Ecobonus 110%, i controlli dell’Agenzia delle Entrate e del Mise

Ecobonus 110%, vediamo in cosa consistono i controlli dell’Agenzia delle Entrate e del Mise per verificare la sussistenza dei requisiti che danno diritto alla detrazione, così come il rispetto dei limiti di spesa e la correttezza dei documenti predisposti.

Ecobonus 110%, i controlli dell'Agenzia delle Entrate e del Mise

Ecobonus 110%, in cosa consistono i controlli dell’Agenzia delle Entrate e del Mise? Il decreto Rilancio ha potenziato le agevolazioni fiscali legate ai lavori in casa, facendo in modo di poter intervenire per migliorare la classe energetica e per ridurre il rischio sismico praticamente a costo zero.

I lavori in casa gratis sono fattibili grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito non solo all’azienda che ha fatto gli interventi, ma anche alle banche (pur restando ferma la possibilità di optare per la detrazione in 5 anni invece dei 10 standard).

Un’occasione d’oro per chi vuole ristrutturare casa, ma appare ovvio che a grandi possibilità corrispondono anche grandi controlli: sia da parte dell’Agenzia delle Entrate, che verificherà la sussistenza dei requisiti per accedere all’agevolazione, sia dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

Ecobonus 110%, i controlli dell’Agenzia delle Entrate

L’ecobonus 110% è entrato in vigore il 1° luglio, ed è valido per gli interventi sostenuti fino al 1 dicembre 2021.

Per poter usufruire del super bonus però ci sono dei vincoli: il bonus viene erogato solo se garantisce il miglioramento di almeno due classi energetiche, che va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato. Qualora non fosse possibile il “salto” di due classi energetiche, ne basta una (la più alta possibile), sempre riconosciuta tramite Ape.

Con uno dei cosiddetti interventi trainanti si “sblocca” la detrazione al 110%. Si legge nella guida sull’ecobonus dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata il 24 luglio, che le verifiche sulla sussitenza dei requisiti per accedere all’agevolazione verranno svolte nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo.

I fornitori e i soggetti cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d’imposta ricevuto.

In caso si mancata sussistenza (anche parziale) dei requisiti che danno diritto alla detrazione, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti del soggetto che ha esercitato l’opzione, maggiorato degli interessi.

Ecobonus 110%: i controlli del Mise e dell’Enea

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico farà i propri controlli sulla veridicità delle informazioni contenute nei documenti e certificati da predisporre per l’ecobonus 110%.

Sarà l’Enea, seguendo le istruzioni contenute nel decreto Mise dell’11 maggio 2018, a effettuare controlli a campione per verificare:

  • la sussistenza dei requisiti soggettivi del beneficiario;
  • la rispondenza di tutti gli interventi ai requisiti tecnici previsti;
  • la sussistenza dei requisiti dell’edificio;
  • la congruità degli interventi rispetto ai costi specifici;
  • la corretta e completa compilazione e datazione dell’asseverazione;
  • la presenza della polizza professionale, con adeguato massimale di copertura.

Ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli verrà applicata una sanzione amministrativa da 2.000 fino a 15.000 euro, per ciascun documento falso reso.

Dal punto di vista normativo, si attende la pubblicazione dei due decreti attuativi Mise (uno sui requisiti specifici, che lasciamo di seguito in bozza, e uno sulle asseverazioni), così come il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate, da cui dipende la messa online della piattaforma per la cessione del credito.

Decreto attuativo congiunto: requisiti tecnici ecobonus 110%
Clicca qui per scaricare la bozza del decreto.

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