Salute: riparte da Verona progetto Gsk per bambini con bisogni speciali

Verona, 17 giu. - (AdnKronos Salute) - Il progetto “Leggere per Crescere” riparte da Verona aprendo a disabilità ed inclusione. Presentato sabato il primo studio che vede partecipi i tre pilastri dell’educazione con il modello Icf (Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute): obiettivo, stendere un ‘profilo mirato’ per ogni bambino. L’iniziativa, unica in Italia nel suo genere, si è realizzata all’Università di Verona e sul territorio nell’ambito di “Tutti diversi tutti uguali”, la parte del progetto di responsabilità sociale Leggere per Crescere di Gsk destinata ai bisogni speciali.

“La chiave del successo di questo approccio sta nella partecipazione e l’interazione costante della famiglia, della scuola e del pediatra perché solo grazie a questa “alleanza” che ruota intorno al bambino è possibile ottenere i risultati attesi", spiega Angelo Lascioli, docente di Pedagogia speciale presso l’Università di Verona e responsabile scientifico del progetto di Gsk denominato “Tutti diversi tutti uguali”.

Il progetto è stato realizzato attraverso la metodologia della ricerca partecipativa (Partecipatory Action Research). Questo approccio ha consentito di valorizzare la professionalità e l’esperienza di tutti i soggetti coinvolti, che l’Università si è fatta carico di sintetizzare e rilanciare ai diversi focus group attivati, in un processo ciclico di miglioramento degli strumenti.

"Dalla stesura di questo profilo consegue l’analisi delle risorse necessarie per realizzare un progetto di vita e una programmazione didattico-educativa, che sono cucite su misura dell’individuo a partire dal suo funzionamento e dalla sua disabilità, tenendo conto dei fattori ambientali facilitanti e delle barriere", spiega Sophie Cagdas, Uos neuropsichiatria infantile Aulss 9.

L’Icf consente l’utilizzo simultaneo di uno stesso strumento tra professionalità diverse (sanitari, insegnanti, famiglia), mediante un linguaggio comune e condiviso. L’introduzione di uno strumento innovativo presuppone la formazione e l’educazione dei soggetti coinvolti. Sanitari e insegnanti dovranno imparare un nuovo linguaggio, per interagire fra loro in maniera sicuramente più proficua e nuova.

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