Con la quarantena italiani più attenti alla differenziata, +16% per imballaggi in acciaio

nel primo trimestre 2020 raccolte oltre 40mila tonnellate, cresce di più il Sud Italia, +35%

Roma, 27 mag. - (Adnkronos) - Il Covid-19 ha avuto un fortissimo impatto sulle abitudini di vita degli italiani, modificando dalle fondamenta gesti ed azioni quotidiane con ricadute che hanno riguardato anche la raccolta differenziata. Per quanto riguarda gli imballaggi in acciaio come barattoli, scatolette, tappi, coperchi e bombolette, l’impatto è stato positivo. Nei primi tre mesi del 2020 nel nostro Paese ne sono state raccolte 40.606 tonnellate, con una crescita del +16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A segnalare questo significativo aumento è Ricrea, il consorzio nazionale per il riciclo e il recupero dei imballaggi acciaio, uno dei sei consorzi di filiera che compongono il sistema Conai, che ha analizzato i risultati di questa prima parte dell’anno mettendoli a confronto con quelli degli anni precedenti.

“Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto grandi passi avanti sul fronte della raccolta differenziata. - spiega Federico Fusari, direttore di Ricrea – Per quanto riguarda gli imballaggi in acciaio abbiamo raggiunto una percentuale di riciclo superiore all’80% che posiziona il nostro Paese tra i migliori in Europa. Il trend di crescita registrato in questa prima parte dell’anno è davvero molto marcato, in particolare nelle regioni del Centro e del Sud dove la crescita percentuale è stata rispettivamente del +31,5% e del +35%”.

Se complessivamente in Italia la raccolta è passata dalle 35.007 tonnellate del primo trimestre 2019 alle 40.606 tonnellate del primo trimestre 2020, le regioni del Sud hanno raggiunto il risultato record di 10.800 tonnellate, registrando la crescita più significativa (nel primo trimestre 2019 le tonnellate di imballaggi in acciaio raccolte erano state 8.000). Forte aumento anche nel Centro Italia, dove le tonnellate di imballaggi in acciaio raccolte sono passate dalle 5.400 del 2019 alle 7.100 di quest’anno.

Sui risultati può certamente avere influito anche l’aumento dei consumi dei prodotti conservati in contenitori in acciaio, come barattoli di pomodoro o scatolette di tonno. Ma senza dubbio il maggiore tempo trascorso in casa durante le settimane di quarantena ha portato a una maggiore attenzione nei confronti del corretto conferimento dei rifiuti, con un conseguente incremento delle quantità raccolte che ha messo alla prova l’intera filiera del riciclo in un periodo già estremamente delicato e complesso a causa della chiusura delle acciaierie con forno elettrico in cui viene realizzata la fusione del rottame.

“Dobbiamo ringraziare gli operatori che ricevono il materiale raccolto, perché nonostante tutte le difficoltà sono riusciti a stoccare grandi quantità nelle settimane in cui le acciaierie non hanno potuto operare - prosegue Fusari - Fortunatamente la situazione si sta normalizzando, e tutti gli imballaggi in acciaio differenziati potranno rinascere sotto forma di nuovi prodotti”.

L’acciaio è un metallo che si ricicla al 100% per infinite volte, e grazie al riciclo gli imballaggi in acciaio possono tornare a nuova vita trasformandosi ad esempio in chiodi, bulloni, travi per l’edilizia, binari ferroviari o arredi urbani.

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