Multa per il semaforo rosso: importo, novità e come contestarla

Multa per semaforo rosso: come fare ricorso e quando è possibile non pagarla? In attesa dell’arrivo dei countdown sui semafori, ecco tutto quello che c’è da sapere sulle sanzioni per chi passa con il rosso.

Multa per semaforo rosso: quando si può contestare? Immaginiamo che molti automobilisti si siano posti almeno una volta questa domanda, perché multati per aver passato l’incrocio con semaforo rosso.

Il prezzo da pagare da chi commette questa violazione del Codice della Strada, infatti, non è basso e per questo sono molti gli automobilisti che provano a contestare la multa ricevuta.

La multa per il semaforo rosso è uno degli incubi di chi guida un veicolo, perché non solo la contravvenzione è molto salata (tra i 163 e i 200 euro), ma vengono tolti anche 6 punti dalla patente. Punti che poi difficilmente si riescono a riavere e che potrebbero portare al ritiro della patente.

Non sempre però le multe che riceviamo per il passaggio con il semaforo rosso sono legittime, a volte possono presentare delle irregolarità o dei vizi di forma che ci permettono la contestazione. In altri casi, invece, tale pratica risulta essere solo una perdita di tempo.

Vediamo insieme quando contestare una multa per semaforo rosso è possibile e quando invece non risulta la scelta migliore. Inoltre, diamo uno sguardo alle ultime novità del Codice della Strada, come quella che prevede l’installazione di un dispositivo per il conto alla rovescia che avvisa i conducenti del tempo mancante all’accensione del semaforo rosso.

Quando evitare la contestazione di una multa per semaforo rosso

Prima di darvi le istruzioni su come contestare una multa per semaforo rosso, vediamo in quali casi non è possibile vincere la causa, ovvero quando è impossibile che la multa venga revocata al guidatore che ne fa richiesta.

Un esempio di impossibilità di contestazione è quando la multa viene segnalata con il sistema Photored. L’effrazione per attraversamento dell’incrocio con luce semaforica rossa, può essere infatti rilevata anche dalla telecamera presente sul semaforo. In tal caso non necessaria la presenza di un ufficiale della stradale, ma è sufficiente la foto scattata dalla telecamera presente sul semaforo, per rilevare la contravvenzione.

A dirlo è infatti una sentenza della Cassazione del 27 Aprile 2016, che si scontra con un precedente verdetto nel quale veniva ritenuta nulla una multa del sistema Photored per mancanza degli agenti della polizia municipale. Dopo un attenta lettura del codice della strada però la Cassazione ha notato che nel testo del codice è scritto che:

“Non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale, qualora l’accertamento avvenga mediante rilievo con dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico.”

Inoltre, la Corte in questa sede ha stabilito che la taratura annuale del sistema Photored risulta necessaria solo per la misurazione della velocità e non per l’attraversamento dell’incrocio.

Anche nel caso in cui la multa per attraversamento dell’incrocio con il semaforo rosso fosse dovuta ad una durata esigua del giallo non sarà possibile contestarla.

Infatti con la sentenza 18470/14 che sancisce l’obbligo al pagamento della multa, anche nel caso in cui il semaforo giallo fosse durato meno di tre secondi la contestazione non è più ammessa.

Quando fare ricorso per una multa per semaforo rosso

Passiamo adesso a vedere invece i casi in cui è possibile presentare un regolare ricorso e provare a farsi ritirare la multa per semaforo rosso.

Ovviamente per poter presentare il ricorso e vincerlo è necessario che vi siano delle condizioni ben precise.

Per prima cosa si deve fare molta attenzione ai dati che sono stati riportati sulla multa che ci arriva a casa. Infatti, nel caso in cui uno di questi fosse errato, sarebbe possibile presentare ricorso poiché ci si potrebbe appellare alla presenza di un vizio di forma.

Alcuni vizi di forma possono essere:

  • errata indicazione di dati del conducente;
  • errata indicazione della data e dell’ora dell’effrazione;
  • mancanza di un’esposizione chiara dei fatti;
  • mancata notifica della contravvenzione entro 90 giorni dall’effrazione;
  • verbale incompleto, redatto da un agente esterno al territorio di competenza;
  • mancata segnalazione del dispositivo.

Non sempre però la presenza di uno di questi errori comporta l’annullamento della multa. Ad esempio, se il trasgressore è indicato con i giusti dati anagrafici, ma è errato solamente il luogo di nascita, l’errore risulta irrilevante e difficilmente verrà annullata la multa.

Vediamo adesso le differenti modalità con è possibile presentare la contestazione della multa.

Multa per semaforo rosso, come presentare ricorso: l’autotutela

Quando la multa risulta illegittima o errata, prima di fare ricorso si può richiedere all’ente che l’ha emanata l’annullamento, tramite l’autotutela. Questo potere permette all’amministrazione che ha emanato la sanzione di correggere o annullare il provvedimento, qualora il cittadino ne presenti richiesta.

Tale pratica può essere attuata solo ed esclusivamente dall’ente che ha emanato la sanzione, quindi presentando la richiesta nell’ufficio errato essa non verrà presa in esame.

È consigliabile fare uso di questa pratica quando:

  • si riscontra un errore di persona;
  • la notifica della contravvenzione arriva al vecchio proprietario del veicolo;
  • è stata notificata la multa con un doppio verbale;
  • la targa del veicolo è riportata in maniera errata.

Vediamo invece adesso un’altra modalità per fare ricorso e provare a farsi revocare la multa per semaforo rosso, il ricorso al Prefetto.

Contestazione multa per semaforo rosso: ricorso al Prefetto

Il ricorso al prefetto può essere presentato 60 giorni dopo la notifica della multa e può essere fatto in due modi.

  • direttamente al Prefetto per mezzo di una raccomandata con ricevuta di ritorno. In questo caso sarà il Prefetto stesso a inviare il ricorso all’ufficio che ha emanato la multa; l’ufficio poi a sua volta dovrà inviare al Prefetto tutti gli elementi tecnici utili a decidere se il ricorso è accettabile o meno;
  • tramite raccomandata all’ufficio o comando a cui appartiene l’organo accertatore.

Con entrambe le modalità sarà possibile inviare tutti i documenti, che si ritengono idonei per l’istruttoria, e la richiesta di un’audizione personale.

Il Prefetto, una volta presi in esame tutti i documenti emanati dall’ufficio competente e il ricorso presentato, sentiti gli interessati (in caso fosse stata fatta richiesta dell’audizione personale), decide se accettare o respingere il ricorso.

Nel caso in cui la multa venisse considerata corretta e fondata, allora entro 120 decorrenti dalla data di ricezione degli atti sarà emanata un’ordinanza di pagamento di una determinata somma.

L’ingiunzione di pagamento verrà notificata al trasgressore entro 150 giorni dall’adozione e il ricevente dovrà pagare la somma indicata entro 30 giorni dalla notificazione.

Se invece il ricorso presentato venisse accolto e giudicato fondato, il Prefetto emetterà anche in questo caso un’ordinanza entro il termine dei 120 giorni dalla ricezione, comunicando l’archiviazione degli atti.

Multa per semaforo rosso: il ricorso al Giudice di pace

Nel caso in cui non si fosse presentato ricorso al Prefetto e la multa non fosse già stata pagata, è possibile presentare il ricorso alla multa presso il Giudice di pace. A tale organo posso essere presentate ricorsi per:

  • contro multe per infrazione al codice della strada;
  • contro la cartella esattoriale (ossia la notifica della contravvenzione), ma solo quando riguardano errori della cartella stessa o vizi di notifica;
  • contro l’ordinanza del Prefetto che rigetta il ricorso per multa.

Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla contestazione, può essere presentato di persona, recandosi dal Giudice di pace, oppure inviando una raccomandata.

Come per il Prefetto, anche in questo caso di dovrà aspettare che la notifica della contravvenzione arrivi a casa e non si potrà fare ricorso con il solo avviso di pagamento (la multa che viene lasciata sul parabrezza del veicolo).

Per poter fare ricorso al Giudice di pace è però necessario pagare il contributo unificato, al quale si deve aggiungere la marca da bollo (del valore di 27 euro). Il contributo varia secondo l’importo della multa.

Il Giudice di pace, una volta disposto di tutti i documenti necessari all’analisi, convocherà le parti in causa, che si presenteranno alla seduta di persona, senza la necessità di essere accompagnati da un avvocato.

Il Giudice a questo punto potrà decide se:

  • dichiarare l’inammissibilità del ricorso;
  • convalidare la multa con l’ordinanza che, chi ha presentato ricorso, non si presenti più di fronte al Giudice senza un buon motivo;
  • annullare la multa in tutto o in una sua parte;
  • rigettare il ricorso e determinare a carico di chi ha presentato ricorso una multa per la violazione accertata.

Il pagamento della somma stabilita dal Giudice di pace dovrà avvenire entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza. La sentenza che viene emanata dal Giudice di pace non è in alcun modo appellabile in Tribunale.

Quanto costa una multa per semaforo rosso?

Se non rientrate in nessuno di questi casi allora, dovrete pagare la multa e dover accettare che i punti vengano tolto dalla patente. Il Codice della Strada è piuttosto duro al riguardo e la multa da pagare salata.

Nell’articolo 41 del Codice della Strada si legge infatti:

Durante il periodo di accensione delle luci rosse (…) i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia, i veicoli non devono impegnare l’eventuale area di intersezione, né l’attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni

Ci sono però differenti tipologie di effrazione e in base a quale viene commessa si deve pagare una multa differente. Gli importi sono comunque tutti molto alti e sono i seguenti:

  • dopo le ore 7 e prima delle 22: 163 euro;
  • dopo le ore 22 e prima delle ore 7 : l’ammenda ammonta a 200 euro.

Il passaggio con semaforo rosso è inoltre punito con la decurtazione di 6 punti patente. I punti tolti diventano inoltre 12 se a commettere l’infrazione è un neopatentato.

Conto alla rovescia per il semaforo rosso

D’ora in avanti evitare prendere una multa per essere passati con il semaforo rosso sarà più semplice; presto infatti il Ministero delle Infrastrutture pubblicherà un decreto con il quale verrà concessa l’installazione di un countdown sui semafori, il quale avviserà i guidatori del tempo che manca all’accensione del rosso.

Non si tratta di una vera e propria novità: pensate infatti che la possibilità di montare un countdown è prevista dalla riforma del Codice della Strada approvata ben 7 anni fa, con la legge 120 del 2010.

Questo perché allora ci furono molte polemiche da parte degli automobilisti riguardo alla riduzione della durata del semaforo giallo così da aumentare le multe.

Una riduzione mai dimostrata, ma per spegnere le polemiche venne proposto di integrare i semafori con un conto alla rovescia che indicasse il tempo mancante all’accensione del rosso.

Ci sono voluti 7 anni per mettere in atto quanto previsto dalla legge; è bene specificare comunque che il conto alla rovescia è possibile, ma non obbligatorio.

Saranno i gestori delle strade italiane quindi a decidere su quali montarlo, anche perché i costi di questa operazione saranno totalmente di loro competenza. Per farlo però bisognerà aspettare 6 mesi dall’approvazione del decreto, come previsto dalla legge 120 del 2010.

Ma non mancano le polemiche per questa novità, poiché in molti credono che indicando agli automobilisti il tempo mancante al semaforo rosso aumenteranno le manovre azzardate di coloro che approfitteranno del semaforo giallo ambra per passare.

È bene precisare comunque che anche il passaggio con il semaforo giallo può far scattare una multa; la Corte di Cassazione, infatti, con la sentenza n°11702 dell’11 maggio scorso ha specificato che anche il semaforo giallo può essere oggetto di una multa. Vediamo quando e quali sono le sanzioni previste.

Multe semaforo giallo

Come chiarito dalla Corte di Cassazione con la suddetta sentenza, la multa per chi passa con il semaforo giallo scatta quando l’automobilista ha il tempo di accorgersi dello spegnimento della luce verde e di conseguenza ha la possibilità di frenare senza mettere in pericolo la propria sicurezza e quella degli altri conducenti.

Quindi, non è possibile superare l’incrocio qualora la luce gialla sia scattata da diversi secondi e l’autista aveva la possibilità di rallentare per tempo.

La regola generale prevede per il conducente l’obbligo di fermarsi in caso di semaforo giallo, tranne nel caso in cui questo scatti quando il guidatore sia ormai in prossimità dell’incrocio con una velocità tale da non permettergli di rallentare per tempo.

Per chi invece aveva la possibilità di fermarsi ma ha fatto di tutto per passare l’incrocio prima dello spegnimento della luce gialla è prevista una sanzione pari a quella prevista per il semaforo rosso. Se l’infrazione è commessa dalle 07:00 alle 22:00, quindi, la multa è pari a 163 euro, mentre nella fascia oraria 22:01-06:59 la sanzione aumenta a 200 euro.

In entrambi i casi al conducente vengono tolti 6 punti dalla patente, 12 per i neopatentati. Ecco perché quando ci si trova in prossimità di un incrocio bisogna sempre rallentare; anche la luce gialla del semaforo, infatti, non vi mette al riparo dalle multe.

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