IMU TASI 2018: sconto 50% con il comodato

In alcuni casi è possibile fruire dello sconto del 50% sul valore IMU TASI da pagare. Ecco come fare.

IMU TASI 2018: sconto 50% con il comodato

Anche nel 2018 si potrà fruire dello sconto del 50% sul valore IMU TASI da versare entro il prossimo 18 giugno - a titolo di acconto - ed entro il prossimo 18 dicembre - a titolo di saldo.

L’agevolazione in oggetto è stata introdotta dalla Legge di Stabilità 2016 e trova applicazione solo ed esclusivamente per i proprietari di seconda casa che rispettadno determinati requisiti.

Vediamo insieme quindi chi sono questi soggetti e come ottenere lo sconto del 50% del valore IMU TASI da versare nel 2018.

Comodato d’uso, chi ha diritto all’agevolazione con sconto del 50% del valore di IMU e/o TASI da pagare?

Gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito tra genitori e figli - quindi fra parenti in linea retta entro il primo grado - possono fruire del 50% di sconto sul valore da versare a titolo di IMU e TASI 2018.

Il comodato d’uso è un contratto tipico del diritto privato italiano, disciplinato dall’articolo 1803 del codice civile che recita:

il contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile e immobile affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.”

Quella del rapporto di parentela non è l’unica condizione prevista dalla normativa vigente. Infatti, l’agevolazione Imu e Tasi sugli immobili concessi in comodato d’uso tra genitori e figli, si applica solo ove siano rispettati anche i seguenti presupposti:

  • l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
  • l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • il comodante deve avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso;
  • il comodante deve presentare la dichiarazione Imu per attestare il possesso dei requisiti sopra indicati.

Ricapitolando, per ottenere la riduzione Imu e Tasi 2018 in caso di immobili concessi in comodato d’uso tra genitori e figli la normativa vigente prevede regole molto precise; soltanto ove sussistano tutti i requisiti sopra elencati si avrà diritto ad ottenere l’agevolazione in oggetto.

Casi in cui opera l’esclusione dello sconto 50% sul valore di IMU e TASI da pagare

I requisiti per lo sconto Imu e Tasi 50 per cento sulla seconda casa concessa in comodato d’uso sono stati elencati sopra.

Vediamo ora quali sono, invece, i casi in cui non è prevista alcuna riduzione:

  • comodati per le abitazioni di lusso (Categorie catastali A1, A8 e A9);
  • proprietari di 3 o più immobili ad uso abitativo;
  • prima e seconda casa situate in due comuni differenti;
  • residenza in un comune e seconda casa ubicata in un comune diverso;
  • proprietari di immobili residenti all’estero;
  • immobile concesso in comodato d’uso gratuito non adibito ad abitazione principale dal comodatario;
  • contratto di comodato d’uso stipulato tra nonni e nipoti.

Riduzione tasi ed imu al 50% con comodato: decorrenza dalla conclusione del contratto. La “saga interpretativa” del 2016

Con la nota n. 8876 dell’8 aprile 2016, il Dipartimento delle Finanze rispondendo ad apposito quesito posto da Confedilizia, ha messo fine il definitivo punto sulla questione della decorrenza della riduzione di tasi e imu al 50% per i contratti di comodato stipulati verbalmente tra genitori e figli, confermando che l’agevolazione decorre dalla data di conclusione del contratto.

Tale nota è l’ultima di una serie di quesiti e risoluzioni, relative alla riduzione di tasi ed imu al 50% volte a far luce sulla casistica della decorrenza per i contratti di comodato verbali.

Il principale problema interpretativo sorto da tale agevolazione riguarda lo specifico caso del comodato verbale.

Il contratto di comodato di un immobile prevede che la conclusione di esso possa avvenire attraverso forma scritta o verbale, non prevedendo per quest’ultimo caso ipotesi di nullità.

Nel caso di contratto di comodato verbale non è quindi obbligatorio registrarlo in Agenzia delle Entrate per attestarne la sua validità; tuttavia la legge di Stabilità 2016 ha posto la registrazione alle Entrate come requisito necessario per la riduzione di Imu e Tasi al 50% per i contratti di comodato stipulati con genitori e figli.

Per far luce su tale problematica, il Dipartimento delle finanze, è intervenuto pertanto con una prima interpretazione fornita con la nota n. 2472 del 29 gennaio 2016. In tale nota stabiliva, infatti, che per i contratti di comodato verbali già in essere, al fine di poter beneficiare fin dal 1° gennaio 2016 della riduzione Imu e Tasi al 50% per le case date in comodato ai genitori o ai figli la registrazione doveva avvenire entro il 1° marzo 2016.

Tale interpretazione era in applicazione della norma dello Statuto del contribuente in secondo cui in ogni caso “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

In un secondo intervento però, sempre il Dipartimento delle finanze con Risoluzione n. 1/DF del 17 febbraio 2016, precisava che la riduzione tasi ed imu al 50%, in caso di comodato verbale, decorreva dalla data del contratto e non da quello della registrazione specificando che in questi casi, la registrazione potrà essere effettuata solo previa presentazione del modello 69 in duplice copia in cui dovrà essere indicato contratto verbale di comodato.

Si arriva alla fine alla data dell’8 aprile 2016 dove, sempre il Dipartimento delle finanze con la nota n. 8876, chiarisce definitivamente la questione, considerando quindi superata l’interpretazione resa nella precedente nota n. 2472 del 29 gennaio 2016.

Ai fini della decorrenza della riduzione del 50% della base imponibile per la determinazione dell’IMU e della TASI, applicabile in caso di cessione dell’abitazione in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, anche per i contratti verbali di comodato, si deve prendere in considerazione la data di conclusione del contratto stesso.

Nell’ipotesi quindi di un contratto di comodato verbale concluso il 1° gennaio 2016, a prescindere dalla data di registrazione, la riduzione tasi-imu al 50% è da considerarsi decorrente dal 1° gennaio dello stesso anno.

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