Le auto elettriche si preparano a diventare il futuro della mobilità nei prossimi decenni, ma il motore tradizionale a combustione non è così superato come le stime più ottimistiche vogliono far credere.

Saudi Aramco, compagnia leader mondiale per produzione di petrolio, ritiene che i motori termici stiano diventando sempre più efficienti in termini di consumi ed emissioni, caratteristiche che gli consentiranno di sopravvivere ancora a lungo nel settore automotive.

Non solo auto elettriche

Al Salone di Detroit 2018, le case automobilistiche di tutto il mondo proporranno le loro novità, ma gli occhi saranno tutti per le auto elettriche, ormai simbolo di innovazione e rivoluzione nell’industria automobilistica. Per i costruttori la sfida consiste nel proporre auto con maggiore autonomia o con un pacco batterie più leggero, ma lontano dai riflettori si stanno evolvendo i motori a combustione interna.

Mentre in tutto il mondo diversi Paesi annunciano i loro piani per eliminare dalle strade i veicoli a benzina o Diesel, questi ultimi si stanno rinnovando grazie a nuovi tipi di carburanti e nuovi motori più ecologici e più efficienti.

Non è un mistero che specialmente in alcune aree geografiche l’impatto ambientale delle auto elettriche sia identico se non maggiore a quello delle auto tradizionali, a causa della produzione di energia elettrica e all’estrazione dei minerali per le batterie.
Allora ecco che il mondo degli idrocarburi tace ma lavora sodo per sopravvivere a lungo anche in un mondo elettrificato.

Il futuro dei motori a combustione

Oggi gli idrocarburi, sia di natura fossile che rinnovabile, soddisfano il 99% del fabbisogno di trasporti nel mondo, ma i veicoli elettrici supereranno gli ostacoli legati ai prezzi e alle infrastrutture entro i prossimi decenni.

Nonostante la crescita della mobilità elettrica, le stime dell’Energy Information Administration e dell’International Energy Agency prevedono che i motori a combustione continueranno a rappresentare più del 90% della domanda di energia per il trasporto globale entro la metà del secolo.

Il motore termico dovrebbe quindi avere almeno altri trent’anni di gloria e evoluzione dato che la popolazione mondiale aumenterà - fino a 9 miliardi - e crescerà la domanda per auto a prezzi accessibili. L’elettrico sarà sceso di prezzo ma non sarà ancora conveniente per tutti, quindi migliorare il motore termico rimane l’alternativa più rapida per ridurre emissioni e l’impatto sull’ambiente.

Per il bene del pianeta e dell’economia è necessario ridurre i gas serra e migliorare la qualità dell’aria e della vita, riuscendo a soddisfare il bisogno energetico mondiale. Per fare questo ci vogliono politiche che promuovano le nuove tecnologie e un approccio equilibrato che non escluda nessuna strada, dato che né i veicoli elettrici né quelli a combustione saranno la soluzione ideale in futuro: forse la combinazione di entrambi insieme al nuovo modo di utilizzare le auto tra car sharing e noleggi, potranno garantire più efficienza.

I nuovi motori termici

Sono tante le novità che riguardano i motori termici:

  • L’accensione a compressione di gasolio che consente di aumentare l’efficienza e contemporaneamente ridurre la fuliggine, rivelandosi performante come i motori Diesel ma economicamente più efficiente. Un’azienda che sta lavorando per lanciare questo sistema è Mazda, e Saudi Aramco ha stimato un risparmio di carburante del 30%. Inoltre c’è un sistema per intrappolare le emissioni nel tubo di scappamento sperimentato da Toyota.
  • Il motore a pistone contrapposto Achates Power, che utilizza due pistoni per cilindro che funzionano in modo opposto e un potenziale efficiente più del 30% dei motori Diesel e del 50% dei motori a benzina.
  • Gli ibridi, ormai diffusi quasi ovunque, consentono di ottenere la massima efficienza di un veicolo combinando i punti forti di motore termico e motore elettrico.

Infine i combustibili sintetici, capaci di contenere emissioni e di sporcare meno i motori, una tecnologia ancora molto costosa che potrà avere prezzi ragionevoli in futuro.