Unipol SAI: la procura indaga sulle procedure della Consob

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Nella Commissione Nazionale per le Società e la Borsa si sarebbe verificata una spaccatura per i discordanti pareri sulle operazioni di fusione

Prosegue l’inchiesta della procura di Milano sulle operazioni di Unipol che hanno portato alla fusione con Fonsai Milano Assicurazioni e Premafin. Gli inquirenti continuano a verificare l’esattezza del valore dei titoli strutturati di Unipol, le cifre relative al patrimonio netto della società e la veridicità delle comunicazioni fatte ai mercati. Rimane indagato, per aggiotaggio, anche l’ex amministratore delegato di Unipol e Unipolsai, Carlo Cimbri.

L’indagine però, si sta allargando anche su un altro versante, dopo l’acquisizione del materiale sequestrato la settimana scorsa presso Unipol e acquisito dalla Consob. Quello che gli inquirenti stanno infatti verificando è anche la congruità dei tempi e dei modi, nonché la correttezza della procedura seguita dalla Consob per effettuare gli accertamenti su Unipol, necessari ad avviare la fase di fusione con gli le altre società assicurative.

Quel che emergerebbe dai materiali dell’indagine è una spaccatura all’interno della stessa la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, riguardo alla correttezza delle procedure portate avanti. Più nello specifico, nel decreto di sequestro compare il nome di Marcello Minenna, il capo dell’Ufficio Analisi quantitative della Consob, che avrebbe dato un parere negativo riguardo alle operazioni di fusione congiunta di Unipol con le altre società. In tale parere, che non sarebbe stato preso in considerazione dal direttore generale e dal presidente della Consob era stato evidenziato
un differenziale negativo di fair value nei prodotti strutturati Unipol, collocabile tra i 592 e i 647 milioni di euro, rispetto ai valori comunicati.

Altre perplessità degli inquirenti riguardano i tempi e i modi in cui è stata commissionata a Minenna, l’analisi della procedura stessa. Tale operazione gli sarebbe stata affidata solo dopo l’aumento di capitale di Unipol e Fonsai e l’Ufficio Analisi quantitative della Consob avrebbe avuto solo 20 giorni di tempo per analizzare e verificare un’operazione estremamente complessa.

Altri comportamenti sospetti all’interno di Consob, riguardano anche alcune limitazioni (temporali) nell’analisi dei dati di cui si occupava lo stesso Minenna e i procedimenti disciplinari che gli furono imputati, in seguito alle richieste di maggiore tempo, ulteriore documentazione e ulteriori risorse umane che il funzionario avrebbe richiesto per portare avanti l’analisi dei dati.

La Consob ha dichiarato ieri, attraverso un suo portavoce, di voler garantire la massima collaborazione alla Guardia di Finanza e all’Autorità Giudiziaria. La scorsa settimana, poi anche la Procura di Torino, ha avviato delle indagini su diverse persone orbitanti nella galassia Unipol tra i quali lo stesso Carlo Cimbri, sempre iscritto al registro degli indagati per la medesima ipotesi di reato di aggiotaggio. Al di là della sorpresa mostrata dalla procura di Milano, per questioni di competenza territoriale, sono gli stessi processi ad avere un’impostazione differente, dal momento che le banche torinesi coinvolte nelle indagine sono considerate parti civili mentre a Milano si indaga anche su Alberto Nagel, Ad di Mediobanca, riguardo ai rapporti intrattenuti con Cimbri, relativamente al fallimento di Imco, la holding che controllava Premafin e Fondiaria.