Azioni Ferrari, trimestrale solida ma il titolo scivola. Conviene comprare ora?

Donato De Angelis

5 Maggio 2026 - 13:38

Azioni Ferrari: conti solidi ma il titolo cala. Ricavi e margini in crescita, ma pesano valutazioni elevate e aspettative già scontate dal mercato. Conviene entrare ora?

Azioni Ferrari, trimestrale solida ma il titolo scivola. Conviene comprare ora?

La pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026 non basta a sostenere le azioni Ferrari, che a metà seduta a Piazza Affari cedono circa l’1,75%. Una reazione fredda del mercato a conti giudicati solidi ma, probabilmente, già ampiamente scontati nelle valutazioni elevate del gruppo di Maranello.

I dati chiave del 1° trimestre 2026 di Ferrari

Secondo il comunicato diffuso oggi, il Cavallino continua a mostrare una dinamica di crescita sostenuta, in linea con il percorso degli ultimi anni. Il mercato si attendeva ricavi trimestrali in aumento grazie al mix prodotto favorevole e al pricing power, fattori che già nel 2025 avevano spinto il fatturato oltre i 7,1 miliardi annui con margini operativi vicini al 30%.

La strategia resta invariata: meno volumi, più valore. L’aumento dei prezzi e la personalizzazione continuano a compensare eventuali flessioni nelle consegne, confermando il modello Ferrari come un unicum nel settore auto, più vicino al lusso che all’automotive tradizionale. Sul fronte della redditività, il gruppo mantiene margini tra i più elevati dell’industria, con EBITDA atteso nell’area del 38-39% e una generazione di cassa robusta, elementi che sostengono la guidance 2026 su ricavi attorno ai 7,5 miliardi di euro.

In sintesi, nei conti del primo trimestre di Ferrari spiccano:

  • ricavi netti pari a 1.848 milioni di euro, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente,
  • utile operativo (EBIT) pari a 548 milioni di euro, con un margine dell’utile operativo pari al 29,7%, in aumento dell’1% rispetto all’anno precedente (+8% a cambi costanti),
  • utile netto pari a 413 milioni di euro,
  • utile diluito per azione pari a 2,33 euro,
  • EBITDA pari a 722 milioni di euro, con un margine dell’EBITDA al 39,1%, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente,
  • free cash flow industriale a 653 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

Perché le azioni Ferrari scendono nonostante i buoni numeri

Il calo del titolo non è una bocciatura dei conti, quanto piuttosto il risultato di una combinazione di fattori che esulano dalla pura fotografia trimestrale. Innanzitutto, pesa il tema delle valutazioni elevate, con Ferrari che continua a essere scambiata a multipli significativamente superiori rispetto al resto del settore auto e anche rispetto ad altri gruppi del lusso europeo. Questo implica che il mercato richieda costantemente performance “eccellenti”, non semplicemente solide, e che risultati in linea con le attese, per quanto positivi, tendono a non essere sufficienti per sostenere ulteriori rialzi.

A questo si sommano le pressioni macroeconomiche sul comparto luxury, aumentate come effetto delle recenti tensioni commerciali, in particolare legate ai dazi negli Stati Uniti, e di un contesto geopolitico meno stabile, tutti fattori che aumentano l’incertezza sulla domanda globale di beni di alta gamma. Pur essendo meno ciclica rispetto ad altri player, Ferrari non è completamente immune a un possibile rallentamento della clientela internazionale ad alto reddito.

Non dimentichiamoci, poi, delle aspettative già incorporate nei prezzi. Negli ultimi anni il titolo ha beneficiato di una narrativa estremamente favorevole, fatta tutta di crescita sostenuta, marginalità record, posizionamento unico, che ha spinto molti investitori ad anticipare gli sviluppi positivi nei prezzi futuri. La pubblicazione di dati coerenti con le previsioni riduce l’effetto sorpresa e può innescare prese di profitto nel breve termine.

Dopo una lunga fase di forte apprezzamento, il titolo attraversa da mesi una fase più incerta e su base annua la performance resta negativa, con un calo superiore al 25%.

Il modello Ferrari resta solido nel medio periodo

Nonostante la reazione negativa di breve, i fondamentali restano intatti. Ferrari continua a beneficiare degli effetti di un portafoglio ordini coperto fino al 2027 e della forte disciplina sull’offerta, grazie alla sua produzione limitata, elementi che permettono al gruppo di difendere margini e pricing anche in contesti macro più complessi.

Quale futuro per le azioni Ferrari?

Il consensus degli analisti resta nel complesso costruttivo ma più prudente rispetto al passato. Diverse case d’investimento (tra cui grandi banche d’affari internazionali), riportano raccomandazioni prevalentemente “buy” o “hold” con target price medi ancora superiori alle quotazioni attuali, ma con upside più contenuto rispetto agli anni precedenti.

Alcuni analisti sottolineano che Ferrari resta un titolo di qualità, con fondamentali eccellenti e visibilità sui ricavi, ma anche “caro” in termini relativi. In ottica prudente, Ferrari continua a rappresentare una realtà industriale solida e difensiva nel lusso ma, ai prezzi attuali, il potenziale di rialzo appare più limitato, rendendola una scelta interessante per investitori di lungo periodo.