la possibilità di ritirarla in contanti direttamente da uno sportello ATM di Poste Italiane.

Da lunedì 27 aprile a venerdì 1°maggio, inoltre, verrà stabilito un programma giornaliero - seguendo il criterio dell’ordine alfabetico - per il ritiro in contanti della pensione direttamente dallo sportello dell’ufficio di Poste Italiane.

Per chi ha la pensione su conto corrente bancario, invece, non sono previste novità: l’accredito sarà comunque disponibile, come da calendario, in data venerdì 1° maggio.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 6 aprile

È saggio mettere in grassetto le parole che spesso vengono dimenticate anche per altre questioni, cambiare il colore dei caratteri, ci tengono molto alla cd terza età che vive nelle abitazioni private, devono dare attenzioni e tutele soprattutto a quegli anziani/e che vivono nelle strutture pubbliche residenziali e farli parlare molto di più, conoscono molte verità nascoste. In certe zone ignoti si sono spacciati anche per carabinieri in borghese pur di entrare in certe abitazioni, li hanno fatti entrare fidandosi sulla cd parola.
Sono in pochi che conoscono la delega scritta ed è grave, la gravità delle truffe che emergono costantemente è spesso sottovalutata ed è grave sottovalutare perché significa sovrastare. In italia ci sono molte badanti / collaboratrici domestiche che assumono il ruolo del noto s.a.d. pubblico che i comuni devono avere per fornire supporto domiciliare dietro una richiesta ed un reale bisogno. Se il sad non esiste significa che non esiste il bisogno ed allora come mai ci sono tante badanti o collaboratrici domestiche solitamente di sesso femminile e con una cittadinanza diversa da quella italiana?
In italia hanno ladipendenza/fascino dalle cd divise, portano il contante direttamente a casa? Rievoca la tangente.

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