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Esenzione Ticket sanitario: chi non lo paga e quando

Simone Micocci 12 giugno 2018

Il ticket sanitario si paga solo per determinate prestazioni, ovvero per quelle non comprese nei LEA. Inoltre la Legge riconosce alcuni casi di esenzione, ecco quali sono.

Il ticket sanitario - pur essendo un contributo che i cittadini versano in favore della spesa sanitaria - non va sempre pagato. Molte prestazioni sanitarie, infatti, sono totalmente gratuite, mentre solo per una piccola parte di queste è necessario pagare il ticket. Inoltre, anche per le prestazioni per le quali il paziente deve pagare il ticket, la legge riconosce alcuni casi di esenzione.

Nel dettaglio, il ticket si paga per quelle prestazioni sanitarie non comprese nei livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti LEA). Quindi, va pagato per le prestazioni specialistiche, per quelle di pronto soccorso e per le cure termali.

L’esenzione del ticket sanitario, invece, è un diritto di alcune categorie di cittadini, che per motivi differenti possono esimersi dal pagamento. Inoltre bisogna ricordare che con la Legge di Bilancio 2018 è stato approvato l’emendamento che elimina il cosiddetto super ticket, ossia la tassa del valore di 10€ che alcune Regioni applicano su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche (come TAC e risonanze magnetiche).

In questo si spera di eliminare tutte le disparità tra i pazienti che vivono in regioni differenti, visto che in alcune zone - come Lazio, Campania e Puglia - oltre al ticket sanitario c’è questa ulteriore tassa da pagare. Per capire in che modo verrà abolito il super ticket sanitario, però, bisognerà attendere la pubblicazione di un decreto attuativo di cui ad oggi non c’è ancora notizia. Sarà compito della nuova Ministra della Salute - la pentastellata Giulia Grillo - quindi, adoperarsi affinché ciò accada in tempi brevi.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i requisiti - attualmente in vigore - per beneficiare dell’esenzione del pagamento sia del ticket sanitario che del super ticket sulle prestazioni specialistiche.

Quando (non) si paga?

Introdotto in Italia dal 1982, il ticket sanitario è lo strumento riconosciuto dalla legge con il quale gli italiani contribuiscono ai costi della Sanità. Si tratta di una tassa (e non di un’imposta) perché si paga esclusivamente per le prestazioni sanitarie di cui si usufruisce.

Nel dettaglio, tra le prestazioni incluse nei LEA (livelli essenziali di assistenza) il ticket si paga per:

  • le visite mediche specialistiche e per gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio;
  • le prestazioni eseguite in pronto soccorso che non hanno carattere di emergenza o urgenza (codice bianco) o che non sono seguite da ricovero;
  • cure termali.

Il ticket sanitario, invece, non si paga per:

  • esami di diagnostica strumentale e di laboratorio incluse nei programmi per la diagnosi precoce o per la prevenzione collettiva, se promossi - o autorizzati - dalla Regione (come ad esempio la mammografia o il PAP test);
  • esami di diagnostica strumentale e di laboratorio necessari per la tutela della salute collettiva (ad esempio la visita medica e gli esami correlati ai quali vanno sottoposti coloro che sono stati a contatto con una persona affetta da malattia infettiva e contagiosa);
  • prestazioni pediatriche e di medicina generale;
  • trattamenti erogati durante il ricovero ospedaliero;
  • per gli alimenti destinati a categorie particolari (come ad esempio per gli alimenti senza glutine per i celiaci, per i quali è prevista anche una detrazione ai fini Irpef);
  • dispositivi medici per diabetici;
  • prestazioni erogate per la tutela della maternità;
  • analisi per prevenzione della diffusione dell’infezione da HIV;
  • donazioni del sangue, organi e tessuti;
  • vaccinazioni obbligatorie.


Quindi sono solamente tre le categorie di prestazioni sanitarie per le quali si paga il ticket; tuttavia il pagamento di questa tassa non è obbligatorio per tutti poiché ci sono dei soggetti che ne sono esentati.

Chi ha diritto all’esenzione

L’esenzione dal ticket è un diritto di molte categorie di cittadini, che possono usufruire gratuitamente della sanità pubblica. Le esenzioni del ticket dipendono da vari fattori: il reddito, l’anzianità, malattie patologiche e altri criteri che ora vedremo nel dettaglio. Facendo richiesta di esenzione non verrà più chiesto alcun tipo di contributo per le spese sanitarie.

Nel dettaglio, l’esenzione del ticket sanitario è prevista sulla base di determinate condizioni:

  • reddito;
  • età;
  • condizione sociale;
  • essere affetti da determinate patologie;
  • invalidità civile;
  • in casi particolari come gravidanza, diagnosi precoce di tumori e accertamento HIV.

Non tutti però sono informati sui propri diritti e continuano a spendere i loro soldi inutilmente, dal momento che non sanno di avere diritto all’esenzione del ticket.

Vediamo nel dettaglio quali sono le categorie esonerate.

1) Malati cronici

La prima categoria che può richiedere l’esenzione del ticket sono i malati cronici. La lista completa delle malattie accettate può essere letta sul sito del Ministero della Sanità. Per questa categoria di persone l’esenzione dal ticket deve essere richiesta presso l’Azienda Sanitaria Locale di residenza.

Si dovrà esibire un certificato medico che attesti la malattia e, in caso venisse riconosciuta l’esenzione, il ticket non dovrà essere pagato neanche per i farmaci utilizzati in terapia.

L’esenzione del ticket è prevista anche per coloro che hanno malattie rare. In questo caso le esenzioni riguardano tutte le prestazioni sanitarie necessarie per diagnosticare la malattia, monitorare i cambiamenti e le varie prestazioni di prevenzione. Per questa particolare categoria tutte le indagini per l’accertazione della malattia saranno gratuite.

2) Diagnosi precoce tumori

Anche la diagnosi precoce dei tumori rientra tra i motivi di esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria.

Non tutte le diagnosi sono esentate dal pagamento del ticket, l’esenzione avviene solo per alcune tipologie, ossia per quelle che risultano le più diffuse:

  • tumore al collo dell’utero;
  • tumore al seno;
  • tumore al colon-retto.

Tutti gli esami svolti per prevenire uno di questi mali sono totalmente a carico dello Stato e non chiedono la compartecipazione del paziente.

3) Invalidità

Possono inoltre richiedere l’esenzione dal pagamento del ticket tutte le persone invalide. In questo caso l’esenzione sarà applicata o soltanto per alcune visite specialistiche, strettamente legate all’invalidità del paziente oppure a tutte le visite sanitarie.

L’esenzione per questa categoria di richiedenti dipenderà dal grado di invalidità. L’invalidità inoltre dovrà essere accertata da una Commissione medica della Asl di residenza del richiedente.

4) Gravidanza

Anche nel periodo della gravidanza tutte le donne avranno diritto all’esenzione del pagamento del ticket per alcune visite specialistiche e diagnostiche.
Tali visite vengono erogate dallo Stato in via del tutto gratuita, perché considerate necessarie per la tutela della salute della mamma e del bambino.

5) Reddito

Arriviamo infine all’ultimo motivo per cui si può richiedere l’esenzione: il reddito. L’esenzione del ticket si applica infatti anche a determinate condizioni sociali o a situazioni reddituali molto basse.

Le categorie che vengono esentate dal pagamento del ticket sono:

  • disoccupati e familiari a carico: coloro che hanno un reddito del nucleo familiare inferiore a 8.263,31 euro, che arriva fino a 11.362,05 euro quando uno dei coniugi è a carico. A questo conteggio si devono aggiungere 516,46 per ogni figlio a carico;
  • titolari di pensione sociale o percettori di assegno sociale e familiari a carico;
  • titolari di pensione minima di età superiore a 60 anni e familiari a carico. Anche in questo caso però per chiedere l’esenzione dal pagamento del ticket si dovranno rispettare i criteri di reddito che abbiamo indicato prima;
  • i cittadini che hanno meno di 6 anni e quelli che superano i 65, nel caso in cui facciano parte di un nucleo familiare con un reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro annui.

Il termine “nucleo familiare” viene utilizzato in riferimento ai fini fiscali e non anagrafici. L’attestazione del nucleo familiare deve essere comprovata con documenti fiscali. Quando si parla invece di “familiari a carico” si intendono figli o parenti che percepiscono redditi annui inferiori ai 2.840 euro l’anno.

Grazie all’introduzione della ricetta elettronica il codice della fascia di reddito risulterà direttamente nella banca dati delle Entrate e dell’Inps e quindi sarà automaticamente presente sulla prescrizione del medico.

Per tutti coloro che rientrano in uno dei criteri di esenzione del ticket sopra indicati o che rilevino delle incongruenze con i dati della fascia economica attestata potranno recarsi alla Asl e richiedere il certificato nominale di esenzione.

Dal 2018 addio al super ticket?

Nella Legge di Bilancio 2018 è stato approvato l’emendamento che abolisce (ma non per tutti) il super ticket sanitario, ovvero la tassa aggiuntiva di 10€ che in alcune Regioni viene applicata sulle prestazioni specialistiche.

Ad oggi questo contributo si paga interamente nelle seguenti Regioni:

  • Liguria;
  • Abruzzo;
  • Lazio;
  • Molise;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sicilia.

Ci sono delle Regioni - come Veneto, Toscana, Umbria, Marche ed Emilia Romagna - dove l’importo del super ticket varia a seconda del reddito, mentre in Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia è commisurato al valore della ricetta.

Bisogna sottolineare però che l’esenzione del super ticket sarà solamente parziale; per la sua cancellazione definitiva, infatti, bisognava stanziare almeno 1 miliardo di euro, cifra insostenibile per le casse dello Stato.

Ecco perché è stato deciso di esonerare dal pagamento di questa tassa solamente alcune categorie di soggetti, quali i giovani (probabilmente fino a 16 anni), gli anziani e i cittadini con un reddito non elevato.

Il tutto per un costo complessivo di 60 milioni di euro; per saperne di più, però, dovremo attendere la pubblicazione del decreto attuativo, con il quale verrà fatta chiarezza su coloro che saranno esentati dal pagamento di questa tassa aggiuntiva al ticket sanitario.

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