Viaggi in Italia, cambiano le regole: le novità del Dpcm 13 ottobre

13 ottobre 2020 - 15:52 |

I Paesi da cui è vietato l’ingresso in Italia, quando scatta l’obbligo di tampone e quarantena e quando no: ecco le regole aggiornate sugli spostamenti da e per l’estero.

Viaggi in Italia, cambiano le regole: le novità del Dpcm 13 ottobre

Nel Dpcm 13 ottobre firmato da Conte e Speranza in vigore fino al 13 novembre troviamo anche le indicazioni sugli spostamenti da e per l’estero. Nel testo vengono specificati i Paesi dai quali è vietato l’ingresso in Italia, e quelli per i quali vige l’obbligo del tampone o l’isolamento fiduciario

Qui di seguito la lista completa e la normativa italiana in vigore per chi viaggia.

Viaggi in Italia: ingresso vietato da 16 Paesi

Ancora bloccati gli arrivi in Italia per turismo per chi ha soggiornato o transitato, nei 14 giorni precedenti, in questi 16 Paesi che elenchiamo sotto ma anche per tutti gli altri Paesi che non sono stati inseriti negli elenchi che vediamo tra poco.

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Bosnia Erzegovina
  • Brasile
  • Cile
  • Colombia
  • Kosovo
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Montenegro
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Sono esclusi dal divieto i cittadini UE (Italia inclusa), Schengen, Regno Unito, Principato di Monaco, Andorra, Città del Vaticano e San Marino e i loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia.

Gli spostamenti dall’Italia a questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni: lavoro, salute, studio, assoluta urgenza o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Al rientro in Italia è comunque necessario compilare un’autocertificazione in cui si indica il motivo dello spostamento, e mettersi in quarantena.

Tampone obbligatorio per chi arriva in Italia

L’Italia richiede il tampone a chi arriva da questi 6 Paesi:

  • Belgio
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Repubblica Ceca
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (inclusi isole del Canale, Gibilterra, isola di Man e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori al di fuori del continente europeo)

Chi entra/rientra in Italia da una di queste nazioni deve compilare l’autodichiarazione e presentare un attestato che dichiari di essersi sottoposto, nelle 72 ore prima dell’ingresso nel nostro Paese, a un tampone e che questo sia risultato negativo.

In alternativa si può effettuare il tampone antigenico o molecolare al momento di arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine o entro 48 ore dall’ingresso in Italia presso una ASL di riferimento.

Dall’8 ottobre sono uscite dalla lista:

  • Croazia
  • Grecia
  • Malta

Chi può entrare liberamente in Italia

Consentiti gli spostamenti liberi, anche per turismo, e senza obbligo di isolamento per chi viaggia da San Marino, Città del Vaticano e tutti gli altri Paesi UE e Schenghen non citati sopra, incluse le isole Far Oer, la Groenlandia, le isole Svalbard e Jan Mayen, Gibilterra, Isole del Canale, Isola di Man, basi britanniche nell’isola di Cipro, Azzorre e Madeira, territori spagnoli nel continente africano.

Quarantena obbligatoria

Vige l’obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni per chi arriva in Italia da uno di questi Paesi, vi ha soggiornato nei 14 giorni precedenti, viaggia senza comprovati motivi di necessità e resta nel territorio nazionale più di 120 ore:

  • Romania
  • Australia
  • Canada
  • Georgia
  • Giappone
  • Nuova Zelanda
  • Ruanda
  • Repubblica di Corea
  • Tailandia
  • Tunisia
  • Uruguay

Anche chi arriva da uno dei Paesi su cui vige il divieto di ingresso e dai Paesi terzi non specificati in altri elenchi deve sottoporsi a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni al suo arrivo in Italia.

Bisogna sempre ricordarsi di compilare e portare con sé l’autodichiarazione giustificativa del viaggio in Italia, da consegnare a chiunque sia preposto ai controlli. La destinazione finale si potrà raggiungere solo con un mezzo privato.

Ecco alcuni casi in cui si applica l’obbligo del tampone o della sorveglianza sanitaria:

  • si è in Italia per motivi di lavoro, salute o assoluta urgenza e non ci si ferma per più di 120 ore;
  • se si passa per l’Italia per non più di 36 ore a bordo di un mezzo privato;
  • al personale sanitario che arriva per esercitare la sua professione (anche temporaneamente);
  • ai lavoratori transfrontalieri e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno almeno una volta a settimana.

I viaggi dal resto del mondo

Gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo per lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Dal 7 settembre è consentito l’ingresso in Italia da questi Paesi per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile, anche se non conviventi, con cittadini italiani/UE/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia, che devono raggiungere il partner in Italia.

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