Veneto: “Domani proclameremo la secessione”, peccato che non abbia alcun valore legale

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Il referendum sull’indipendenza indetto in Veneto è incostituzionale. E allora quale secessione verrà proclamata?

Domani si chiuderà il referendum per l’indipendenza veneta indetto dal comitato plebiscito.eu.
Secondo gli organizzatori, benché non siano disponibili dati ufficiali, ad oggi i votanti sarebbero stati più di 1 milione e 300mila, circa il 35% degli aventi diritto.

Molti di essi, avrebbero risposto sì alla domanda “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e sovrana?”. Quindi domani alle ore 18, in Piazza dei Signori a Treviso, “Proclameremo la Secessione”. Buon per loro diranno in molti. Il problema è che esiste un piccolo, millesimale dettaglio: il referendum convocato in questi giorni non ha alcun valore legale, quindi a prescindere da dichiarazioni, proclami e festeggiamenti, il Veneto continuerà ad essere una Regione italiana.

Ma facciamo un passo indietro.

Plebiscito.eu
All’interno della piattaforma, Giuseppe Busato, Presidente del “Comitato del Sì”, spiega l’iter di nascita del comitato che ha spinto per indire l’attuale referendum:

A molti – forse ai più – pare ancora incredibile che oggi ci troviamo di fronte a un evento e a un’opportunità che fino a poco tempo fa pareva un sogno irrealizzabile. Ciò si è reso possibile in realtà poiché gli anni che abbiamo appena trascorso non sono stati anni qualsiasi per l’indipendenza del Veneto. Grandi risultati sono stati ottenuti rispetto al recente passato. Il progetto indipendentista moderno è stato concepito nella propria prassi da alcune persone inizialmente costituitesi nel Partito Nasional Veneto, che quindi hanno dato vita ai principali movimenti indipendentisti nati negli ultimi anni (Veneto Stato, Indipendenza Veneta) e gestito inizialmente, dando loro in eredità il programma politico e permettendone la crescita, prima di creare la piattaforma apartitita e trasversale Plebiscito2013 e quindi il comitato Plebiscito.eu che ha organizzato il Plebiscito Digitale del 16-21 marzo. Il progetto indipendentista, elaborato negli anni attraverso la presentazione di una serie di manifesti che hanno preceduto il presente documento, è entrato all’interno delle istituzioni regionali, grazie all’approvazione della Risoluzione 44/2012, al successivo insediamento della Commisione Regionale che si è pronunciata sugli aspetti giuridici legati alla convocazione del refendum di indipendenza, alla successiva presentazione della proposta di legge regionale 342 del 2013 che prevedeva l’indizione del referendum di indipendenza per il 6 ottobre 2013 e quindi alla convocazione del Plebiscito per l’indipendenza del Veneto attraverso rete telematica del 16-21 marzo 2014.

Dopo alcuni accenni alla grande civiltà veneziana e alla patria veneta, Busato sostiene che la secessione sia la decisione più scontata da prendere:

Che si vada verso l’indipendenza del Veneto è cosa ormai ovvia e scontata. L’alternativa è la morte civica nell’Italia reclinata su sé stessa e non esiste un insieme così grande di pazzi che voglia suicidarsi come topi nell’acqua.

Le “ragioni del Sì”sarebbero innumerevoli e sono tutte spiegate all’interno del lungo e dettagliato documento “Alla vigilia del plebiscito per l’indipendenza”.

All’interno del sito, è presente anche una pagina nella quale dovrebbero essere spiegate le “Ragioni del No”. Ecco quanto si legge:

Proviamo dunque ad immaginarle queste ragioni in attesa che i rappresentanti ci comunichino le loro idee. Peccato solo che il referendum finirà domani.

L’eco internazionale
Il referendum che in Italia sembra essere passato in sordina, ha invece suscitato molto clamore all’estero. La concomitanza con gli eventi in Crimea ha fatto sì che parecchi organi di stampa internazionali abbiano parlato dell’argomento: da BBC News a The Independent, da La Vanguardia a Russia Today. Molto suggestivo il titolo scelto dal giornale inglese:

«Dal Canal Grande al balcone di Giulietta un “sì” per tagliare i legami con Roma».

Ieri, il Governatore veneto Luca Zaia ha presenziato ad una conferenza stampa stracolma di giornalisti esteri, nella quale ha spiegato le motivazioni dell’iniziativa, ma ha poi anche dovuto ammettere che di indipendenza, al momento, non se ne parla proprio.

Valore legale
Dichiarava Busato pochi giorni fa:

“Se venerdi’ sera i Si’ vinceranno oltre all’insediamento dei 10 delegati per l’indipendenza del Veneto e alla dichiarazione di Sovranità Veneta, cominceremo in modo fattivo l’esercizio dell’indipendenza, a cominciare dal controllo delle risorse fiscali del Veneto. Ciò avverrà in settimane, o tutt’al più pochi mesi".

Il problema è che il referendum indetto in Veneto non ha alcun valore legale. Perché? Perché la nostra Costituzione (ricordate il famoso Titolo V?) non prevede che una Regione possa decidere autonomamente di dichiararsi indipendente dallo Stato centrale, tanto più se la procedura referendaria non viene portata avanti dalle istituzioni, ma da un comitato. Ad ammetterlo è lo stesso Presidente della Regione che ieri ha affermato:

Ci sono oggettivi problemi di compatibilità con la Costituzione ma il diritto internazionale ci dà ragione sul fronte dell’autodeterminazione e sulla possibilità di fare il referendum’.

Il Veneto però andrà avanti per la sua strada, per questo motivo le istituzioni territoriali hanno deciso di mettersi in moto:

c’è una legge in discussione al Consiglio regionale per l’indizione di un referendum consultivo: ci stiamo impegnando per portarla avanti e votarla e diversi consiglieri trasversali si dicono disponibili ad approvarla’’

Ci vorrà del tempo però, parecchio tempo perché, come precisa lo stesso Governatore:

’’Per approvare il progetto di legge ci vogliono 31 voti su 60 consiglieri. Immagino che poi il Governo impugnerà la legge, dirà che è incostituzionale, e il Veneto ricorrerà’’.

Insomma quello di questi giorni, più che un referendum potrebbe essere considerato un sondaggio. Il risultato rimane comunque chiaro: molti cittadini veneti vogliono l’indipendenza da Roma. Sul fatto che possano ottenerla però rimangono parecchi dubbi.