E se ti dicessi che, tra i 40 titoli del FTSE MIB, solo 5 potrebbero valere davvero la pena?
Sembra provocatorio, ma è una realtà che ogni investitore attento dovrebbe conoscere.
Certo, la diversificazione è un pilastro della gestione del rischio. Ma su Piazza Affari esistono 5 aziende che, per fondamentali, ritorni e crescita, staccano il resto del listino con un margine netto.
Queste aziende non seguono il mercato: lo definiscono. Generano valore, margini, e free cash flow con una consistenza distintiva, almeno fino ad oggi.
baha italy 40, 1W
Grafico a candele settimanali dell'indice baha italy 40. Fonte: baha.com
Vediamo quali sono, e perché oggi rappresentano la vera spina dorsale dell’equity italiana.
Criteri di selezione
Per individuarle ho selezionato i titoli con maggiore capitalizzazione nei rispettivi comparti, con crescita del fatturato TTM positiva, ROE sopra lo zero, e un EPS TTM in accelerazione. In altre parole: chi davvero sta creando valore, e non solo sopravvivendo, nel proprio comparto di borsa.
1) Ferrari (RACE)
Ferrari non è un produttore di auto. È una casa di lusso con motori V12. Il suo modello di business si basa sulla scarsità e sull’esclusività, più che sulla scala.
Con una performance a 5 anni del +171%, un ROE al 46% e un margine FCF del 25%, Ferrari ha creato un micro-mondo di profittabilità altissima, raro persino a Wall Street.
Non è un titolo ciclico: è un bene di lusso travestito da industria.
2) Intesa Sanpaolo (ISP)
La banca più “mainstream” è in realtà un benchmark di qualità. Intesa ha saputo rinnovarsi con logiche da asset manager, puntando sempre di più su wealth management e piattaforme digitali.
I numeri parlano: +188% negli ultimi cinque anni, ROE al 13%, margine netto al 17%. In un sistema bancario ancora obsoletoi, ISP si è ritagliata il ruolo di capofila nell’efficienza operativa e nella solidità dei conti.
3) Leonardo (LDO)
Leonardo è tornata sotto i riflettori. Dopo anni nell’ombra, la nuova geopolitica globale ha riportato la difesa al centro dell’agenda industriale. Ma Leonardo oggi non è solo missili e elicotteri. È anche cyber, spazio, e sensoristica avanzata.
I dati la posizionano tra i best performer: +171% in 5 anni, ROE 46%, FCF margin 25%. È il perfetto esempio di come una trasformazione industriale possa rilanciare un intero modello di business.
4) Prysmian
Chi connette il mondo? Prysmian.
Leader globale nei cavi ad alta tensione, è uno dei pilastri fisici della transizione energetica. Ogni parco eolico offshore, ogni rete elettrica moderna, passa (letteralmente) dai suoi prodotti. Nonostante i margini netti più bassi (3,8%), mostra solidità con un ROE del 15% e una crescita costante. Negli ultimi 5 anni ha fatto segnare +186% in borsa. Numeri da tech americana, ma con un core industriale.
5) Diasorin
Il titolo peggiore della lista…ed è proprio questo il punto. Diasorin è la scommessa contrarian.
Ha perso il 47% in 5 anni, ma ha ancora fondamentali di ferro: ROE 11%, margine FCF 25%, margine netto 15%.
Il business dei diagnostici di laboratorio, post-COVID, è tornato alla normalità.
Quindi?
Queste 5 azioni non sono solo numeri. Sono storie industriali che si distinguono per resilienza, innovazione, e capacità di generare valore reale per l’azionista. E per rappresentare i settori del FTSEMIB, a volte bastano 5. Poi in vista di portafoglio, la diversificazione (è vero), fa la differenza. Ma è anche vero che spesso, la vera diversificazione non è solo sulla quantità, ma nella qualità.
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