Non è vero che i giovani non comprano casa. I numeri che smentiscono il luogo comune

Alberto De Pasquale

14/05/2026

I boomer svendono, i millennial comprano: così cambia la mappa della proprietà immobiliare in Italia

Non è vero che i giovani non comprano casa. I numeri che smentiscono il luogo comune

I giovani acquistano, gli anziani vendono. Sono le regole non scritte del mercato immobiliare italiano, da cui emerge un gap generazionale importante e una concentrazione della proprietà nelle mani degli over 50.

Allo stesso tempo, a dispetto delle impressioni, non è vero che i giovani sono esclusi dalle compravendite: in realtà sono proprio gli under 35 i maggiori acquirenti di immobili in Italia. I numeri dicono che a ottenere le chiavi della prima casa, infatti, sono soprattutto coloro che hanno tra i 18 e i 35 anni. Stando al Rapporto dati statistici notarili sul comparto immobiliare, chi si trova in questa fascia d’età ha rappresentato oltre un quarto degli acquirenti totali negli ultimi dieci anni. Tuttavia, c’è qualche considerazione da fare.

Chi compra casa

Nel 2025 quasi il 47,8% di chi (persone fisiche) ha acquistato beni immobili aveva meno di 45 anni: in particolare, i più numerosi sono stati quelli della fascia d’età 18-35 anni, che hanno rappresentato il 25,6% degli acquirenti. La gran parte degli immobili è acquistata da chi si trova in età lavorativa, mentre andando avanti le compravendite diminuiscono gradualmente: sono state il 17,9% per i 56-65enni, il 9,6% per i 66-75enni e appena il 3,9% per gli over 76.

Questi dati si riferiscono ai beni immobili in generale e quindi non solo alle abitazioni (nel conteggio ci sono anche nuda proprietà, terreni e usufrutti). Tuttavia, anche guardando solo alla categoria dei fabbricati, il discorso non cambia: nel 2025 nel 27,7% dei casi è stato un under 35 ad acquistarli. Scorrendo la serie storica risulta che la tendenza è solida e dal 2016 i giovani rappresentano stabilmente un quarto delle abitazioni acquistate in Italia.

Chi compra casa in Italia per età Chi compra casa in Italia per età Acquirenti (persone fisiche) di beni immobili (fabbricati, nude proprietà, terreni, usufrutti)

Lo scorso anno il mercato è stato trainato dai mutui, con finanziamenti in aumento del 18,8% e capitale erogato in crescita del 30,4%, e dalle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, individuata come il principale driver del mercato residenziale. Nel 2025 gli acquisti agevolati sono cresciuti del 7,5% al confronto con il 2024 e le richieste riguardano principalmente la fascia 18-35 anni. Se i giovani comprano, i meno giovani vendono: il 27,1% di chi ha venduto casa nel 2025 aveva tra i 56 e i 65 anni, mentre il 21,3% aveva tra i 66 e i 75.

Si tratta spesso di genitori o nonni che, dopo aver finito di pagare il mutuo o non avendo più bisogno di spazi grandi, decidono di sostenere l’acquisto della casa da parte dei figli. Questo meccanismo contribuisce a creare un ricambio sul mercato, facilitando l’accesso alla proprietà per le generazioni più giovani.

Le difficoltà per i giovani

I numeri dicono che i giovani sono assoluti protagonisti del mercato, a dispetto delle maggiori difficoltà economiche che generalmente si associano a chi tra i 20 e i 40 anni. Tuttavia, è anche vero che la precarietà per chi si trova in questa fascia d’età è ampiamente diffusa. Secondo l’Osservatorio GenerationShip 2025 di Changes Unipol (con Kkienn Connecting People and Companies), il 34% dei lavoratori dipendenti under 35 non ha un contratto standard (contro il 15% dei lavoratori più grandi). Il 44% dei giovani lavoratori guadagna meno di 1.500 euro al mese e solo il 27% va oltre i 2 mila euro.

Le stime dicono che un giovane su quattro non è economicamente sufficiente e deve ricorrere al sostegno familiare. Intanto i valori delle compravendite aumentano. Sempre stando ai dati notarili, il valore mediano della prima casa comprata da privati nel 2025 è stato di 125 mila euro, circa 6 mila in più rispetto al 2024 e 12 mila al confronto con il 2023.

A garantire l’acquisto della prima casa per i giovani ci sono le agevolazioni fiscali, ma anche il sostegno delle famiglie di origine. Secondo il Cisf (Centro internazionale studi famiglia), circa una famiglia su due in Italia acquista casa dopo aver ricevuto, in tutto o almeno in parte, aiuti economici da parte dei genitori. Soprattutto gli under 35: il 70% di loro acquista casa proprio grazie al sostegno dei familiari, tramite donazioni o anticipo di eredità. È un modo per compensare le difficoltà del mercato del lavoro, i redditi ancora bassi e i prezzi degli immobili elevati, permettendo a molti ragazzi di realizzare un sogno che altrimenti risulterebbe molto più complicato o impossibile. Si tratta di un fenomeno tipicamente italiano e mediterraneo, dove la famiglia continua a svolgere un ruolo centrale anche nell’età adulta.

Nel nostro Paese il legame tra i giovani e le famiglie è molto forte, e spesso nasconde una dipendenza economica che si prolunga più di quanto desiderato, a causa dell’instabilità lavorativa. A livello medio Ue i figli lasciano la casa dei genitori a un’età media di 26,2 anni, mentre in Italia a oltre 30 anni. In un contesto di incertezza e precarietà, andare ad abitare per conto proprio può rivelarsi un azzardo economico. In Europa un giovane su dieci spende per la propria abitazione (affitto, utenze, altri costi) almeno il 40% del proprio reddito. Anche nel caso dell’Italia il fenomeno esiste, ma è più limitato proprio perché si tende a ritardare il momento in cui si diventa indipendenti andando a vivere da soli.

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